Pensare che una città come Bilbao è rinata – letteralmente rinata – grazie al suo museo d’arte contemporanea – il celebre Guggenheim progettato da Frank Gehry e aperto appena quattordici anni fa – e leggere che il museo d’arte contemporanea di Palermo, Palazzo Riso, chiude perché sono finiti i soldi è una cosa che può suscitare due reazioni opposte ed entrambe comunque lecite: la rabbia cieca o lo sghignazzo beffardo. La chiusura del secondo museo più visitato della Sicilia è semplicemente lunare, come apprendere – fatte le debite proporzioni, ci mancherebbe – che cessa le attività il Moma di New York o la National Gallery di Londra. È la resa finale, la deposizione delle armi, lo sbraco definitivo di una città allo sbando che ormai, avendo esperito tutte le forme di masochismo possibili, gioca a prendere per i fondelli se stessa, come un incredibile gioco al rialzo verso la definitiva autodistruzione. Per dire come siamo messi, ci appigliamo financo alle parole di Gianfranco Miccichè che ha promesso le barricate per frenare, dice, “la follia dei banditi della Regione siciliana, la banda Lombardo, Armao & company”. Facciamo così. Noi non crediamo che un politico, qui a Palermo, possa pensare di fare il crociato in nome della cultura, ma con l’aria che tira già il fatto che qualcuno lo dica ci fa sentire meglio.
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Ma se è stato tutto smentito?? Perchè continuate a scrivere di questa chiusura, a quanto pare, inesistente?
quindi il direttore del museo è un pazzo da rinchiudere, no?
Ma che ne so io, so solo che su fb c’è stata una smentita pubblica di un tizio il cui nome non ricordo
Quindi siamo sempre la, chi dovrebbe dissipare in breve tempo ogni dubbio, e cioè i giornalisti, non lo fa. Che ci vuole a ricercare la verità e una volta per tutte sentire antrambe le campane e dirci se palazzo riso chiude o no?
Roberto, da quel che ho capito le cose stanno così. Ieri pomeriggio una nota della direzione del museo ha annunciato la sospensione delle attività, in pratica la chiusura. Poco dopo il governatore e l’assessore alla Cultura hanno smentito la chiusura disconoscendo il comunicato del direttore del museo. Oggi il direttore ha confermato ciò che aveva scritto ieri. Vedremo come finirà. Che dietro questo balletto ci siano scontri politici è probabile. Sono sicuro che nelle prossime ore i contendenti riusciranno ad alzare l’asticella del ridicolo.
Ok. E già l’informazione è più completa. Dall’articolo non emergeva tutta la verità.
Grazie per il tuo intervento chiarificatore.
Città allo sbando? ha ha ah DIPPPIIIUU!!!
@Francesco MASSARO: Scusi Massaro ma stavolta Lei è fuoristrada e….di molto. Ingenuamente trascura l’antefatto ovvero che il Direttore Sergio ALESSANDRO non è altro che il solito uomo di fazione, amico degli amici, messo lì ad occupare quella poltrona in barba ad altri, estromettendo altri. La vicenda se non fosse già di per se grottesca è esemplificativa di come ogni gesto, ogni presa di posizione di chi gestisce un incarco istituzionale obbedisca solo a manovre di partito e di casta. Di fatto all’ombra, (e neanche tanto), della torbida questione si registra lo scontro Miccichè – Lombardo. Il sottoscritto è ben lungi dalle posizioni di entrambi ma appare fin troppo evidente che Miccichè ha tirato il guinzaglio ed il cane (Alessandro) ha prontamente abbaiato senza troppo pensare. Da cittadino più che super partes, (e ci mancherebbe), credo che il direttore avrebbe dovuto seguire la linea gerarchica prima di annunziare inesistenti, almeno al momento, disimpegni. Credo che un provvedimento disciplinare in un paese normale non gli sarebbe negato.
https://www.facebook.com/events/158396930936162/
Ricordo soltanto che Gianfranco Micciché è quel personaggio che alla città di Palermo ha imposto come sindaco un anonimo (e manovrabilissimo) avvocato ridens per 8 tristi e lunghi anni.
Pensare che alla guida di istituzioni culturali importanti come i musei ci siano i servi dei politici (parlo in generale, non è necessariamente questo il caso) mi fa venire i brividi. E’ un po’ come le lottizzazioni Rai.