Vi parleranno di Terzo polo, di alleanze impossibili, vi rimbambiranno di tiritere in politichese, vi diranno di primarie, di veti, di tavoli e di convergenze saltate.
Non vi fate fregare, questi del centrosinistra di Palermo sono degli irresponsabili. Quindi non date loro ascolto.
Come sembra probabile, alle prossime elezioni si andrà in ordine sparso contro un Pdl fiaccato ma sempre coriaceo (loro l’unità la trovano sempre quando c’è da fare la conta). E la frammentazione è la tomba delle migliori intenzioni, soprattutto nella terra dell’indimenticabile 61 a 0.
Avevano trovato Rita Borsellino, questi del centrosinistra. Con un personaggio del genere – lo capiscono anche i bambini – non si va alle primarie. La Borsellino non è un’esperta della politica né tantomeno una garanzia sul fronte della tecnica amministrativa. Va da sé che la sua candidatura doveva far coagulare tutte le forze della coalizione attorno al simbolo: un’icona dell’antimafia e dell’onestà nella città più disamministrata d’Italia. Solo così avrebbe avuto senso il nome di Rita Borsellino nell’elenco dei candidati a sindaco di Palermo. Solo una mente offuscata poteva non accorgersi che metterla in un calderone di candidati, tra giovani promesse, outsider dei gazebo e antiche glorie avrebbe significato offendere una memoria collettiva.
Eppure lo hanno fatto. Hanno stretto la Borsellino tra mille questioni, l’hanno fatta diventare una qualunque. Quindi un’aspirante perdente.
Bastava ricordarsi che se ci rifugia dietro a un simbolo, gran parte del riparo la offre la coscienza comune, la forza di un convincimento. Troppo complicato? Chissà.
E allora proviamo a fare un altro ragionamento.
Palermo esce distrutta da dieci anni di governo del centrodestra: finanze a picco, immagine sotto i tacchi. L’opposizione aveva un solo dovere morale: liberarci, darci un’occasione di riscatto. E per farlo avrebbe dovuto guardare solo all’obiettivo, senza distrarsi nei tatticismi. Invece si è persa tra mille distinguo, cordate monche, candidature solitarie.
Il primo che si sveglia suona la tromba e va all’attacco: “Sarò io il nuovo sindaco di Palermo!”
Più aspiranti che partiti nella tribù della Conca d’Oro.
Il risultato è deprimente. Il Pd, strabico tra Roma e Palermo, starà da una parte, l’Idv orlandiano dall’altra. Nel mezzo, volontari che hanno già iniziato la campagna elettorale, aspiranti sindaco fai-da-te che cantano, suonano e ballano senza musica. E che fanno un po’ di tristezza a noi palermitani che aspettiamo una risposta sensata a una politica indecente che ha semidistrutto la nostra città.
Quindi quando oggi, domani, dopodomani, questi inetti del centrosinistra vi racconteranno la storiella delle alleanze, della ricerca del miglior pedigree per imbastire una piattaforma elettorale, del “o con me o contro di me”, prendete fiato, molto fiato, e urlate loro che basta, non vi interessa il come, bensì il quando anzi il subito. Subito un’alternativa plausibile. Subito facce nuove. Subito una ricostruzione. Senza tavoli, posizionamenti, congiunture e altre cazzate da politicanti ridicoli. Altrimenti, subito sparire.




Analisi perfetta, da condividere
Ma la speranza di un nuovo intentato oggi non
percepibile percorso resta viva.
Anche per fare l’opposizione bisogna saper fare politica.Al disastro Cammarata si e’ voluto rimediare con una opposizione alla Grillo e di conseguenza ci si trova senza programmi ,senza idee senza consenso popolare.Eppure c’e stato tutto il tempo di prepararsi invece di esporre lenzuola o inseguire ipotetiche vie giudiziarie che non portano mai ad alcun risultato.
Quella di Palazzotto è un’analisi matura, anzi, colta e cioè cresciuta. Aiuta a capire e perciò scoraggia. Emerge uno scenario provinciale e di cucina bassa e disordinata. Non tutti sono colpevoli; taluni, infatti, hanno soltanto dovuto prendere atto e parte relativamente ad un disordine creato da chi ha avuto l’ingenua arroganza di lanciare il “nuovo” con metodi identitari vecchi e sterili, pour épater la bourgeoisie, per accattivarsi in tempo i rustici di pensiero (che sono tanti). E delude che si tratti proprio dei così detti “volti nuovi” ad avere immesso sullo scenario politico proprio quell’ansia, anche foriera di danni da intempestività, che è cattiva consigliera e che genera sia posate frantumate che improbabili bacchette magiche. No. La politica dovrebbe essere altro e, al più tardi, parte da Platone. Che non è un fumetto, ed è tanto, tanto noioso.
bene bravo bis……….quasi lapalissiano nella chiarezza esposta nell’articolo.
PS ma inviare il tutto a Cracolici, Lumia e Lupo no???
ah dimenticavo anche D’Artagnan
@Gery Palazzotto e @Redazione
Salve, sono Riccardo Nuti, candidato sindaco del Movimento Cinque Stelle per le prossime elezioni amministrative, quando lo riterrete opportuno sono disponibile a qualsiasi intervista, domanda, chiarimento e richiesta di informazioni.
Trovate la mia scheda con cv, casellario giudiziale ed i miei contatti al seguente link:
http://www.ilgrillodipalermo.it/elezioni-2012/candidati-a-5-stelle/riccardo-nuti-portavoce-del-movimento-cinque-stelle-palermo/
Saluti
Riccardo Nuti
Condivido l’analisi, tuttavia credo che anche con la Borsellino le cose per Palermo non sarebbero andate meglio.
Se si cerca un simbolo di aggregazione, non puoi rifugiarti dietro una persona che porta un cognome famoso. Attenzione, un cognome famoso!
Ed e’ anche stato sottolineato in questo post che la Sig.ra Borsellino non e’ molto pratica in ambito tecnico amministrativo.
Di che parliamo allora? Di vincere le elezioni o governare questa citta’ come si deve?
Estendendo il discorso, trovo deprimente la scelta dei candidati alle elezioni. Sinceramente le mie speranze per Palermo sono ridotte al lumicino.
Forse la non politica di Grillo e’ proprio la risposta. Servono idee, servono azioni che determinino una spaccatura netta con questo sistema, e quindi gente nuova, che proviene da ambiti non collusi alla politica.
Bisogna attuare realmente azioni rivolte al rilancio della cultura, dell’EDUCAZIONE CIVICA, contro l’abusivismo, al risanamento di certe aree, di mobilita’ sostenibile, di legalita’, di differenziata.
Temi che compaiono superficialmente nei programmi di questi candidati, che parlano troppo di sviluppo, posti di lavoro e infrastrutture faraoniche, spesso inutili.
Io voglio votare qualcuno che amministri, e lo faccia bene. La creazione di posti di lavoro non spetta a loro. Devono solo crearne le condizioni socio-ambientali. Il resto vien da se!
Master ha scritto una frase che riassume tutto il mio post: “Emerge uno scenario provinciale e di cucina bassa e disordinata”. Ecco, è questo il problema.
Caro Riccardo Nuti, noi non siamo (per scelta) una testata giornalistica quindi non ci imbarcheremo in interviste ai candidati (c’è anche una regolamentazione complessa). Se vuole dire la sua in merito a quanto ho scritto, la ospiteremo volentieri. L’importante è rimanere in tema: è vero che questa sinistra sta giocando la carta ideale, quella della frammentazione, per arrivare al disastro elettorale?
Quanto a Luca (il secondo), il fatto che la Borsellino non sia una professionista della politica non significa che non sia adatta a governare una città: i migliori amministratori che conosco sfruttano a perfezione il concetto di rappresentatività…
@primo luca: su internet non c’è bisogno di spedire niente, al limite basta una segnalazione. Anche se non credo che serva a nulla.
D’accordo con Palazzotto: i nuovi Ministri del Governo
Monti non sono professonisti della politica, ma si
stanno muovendo bene…
Ne vedremo delle belle….
Finalmente una voce che grida una verità sacrosanta. Si potrebbe anche dire di più, caro Palazzotto, chè in questi anni certi personaggi deputati si son foraggiati all’ombra di un’idea di sinistra, un ruolo che li scagionava da ogni ignavia, mentre quieti e silenti tenevano il bando ad una maggioranza senza vergogna.
La ringrazio vivamente per quest’articolo ed ancor più se vorrà partorirne un’inchiesta a più ampio raggio e diffusione.
Perchè un’invettiva così vibrante e apprezzabile non la devo leggere anche sui giornali?
La legge qua e già è qualcosa, mi pare.
Perchè accontentarsi, Palazzotto? L’idea è buona. Gli dia più vasta eco.
Lo spezzatino che il centro sinistra sta cucinando è a dir poco avvilente. Neanche in campo culinario, per lo spezzatino, si pensa ad alta cucina ma sempre e solo di un piatto di ripiego.
La candidatura della Borsellino sarebbe, a mio parere, in ogni caso, perdente. La signora Borsellino, stimabile e degna persona, è solo una bandiera. Una nobile bandiera, ma non è garanzia di buona amministrazione né di cattiva amministrazione e inoltre, perdonate la sincerità,non è capace di coinvolgere gli elettori, non trasmette calore umano e per vincere le elezioni serve anche questo.