Qualche giorno fa, il “massmediologo” Klaus Davi ha intervistato il Governatore della Regione Sicilia, Raffaele Lombardo. Youtube per credere. Quindici minuti di ovvietà, compresa l’ultima domanda. L’Harry Potter della metapolitica imbecca Lombardo: “C’è un bellissimo film, Boardwalk Empire (meglio se avesse detto miniserie) diretto da Scorsese (meglio se avesse detto che Scorsese l’ha coprodotta e ha diretto solo la puntata pilota) che va per ora su Sky (meglio se avesse detto che è in onda da un anno su Sky) che parla di mafia… mafia, mafia ma di mafia non se può più…
Se fai vedere il drappo rosso al toro furente sono guai e Lombardo, come da copione, si accende: “Scorsese associa di nuovo la Sicilia ai mafiosi, arrecandole un danno d’immagine incalcolabile. Suggerisco a Scorsese di ambientare invece in Sicilia, con tutta la sua storia, una produzione sulle tante cose straordinarie che questo popolo è stato in grado di fare, compresa la lotta vincente contro la mala pianta della mafia. Magari una bella fiction su Federico II”.
Una risposta pressoché uguale a quella data qualche anno fa, a proposito della fiction “Il capo dei capi”, da Rita Borsellino, per la quale «il messaggio che passa da queste fiction è, ogni volta, devastante. Ed è altissimo il rischio di subire il fascino dei personaggi rappresentati». Ma mentre su Lombardo i mass media, e segnatamente Repubblica, si sono avventati ferocemente, con la Borsellino, a parità di argomentazioni, non fu così.
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Fatemi capire, Lombardo vuole insegnare a Scorsese come fare i film? Cose da pazzi, non c’è più mondo…
Secondo me Lombardo e Davi non sanno di cosa parlano: nel serial di Scorsese i criminali appartengono a tutte le minoranze presenti nella società dei tempi: ci sono criminali irlandesi, mafiosi italiani, assassini ebrei, delinquenti di colore, cristiani, protestanti, eccetera. Insomma, non si parla di mafia siciliana: è un’affresco quasi scespiriano sulla violenza e le miserie del potere. Un tema ricorrente per Scorsese… ma forse è troppo per i nostri due intellettuali…
la spiegazione è semplice…”il capo dei capi ” è epica, mitologia del mafioso…gioè interpreta un eroe.ulisse o john wayne che fosse… e non è un bene.
scorsese è di ben altro spessore. la sua mafia è violenta e meschina…affascina per un po’ ma indigna tantissimo. “miseria” come dice massimo
non è il politico che è trattato in maniera diversa, ma è scorsese ad essere diverso. dopo un film di scorsese la mafia non la ami.
il capo dei capi ci umilia tutti, da ragusa a trieste.