Scandali

L’abusivismo condonato
grazie ai nostri soldi

Tony Gaudesi
La maxi-sanatoria sulle affissioni elettorali selvagge fa sfumare un introito di cento milioni. E getta ulteriore discredito sui politici
L’abusivismo condonato grazie ai nostri soldi

Il ciclone dell’antipolitica non li ha nemmeno spettinati.
Mentre fuori dal Palazzo infuria la protesta, i nostri governanti, impassibili e impossibili, continuano a cucinarci polpette avvelenate. L’ultima qualche giorno fa, imbarcata, in maniera semiclandestina (la stampa ne ha parlato pochissimo) nel decreto Milleproroghe: la sanatoria per i manifesti elettorali abusivi. Le commissioni Bilancio e Affari Costituzionali della Camera hanno approvato l’emendamento al decreto di cui sopra che sana macro violazioni a fronte di micro versamenti: appena mille euro basteranno a sanare intere campagne di affissioni selvagge e migliaia di manifesti fuorilegge.
E non solo per il passato: l’emendamento cancella la sanzione anche per il futuro prossimo venturo. Manifesto selvaggio potrà infatti campeggiare liberamente fino al 29 febbraio 2012.
Il provvedimento, come sempre avviene per le porcate similari, è stato bipartizan: con una mano sul cuore e l’altra sul portafogli hanno votato a favore da destra a sinistra: solo Idv e il radicale Maurizio Turco hanno votato contro.
Secondo una stima dei radicali questo furto ai danni dei Comuni è quantificabile in circa 100 milioni di euro. Una cifra sostanziosa – specie in tempi di vacche anoressiche – che arriverebbe a un miliardo e 300 milioni – conteggi sempre dei radicali – sommando tutte le multe che i nostri prestigiatori romani hanno fatto sparire dal 1996 ad oggi.
E tutto ciò mentre nell’ex Bel Paese si aggiungono tasse, si moltiplicano le accise, si sottrae speranza. A dimostrazione del fatto che bene pubblico e interessi privati sono compatibili come Ferragosto ed il Presepe. Meditate, gente meditate: le urne sono ad un tiro di schioppo.

(24 gennaio 2012)






Massaro

Un commento

  1. gasparino scrive:

    milleproroghe:pare che non ci sia più il condono.

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