Speculazioni

I naufraghi siciliani
e il dolore tradotto in euro

Francesco Massaro
Il dramma trasformato in una gallina dalle uova d'oro mentre si cercano ancora i corpi di uomini, donne e bambini. Anche l'ingordigia dovrebbe porsi un limite
I naufraghi siciliani e il dolore tradotto in euro

I naufraghi sicliliani della Concordia che rifiutano il risarcimento di 14 mila euro evocano le immagini di quegli automobilisti che dopo un insignificante tamponamento indossano per mesi il collare ortopedico per spremere un po’ di soldi dalle assicurazioni. Chi è riuscito a portare a casa la pelle dovrebbe avere cura di mettersi alle spalle quella notte tragica il più velocemente possibile, ringraziando il cielo (per chi ci crede) e la fortuna. Il ricorso a frotte di avvocati e la comparsa sulla scena delle onnipresenti associazioni dei consumatori – pare che alzino l’audience dei talk show – lasciano invece presagire estenuanti e lunghissimi bracci di ferro nelle aule di giustizia con conseguente stillicidio di sentimenti e vivisezione di quelle ore drammatiche. Il rischio, immaginiamo calcolato, è di speculare sul proprio dolore, trasformando così la tragedia vissuta in una formidabile opportunità per mettere a posto il conto in banca. A riprova di quanto poco possa contare il benessere psicologico rispetto alla possibilità – fra l’altro incerta – di riuscire ad accalappiare qualche migliaio di euro in più.
L’aggravante, poi, riguarda le rivendicazioni economiche fatte dal rappresentante dei naufraghi siciliani ai tg con aria compunta – “la proposta della Costa è alquanto ridicola” – mentre nella pancia della nave continuano a galleggiare decine di corpi putrefatti. Qualcuno spieghi a lui e a tutti coloro che rappresenta che parlare di soldi e di class action alle telecamere quando c’é ancora gente alla ricerca di ciò che resta dei figli, delle mogli, dei mariti, è semplicemente indecente.

(29 gennaio 2012)






Massaro

7 commenti

  1. giup scrive:

    Il Dio Denaro ormai si è impossessato di noi. A volte basta così poco per riappropriarsi, anche solo nelle forme, della propria moralità… Sarebbe bastato dichiarare durante l’intervista che l’argomento risarcimento sarebbe stato affrontato solo dopo il ritrovamento di tutti i morti. Ma si sa: chi muore giace e chi vive si da’ pace. L’uomo è anche questo…

  2. roberto scrive:

    Ma perchè si parla di naufraghi siciliani?
    Gli altri naufraghi non ci stanno speculando pure? O siamo solo noi siciliani?

  3. francesco massaro scrive:

    Roberto, so bene che non si tratta di un problema, se problema vogliamo chiamarlo, esclusivamente siciliano. Ma negli ultimi giorni mi è capitato più volte di imbattermi, in tv, sui giornali, sul web, nel signor Giuseppe Lanzafame, portavoce del comitato naufraghi siciliani, il quale non solo ha deciso di non accettare la transazione proposta da Costa, ma si è scagliato contro coloro che l’hanno accettata. Quelle parole, vista la situazione, mi sono sembrate un pugno nello stomaco.Per questo ho parlato di lui.

  4. petrus scrive:

    @Roberto. Non so se gli altri naufraghi ci stanno speculando pure. So che quelli siciliani si sono sapientemente e tempestivamente riuniti in associazione. Temo per tentare di specularci.

  5. Giuseppe scrive:

    Non mi permetto manco per scherzo di giudicare i naufraghi e nemmeno lo scriba..però io sono seduto al calduccio davanti al mio pc e nemmeno lontanamente posso immaginare cosa hanno passato i naufrachi della Concordia, certo non ho rischiato di morire in quella nave…

  6. Angelina scrive:

    Certo, e come non parlare dei passeggeri americani che hanno chiesto un maxi risarcimento di 460 milioni dollari?
    perchè quando succede qualche cosa e ci sono siciliani di mezzo sono gli unici a essere menzionati?

  7. marco valeggio sul mincio(vr) scrive:

    Salve preciso non sono un naufrago,pero’provo a mettermi nei loro
    panni e penso che in mezzo c sia qualcuno che lucra ,ma non penso che la cifra offerta come risarcimento dalla costa crociere sia sufficiente per colmare ildanno arrecato anche perche’la vita non ha prezzo.
    Fare i borghesotti con le situazioni che hanno vissuto altri non mi
    sembra una cosa ,cosi’tanto gradevole.
    Cordiali saluti.

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