Farse

Pd, la rivoluzione silenziosa
di chi non ha nulla da dire

Gery Palazzotto
Faraone accusa, la Borsellino galleggia, il partito è retto da un Cammarata senza yacht e intrallazzi. Così la sinistra cerca di far concorrenza al Pdl.
Pd, la rivoluzione silenziosa di chi non ha nulla da dire

Se fosse una pagnotta sarebbe dura come la pietra, se fosse un incidente sarebbe annunciato, se fosse una rappresentazione teatrale sarebbe una farsa.
La vicenda delle primarie del Pd con un partito diviso in tre eppure sbilanciato verso uno dei candidati è, a esser benevoli, grottesca.
Davide Faraone, con un discreto armamentario di prove, accusa il partito di tifare per Rita Borsellino e parla di finanziamenti esclusivi per lei. Al di là di ogni cautela, la sua ricostruzione è (almeno per me) credibile a causa di un elemento apparentemente secondario: l’assenza di leadership.
Mi spiego.
Quando un’azienda, un’organizzazione sindacale, un’aggregazione politica, cadono in una crisi di coordinamento – perché il capo è ubriaco, o distratto, o esaurito, o svogliato, o inetto, o tutte queste cose insieme – la prima conseguenza visibile sono i parzialismi amministrativi: si predilige un settore perché le sue stanze hanno una vista migliore, o una persona perché dà meno problemi, o un indirizzo strategico perché ha la scorciatoia più nota.
Nel Pd siciliano, già da qualche anno, è in atto un evidente colpo di mano dei senza mano, una rivoluzione silenziosa di chi non ha non ha nulla da dire. Insomma, la peggiore delle situazioni, quella in cui le armi puntate sono scariche, e tutti lo sanno, e tutti fanno finta di temerle perché sarebbe drammatico – più drammatico – ammettere di essere tutti disarmati contro il mondo che si muove con armi e rivoluzioni vere.
Diciamolo, il Pd di quest’Isola è amministrato da un Cammarata senza yacht, senza intrallazzi e senza Martini. Quindi ulteriormente depotenziato (almeno, credetemi, per quel che riguarda il prodigioso effetto di un buon cocktail).
Come può mai il povero Faraone cimentarsi in una competizione ad armi pari se l’arbitro non ha fiato neanche per fischiare il via?
Il vero problema non sono le primarie, ma un quesito primario: chi c’è alla guida di un partito che ha scelto come testa di ariete una rispettabile signora che politicamente ha inanellato una sconfitta dietro l’altra? Chi governa un corpo politico che con la mano destra appoggia un presidente della regione di schieramento avverso e con la mano sinistra fa finta di accarezzare un rottamatore che per sopravvivere deve sputtanare non già i suoi avversari istituzionali, ma i suoi stessi compagni di partito?
La risposta è nota. Come la fine.

(16 febbraio 2012)






Massaro

7 commenti

  1. Gabriele scrive:

    Non ha importanza se vi è assenza di leadership, chi vincerà le primarie meriterà di essere l’unico e vero candidato leader per le primarie, almeno il Pd le attua e crea la possibilità di scegliere il proprio candidato, mica come dall’altra parte, dove i candidati sono scelti in base alla propria fedina penale, ( ovviamente più è macchiata più forti sono i candidati)

  2. gasparino scrive:

    si può essere d’accordo con buona parte dell’articolo.

    tranne un verbo: “Davide Faraone, con un discreto armamentario di prove, accusa il partito di tifare per Rita Borsellino e parla di finanziamenti esclusivi per lei”

    “accusa” non è il verbo giusto. non c’è nulla da accusare.un partito sceglie un candidato e gli paga la campagna elettorale. cosa c’è da accusare?

  3. Gabriele scrive:

    Bravo Gasparino a me pare che tra i giornalisti siciliani esista la tendenza a dare la notizia per la notizia, poi di fondo la notizia non esiste o non interessa, specie le critiche alla democrazia della scelta, ripeto almeno da questa parte si tenta un processo democratico di scelta, dall’altra sappiamo come funziona, ad aprile vedremo quanti palermitani potranno sfoggiare i nuovi i phone

  4. Gery Palazzotto scrive:

    Davide Faraone accusa, il verbo è quello giusto. E poi se il partito avesse già scelto il candidato e gli pagasse la campagna elettorale, che senso avrebbe fare le primarie?

  5. gasparino scrive:

    perchè sono primarie del centro sinistra( quindi di uno schieramento di partiti) per le elezioni comunali, non primarie del pd.
    non si sceglie un segretario di partito. si sceglie un candidato sindaco dello schieramento di centro-sinistra.
    poiche il pd ha scelto la borsellino come suo candidato, è liberissimo di darle tutto il sostegno economico che ritiene opportuno. nn ha dovere di imparzialità alcuno,perchè ha espresso il suo candidato all’interno di una coalizione.
    faraone,pur avendola tessera del pd, si è candidato autonomamente. quindi nn è candidato del pd.
    quando ci sarà la corsa alla segreteria avrà diritto di “accusare” eventuali sostegni e trattamenti particolari.oggi nn ha nulla da accusare perchè nulla di male è stato fatto sul piano giuridico, legale ne tantomeno etico.

    nn confondiamo le primarie per la scenlta d un candidato di uno schieramento con le primarie per la scelta di un segretario ( locale o nazionale che sia)

  6. Gery Palazzotto scrive:

    Di che partito è Faraone? Da chi è appoggiata la Borsellino? Per chi parteggia Lumia?
    Le cose non sono così lineari come tu le dipingi, Gasparino. E in ogni caso la mia analisi riguarda un altro aspetto: un partito che finisce così facilmente in confusione è ben amministrato, diretto, gestito a livello regionale?

  7. Rosario scrive:

    esprimo il mio pensiero: da sempre ho avuto simpatie per la destra. Non sono fascista come molti possono pensare ma intrasigente, questo si, contro ogni cattiva abitudine sicilianpopolare. Ma non è questo il punto. Alla prima consultazione ammetto di avere votato per Cammarata ed anche con una certa fiducia. Dopo un po’ di tempo me ne sono pentito e non l’ho rivotato alla successiva tornata. Non ho votato per Lombardo nè per Avanti (candidati appoggiati dal centro destra). Con l’uscita di scena di Cammarata ho pensato “chissà magari è la volta buona che a Palermo cambia qualcosa” Personalmente sono politicamente attratto dal sig. Faraone (giusto o sbagliato è il mio pensiero) ma ho sinceramente paura che grazie all’inettitudine della classe dirigente della sinistra siciliana (se mai è esistita)riusciranno a sbagliare quel rigore a porta vuota che ci ha servito in un piatto d’argento Cammarata!

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