LIBRI

Se Falcone diventa un gatto
e Ciancimino un lupo

Alessia Franco
La storia del pool antimafia rivisitata in un volume inconsueto e coraggioso. Con un ospite d'eccezione, Mimmo Cuticchio. E un messaggio di speranza
Se Falcone diventa un gatto e Ciancimino un lupo

Se in questi giorni di inizio anno siete stati almeno una volta in libreria, probabilmente non vi sarà sfuggito. Si chiama Un fatto umano ma in copertina campeggiano due animali: un gatto e un cane. Ti ci vuole soltanto una manciata di secondi per renderti conto che tu quell’immagine l’hai vista migliaia di volte, perché ormai appartiene all’immaginario collettivo. Solo che quel disegno di copertina ha una sottile differenza rispetto a quella che sei stato abituato a vedere da almeno vent’anni a questa parte: il gatto e il cane raffigurati sostituiscono le sembianze umane rispettivamente di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino.

Il libro racconta in modo originale la storia del pool antimafia a fumetti. Sono tutti animali i protagonisti di questo racconto firmato da Manfredi Giffone, Fabrizio Longo, Alessandro Parodi ed edito da Einaudi: Riina e Provenzano hanno le fattezze di cinghiali, Cossiga di un ariete e Andreotti di un pipistrello. Dalla Chiesa è un bulldog, Ciancimino un lupo. Un bestiario siciliano dei nostri tempi, se vogliamo, anche se in questo caso nessun animale ha caratteristiche inferiori o superiori rispetto agli altri. Nessuna connotazione particolare, insomma, soltanto una scelta, dicono gli autori, dettata dall’aderenza alle caratteristiche animali di un personaggio piuttosto che un altro.

Una storia che (per fortuna) non si è ancora cristallizzata in ricordo, raccontata e disegnata a vent’anni dalle stragi di Capaci e via D’Amelio, che si snoda attraverso un percorso, quello di Cosa Nostra, che con il tempo si fa sempre meno sotterraneo e sempre più sguaiato, finché non esplode in tutta la sua violenza.

Hanno fatto le cose per bene, gli autori. A cominciare dalla corposa documentazione accumulata, frutto di una ricerca di sette anni, di quattro anni di sceneggiatura e di tre di disegni.
Il racconto della storia è affidato al narratore palermitano per eccellenza, Mimmo Cuticchio, che in questa occasione abbandona la chanson de geste dei pupi e si dedica a questi animali fin troppo umani. E, forse, il segreto di questo libro sta proprio nella prospettiva della narrazione, nelle sue contraddizioni, in realtà solo apparenti. A cominciare dal titolo, decisamente umano, che prende le mosse dalla celebre frase di Falcone: “La mafia non è invincibile, è un fatto umano e come tutti i fatti umani ha avuto un inizio e avrà anche una fine”.

(14 gennaio 2012)






Massaro

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