Agonie

Il cimitero dei free press
e gli inutili giornalisti

Tony Gaudesi
Il cimitero dei free press e gli inutili giornalisti

EpolisLeggo e ora City. L’universo free press è ormai un cimitero. I suoi sentieri sono lastricati di croci vecchie e nuove, di  chiusure in sordina dopo aperture in pompa magna.
Epolis ha chiuso i battenti nel 2009, Leggo è ancora in vita, ma solo in due città (prima veniva distribuito in 15 capoluoghi di provincia), City è più che alla canna del gas. I vertici di quest’ultimo hanno già gettato la spugna e ai primi di febbraio caleranno la saracinesca. La stella free press non splende più. A Palermo, per la verità, non ha brillato quasi mai (solo per un paio d’anni, s’è intravista, quando a Roma e al Nord aveva spento già dieci candeline e accalappiato milioni di lettori ed eserciti di sponsor).
Fagocitate dalla crisi, soffocate da Internet, alcune testate hanno traslocato sul web, o almeno ci hanno provato. E’ il caso di Citynews, nato dalle ceneri di Epolis e sbarcato in un fiat in 25 città (Palermo compresa, col nome di Palermo Today) per offrire una informazione più snella, più veloce e, soprattutto, meno onerosa.
Si sbaracca, quindi. Con buona pace dei tanti giornalisti a libro paga, ormai pleonastici come una incidentale nel periodo. Oggi basta un pc, un collegamento adsl e una spruzzata di Italiano per bypassare tessere e Ordine, esami e gavetta, e pescare in rete lettori a iosa, magari dalla bocca buona.
E la qualità? Come l’aria condizionata nelle utilitarie di qualche anno fa: un optional. Ma a differenza di quella introvabile, o quasi.

(07 febbraio 2012)






Massaro

13 commenti

  1. Walter Giannò scrive:

    Mi sa di solito post che difende la categoria a cui si appartiene, criticando il web (ma scrivendoci lo stesso). Anziché ritenere la rete una nuova frontiera della comunicazione, la si demonizza. Per la serie: la verità fa male, lo so…

  2. Francesco Sicilia scrive:

    Caro signor Gaudesi,

    sono Francesco Sicilia. Collaboro da luglio con Palermo Today, seguendo perlopiù le vicende del Palermo calcio. Le volevo far sapere per precisione che sono professionista dal giugno 2009. E che a PalermoToday lavorano, tra gli altri, anche Andrea Perniciaro, coordinatore del sito, professionista pure lui, e Piera Zagone, pubblicista.

    Dopodiché per me il giornalismo non è questione di tessere o meno.

    Era così, appunto, per precisione.

    Bastava un collegamento adsl, un clic al sito dell’Odg, dove io ho visto che anche lei è professionista, e avrebbe scritto la verità.

    Cordialmente

  3. aldo raine scrive:

    francesco sicilia, walter gianno’, secondo me non avete colto il senso del post di gaudesi.

  4. Giuseppe scrive:

    Il giornalismo è un optional o una casta?…mi sono perso! Mi sa tutte e due…

  5. Tony Gaudesi scrive:

    Egregio Sicilia, più volte ho riletto il mio post alla ricerca di quelle falsità che stizzosamente adombra: invano. O il suo concetto di verità e il mio non abitano nello stesso vocabolario o la sua esegesi riesce a pescare significati nascosti persino a chi scrive. Nessuno, mi pare, ha detto che Palermo Today (che fra l’altro mi sembra un onesto prodotto) sia fatto – esclusivamente – da non giornalisti. Era solo un esempio di testate impiantate sul web per massimizzare (come è giusto) i profitti e minimizzare i costi. Cosa che, purtroppo, nella maggioranza dei casi avviene a scapito della qualità. Per il resto posso anche convenire sul fatto che il giornalismo non è una questione di tessere* (ma di professionalita), anche se è curioso il fatto che lei ne azzeri de facto il significato e poi la brandisca virtualemente per comunicarne urbi et orbi non solo il possesso, ma anche la tipologia maxima e la data di conseguimento. Saluti e senza rancore.

    (*di ciò si potrebbe parlare a lungo)

    @Giannò. Nessuna demonizzazione, anzi. Personalmente ritengo il web non Il futuro, ma il presente e un eccezionale mezzo di comunicazione. Proprio per questo andrebbe tutelato maggiormente. Un conto è cazzeggiare virtualemtne su social network, blog e similari, altro è pretendere di informare senza la capacità di distinguere una notizia da una lavatrice. A presto.

  6. Andrea Perniciaro scrive:

    Caro collega, sono Andrea Perniciaro il responsabile di PalermoToday. Nel tuo post non avrai scritto falsità. Ma qualche inesattezza forse sì.

    1-) Intanto Citynews non è nato dalle ceneri di Epolis. E non ha nessun legame.

    2-) Le città non sono 25 ma 36.

    3-) A un certo punto tu scrivi: “Oggi basta un pc, un collegamento adsl e una spruzzata di Italiano per bypassare tessere e Ordine, esami e gavetta, e pescare in rete lettori a iosa, magari dalla bocca buona”.

    Essendo un giornalista professionista dal 2007 non ho bypassato nè tessere nè ordine e tantomeno esami. Quanto alla gavetta, ho scritto il mio primo pezzo sul Giornale di Sicilia nel 2003 su un’auto abbandonata a San Lorenzo. L’ultimo lo scorso maggio dallo stadio Olimpico in occasione della finale di Coppa Italia. In mezzo mi sono occupato di cronaca, politica, spettacoli e sport. Ho fatto radio e tv. Ho avuto diversi contratti come deskista e ho avuto l’onore di passare pezzi scritti da Marannano, Arena, Fagone. Di confrontarmi e scambiarmi opinioni calcistiche con Alessandro Amato e Angelo Morello. Insomma il meglio che il panorama giornalistico palermitano offre. Se non si chiama gavetta questa…

    4-) Sono stato assunto con un regolare contratto da giornalista. Non scrivo cifre, ma non mi posso lamentare. Anche i collaboratori sono pagati (puntuali ogni 4 del mese) meglio di tante altre realtà giornalistiche locali.

    Su una cosa ci hai azzeccato: i lettori li abbiamo catturati a iosa. Per la qualità? Non sta a me giudicare.

    P.S. Grazie per “l’onesto prodotto”.

  7. Perplesso scrive:

    Mah… signor Perniciaro la sua mi pare tanto una excusatio non petita.
    Ho letto l’articolo e poi i vostri commenti (suo e del signor Sicilia).
    Ebbene ho dovuto rileggere l’articolo perchè temevo di non aver capito. E benchè l’abbia riletto due o tre volte non riesco a cogliere il senso dei vostri commenti: io non leggo da nessuna parte una critica al vostro giornale online. Anzi avevo capito che il l’autore difendesse proprio chi fa bene il proprio lavoro di giornalisti (anche sul web, per ragioni di economia) e criticasse l’operato dei tanti siti web, più o meno approssimativi ed improvvisati che pensano di fare informazione con l’adsl e una spruzzata d’italiano.
    Ma forse ho capito male io?
    Poi lei scrive, addirittura, tutto il suo curriculum… ma, mi scusi, ma dove l’ha letto in questo benedetto articolo che “il responsabile di PalermoToday” non è all’altezza/giornalista/bravissimo/preparatissimo…
    Io non l’ho letto.

  8. dove andiamo? scrive:

    i bravi giornalisti possono anche lavorare in un free press o in un sito.i cretini possono dirigere anche un grande quotidiano.generalizzare fa commettere errori.
    non capisco le reazioni piccate ma non capisco neanche l’articolo di gaudesi.

  9. Tony Gaudesi scrive:

    @Perniciaro. Se volete continuare ad ergervi bersaglio del post, fate pure. Non capisco, mi adeguo, ma interrompo sul nascere quella che si preannuncia una sterile e interminabile partita di ping pong e ti lascio – se può farti piacere – l’eventuale smash finale.
    Un paio di cose, comunque, tengo a precisare. Le inesattezze – non le falsità – possono anche starci, ma chi comunica (in qualsiasi ambito lo faccia) ha il deontologico dovere di raccogliere la massima documentazione per ridurle ai minimi termini. Per questo ti dico. 1) Non io, ma il fondatore di City news – e tu dovresti saperlo bene, visto che sei alle sue dipendenze – ha rimarcato i punti di contatto tra Epolis e la nuova iniziativa. Ti regalo un passo di un’intervista a Luca Lani su Prima Comunicazione, che evidentemente sconosci. “…L’anno scorso in particolare ho seguito un progetto che Banzai (un grosso operatore internet italiano, ndr) avrebbe dovuto realizzare con Epolis: un sistema di siti per le varie edizioni locali dei quotidiani free press. La partnership con E Polis poi non andò in porto, ma decidemmo comunque di portare avanti il progetto, partendo con due giornali on line, il Piacenza e il Roma Today, a cui si sono aggiunti poi Milano Today, Napoli Today e il Pescara”.
    2) Quanto alle 25 o 36 città, non è filando con la lana caprina la trama del tuo intevento che puoi minare la sostanza del mio post. Comunque, il dato, evidentemente in fieri, era relativo ad una fase dell’operazione. Magari oggi stesso le edizioni saranno cento. Vuol dire che quotidianamente farò un post di aggiornamento.
    3) Vedo che altri hanno capito che nessuno ha messo mai in dubbio la professionalità di chi lavora a Palermo Today. Potevi pertanto risparmiati l’esposizione delle tue mirabilanti gesta mediatiche. Colloqui calcistici compresi, benché con persone qualificate (che stimo e saluto con affetto).
    Comunque, buon lavoro e buona fortuna a Palermo Today. Saluto sempre con favore le inziative editoriali. Non importa se cartacee o sul web, l’importante è che siano intelligenti e di qualità. Saluti.

  10. Andrea Perniciaro scrive:

    Tony, prendo atto che il tuo post non voleva attaccare PalermoToday. Ma tu concedimi però che frasi come “bypassare… la gavetta” e “Qualità? Come l’aria condizionata nelle utilitarie di qualche anno fa” all’apparenza non risultano frasi proprio benevolenti. La mia non era un’esposizione di gesta mediatiche, ma era per far capire che la gavetta l’ho fatta eccome.
    Grazie per l’in bocca al lupo. Crepi!

  11. Antonella Scambia scrive:

    Caro collega,

    scrivo solo per un paio di precisazioni. In quanto ex dipendente, ti comunico che E Polis ha chiuso i battenti il 30 luglio del 2010, non nel 2009. Dovevamo tornare al lavoro il 6 settembre dopo lunghe ferie forzate. Invece ci è stata comunicata la sospensione delle pubblicazioni con cassa integrazione per cessazione dell’attività dal 1° ottobre. Il 14 gennaio 2011 il tribunale di Cagliari ha decretato il fallimento della E Polis Spa.
    Citynews è una realtà che nasce dal progetto di piattaforma online di E Polis, solo in quello sta il legame, come dichiarato – appunto – da Lani. Ora come ora però io mi chiedo perché Citynews abbia comprato gran parte dei domini degli ex quotidiani E Polis, dato che nelle città comuni dove è presente ha nomi diversi.

    Faccio queste precisazioni perché per quanto riguarda le quasi 200 persone (per citare solo i creditori privilegiati) coinvolte dal fallimento di E Polis, il percorso civilistico e penale è ancora molto lungo. E anche una piccola informazione scorretta, può nuocere. C’è già tanta confusione sul nostro caso.

    Saluti

  12. Tony Gaudesi scrive:

    Cara collega, hai assolutamente ragione. 2010, confermo. Allora, tra l’altro – nel quasi totale disinteresse della stampa – fummo tra i pochi a scrivere della chiusura di Epolis (http://www.gerypalazzotto.it/2010/09/07/il-coma-di-e-polis/): in bocca al lupo per la causa. Ricambio i saluti.

  13. Giuseppe scrive:

    @perniciaro Ti ho seguito sino alla frase “ho avuto l’onore di passare pezzi scritti da Marannano, Fagone e Arena”. Al punto ho preferito replicare. Perché hai fatto un paragone che denota scarsa conoscenza della storia del giornalismo ma soprattutto del giornale di Sicilia, dove tra l’altro hai detto di avere lavorato. Perché, con tutto il rispetto x il giovane Marannano, non puoi proprio paragonare dei “mostri sacri” come Fagone e Arena, che hanno scritto pagine e pagine di cronache siciliane a una giovanissima firma, in crescita!proprio una caduta di stile.

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