i fatti dopo il ragionamento

Se nemmeno il Natale accende più Palermo

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È una sensazione o a Palermo il Natale è lontano mesi e non settimane? È solo suggestione o le vetrine dei negozi non emanano gioia tanto sono spoglie, povere di luminarie, tristi, senza il carico di suggestione che fin dalla notte dei tempi evoca la fine di ogni anno? C’è un’aria strana, strana ma in fondo non del tutto inattesa, perché non è affatto vero che gli addobbi natalizi siamo spariti oggi, all’improvviso. È stata un’agonia lenta, un trascinarsi spietato e inesorabile, anno dopo anno, verso quello che sembra a tutti gli effetti un segnale inequivocabile di rassegnazione. C’è un’atmosfera che non è solo triste, è soprattutto stanca. Le luci abitualmente sistemate per attirare i clienti e riempire le casse hanno ceduto il passo, nel migliore dei casi, a quattro lucine da bancarella, un po’ come indossare gli abiti lisi che avevamo riposto negli armadi consci, forse, che prima o poi sarebbe venuto il momento di tirarli di nuovo fuori. Perché, diciamoci la verità, in questa atmosfera da fine impero, in questo cielo che soffoca le nostre speranze e che chiude un po’ i nostri cuori il vestito liso, forse, è il massimo che ci possiamo consentire.

Provate a fare un giro in via Libertà, in via Ruggiero Settimo, in via Roma, in via Maqueda, in corso Calatafimi, in via Terrasanta, in viale Strasburgo, le strade dello shopping di lusso e di quello popolare. A parte eccezioni rappresentate da pochi volenterosi che ancora investono e hanno entusiasmo (lo vedete nella galleria fotografica qui sotto) il Natale è lontano anni luce, poco o niente ricorda che fra qualche giorno ci scambieremo i doni sotto l’albero. Le luminarie di un paio di boutique di lusso, il teatro Massimo ammantato splendidamente da un tripudio di luci bianche, qualche strada del centro storico vestita a festa e poco altro. Sarà anche una questione di vil danaro – gli esercenti hanno deciso di tagliare le spese superflue – ma nessuno può escludere che sia anche un problema di prospettive. Come se pochi di noi, davvero pochi, hanno ancora la forza e la grinta di immaginare un futuro meno angoscioso di questo presente. Come se ci fossimo arresi, se avessimo smesso di lottare. Se così fosse, non avremmo tutti i torti.

10 commenti

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  • 10 dicembre 2011 09:11

    Buongiorno a te……nulla da obbiettare, a proposito dell’articolo. Pensa che quest’anno, ancora di più degli anni passati, ho sentito sempre più gente, me compreso, pronunciare frasi del tipo : “Se potessi farei un salto direttamente al 7 Gennaio: sarei felicissimo”, oppure uno che mi ha detto : “U spardassi ru calendario u misi i Dicembre” .In ogni caso se non dovessimo “rileggerci”, caro Francesco, Buon Natale, x te e per i tuoi cari.

  • 10 dicembre 2011 10:19

    …un problema di prospettive. Certamente il fatto di non poter minimamente pianificare la propria vita familiare dal punto di vista economico oltre i 30 giorni induce tutti quanti a razionalizzare le spese e quel poco che si riesce a spendere lo si fa in maniera molto oculata eliminando i “regali inutili”.
    L’economia è ferma totalmente, e se non ci sono i consumi che tirano la “carretta” non si va da nessuna parte. Tempo addietro si era parlato di detassare la 13^, ma non se ne fece nulla.
    Ma ve lo immaginate se almeno una sola volta avvenisse cio’? trovare la 13^ aumentata del 43%!! come dicevano gli antichi:periodo ipotetico di terzo tipo.

  • 10 dicembre 2011 21:17

    Non possono esserci luminarie e festoni:
    la gente è smarrita, negl occhi leggi tristezza,
    preoccupazione:
    La crisi economica è gravissima.
    Occorrerà rassegnarsi ad un periodo, speriamo bene,
    di grande austerità, di sacrifici.
    Il popolo ha pazienza ed è virtuosa:quando si avrà
    una rinascita economica, morale?
    Non ci resta che il valore dela famiglia, e, per
    i credentiuna fede viva di speranza,,

  • 10 dicembre 2011 21:17

    rectius

    speriamo breve

  • 10 dicembre 2011 23:16

    Santi numi!

  • 12 dicembre 2011 14:48

    Quand’ero bambino mi piacevano il Natale e il capodanno dei poveri, delle stradine secondarie dei quartieri periferici dove andavo a spasso a tarda sera. Mi sembravano poetici.
    Ora considero questo periodo il più triste dell’anno, o meglio considero triste – da vedere – questa agitazione che comincia settimane prima della (presunta) festa, agitazione fastidiosa, la vedo come gioia non veritiera che non corrisponde a profondi sentimenti interiori. Molto rumore per nulla!
    Il post di Massaro e le foto: buona notizia.

  • 12 dicembre 2011 15:39

    Un Natale così “in crisi” non lo avevo mai vissuto. Stamattina in giro per negozi, in un noto negozio di scarpe, in vetrina esponevano un display con un messaggio criptico: “A meno venti certo fa freddo, ma può essere molto conveniente”. Ingegnosi… E fuorilegge.

  • 12 dicembre 2011 17:59

    A me personalmente la crisi economica ha colpito circa quattro anni fa…quando comincio’ in America.Condivido pienamente tutti i commenti,ma..da una settimana un pensiero mi affligge, e cioe,’ parlando con certa gente… dico certa.. mi sento dire la crisi e’ di chi ce l’ha……e aggiungono che per loro la CRISI ECONOMICA non esiste!!!!
    Ma se io….. guardando i TG, navigando in rete non faccio altro che scorrere titoli,lettere,commenti,e quant’altro sulla crisi?!?!
    Mi chiedo siamo noi i fissati?!?!? O questi “imbecilli” che conosco hanno un EGOISMO fuori ogni limite umano e non si accorgono che migliaia di comuni mortali non riescono ad arrivare alla fine del mese o altrettante migliaia..si vedono togliere la casa, xche’ non possono pagare le rate del mutuo?!?? C’e’ tanta tristezza in tutti noi…il Natale non dovrebbe essere considerato “festa del consumismo” bensì spiritualità, fede, amore, solo con questi sentimenti possiamo vincere…
    Il fatto e’ che spesso tanti non si accontentano, si vuole… anzi si pretende sempre di piu’…..ed alla fine questo e’ il risultato…..del MONDO INTERO.
    Solo egoismo niente di piu’…..

  • 16 dicembre 2011 22:41

    condivido in pieno questa disamina del natale che tristezza

  • 18 dicembre 2014 11:38

    Boooh, ma la vogliamo finire? Più si parla negativamente, più si spegne la positività propria e degli altri. La città è sempre bellissima a Natale, non è una questione di numero di luci nelle strade o nei negozi.
    Chi è a disagio nei periodi di festa, lo è ora come nel passato…. (chiedete agli psicologi), è una questione caratteriale.
    Sì, i tempi sono molto difficili, ma lo sono di più per le nuove generazioni , che non potranno essere sostenute sempre dalla nostra generazione (che sta pagando per tutto-ma-proprio-tutto-il presente-e-il-passato-della storia-nazionale…)…. E i ragazzi se ne rendono conto, e partono in due anni in VENTIMILA, dicasi VENTIMILA dalla Sicilia, per studiare o lavorare!
    E la città e la Sicilia invecchiano 🙁
    Se hai l’altruismo e la speranza nel cuore, i negozi sono belli anche così (per fortuna ormai via Libertà è la via Montenapolene-Via Condotti cittadina e le marche di lusso hanno messo decorazioni splendide… chissà poi chi ci va a comprare, i russi o i cinesi delle crociere mordi e fuggi!!).
    La vera tristezza è nel cuore dei negozianti di Via Roma-Sciuti-Vittorio Emanuele-ecc-ecc, che UNO SU DUE non ha decorazioni perchè ha lasciato buio, scaffali vuoti e ricordi,
    E ANCHE
    nel cuore dei GENITORI che hanno precocemente la famiglia ridotta solo a due persone (se stessi) e ai loro FIGLI, disperati ma coraggiosi, che sono a morire di freddo nei paesi dell’Europa orientale o in un altro sperduto angolo del resto dell’Europa-America per avere l’ennesimo titolo (quasi inutile) nel C.V. o un contratto per 6 mesi o un anno di un lavoro, che non gli dà neanche un centesimo per quando saranno vecchi, probabilmente senza un familiare a dargli una mano perchè non avuto i mezzi economici per costruire una famiglia 🙁
    Le prossime generazioni pagheranno molto più di noi in termini lavorativi e affettivi per la crisi di oggi, e comunque, se pensiamo più a fare i Presepi che i regali di Natale, l’atmosfera sarà comunque intensa e magica, nei nostri cuori e nei pochi regali che possiamo fare.
    Ciao, Buon Natale mentre guardo le lucette del mio immancabile Presepe.

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