Qualcuno in questi giorni si sarà posto la seguente domanda: come è possibile che due vecchie volpi come Casini e Fini abbiano potuto candidare un illustre sconosciuto come Massimo Costa a sindaco di Palermo? Quali sono gli elementi base di questa strategia politica e soprattutto chi li ha miscelati con tale sicurezza?
In tutta questa vicenda il dato fondamentale è quello che riguarda la totale esautorazione dei politici palermitani: e trattandosi di elezioni a Palermo, la questione non è secondaria. Infatti l’iniziativa l’hanno presa l’assessore regionale alla sanità Massimo Russo, nativo di Mazara del Vallo, e Fabio Granata, deputato Fli di Siracusa. Ma il ruolo di kingmaker lo ha assunto fin da subito il presidente della Regione Raffaele Lombardo da Grammichele, provincia di Catania.
L’obiettivo è stato quello di confezionare una metaforica bomba politica ad alto potenziale da far scoppiare nel territorio nemico: il Pdl di Alfano e Schifani.
Già, perché è il caso di ricordarlo, il giovane Costa è figlioccio politico del pidiellino Francesco Cascio, presidente dell’Ars, il quale, qualche mese addietro aveva azzardato la mossa di proporlo ai suoi, ricevendo un solenne no.
Ma Costa non si è perso d’animo. E’ riuscito a intrufolarsi nelle linee avversarie e, forte di relazioni costruite negli ultimi anni alla presidenza del Coni regionale, ha dato il via al piano B. Alla fine, con caparbietà e sangue freddo è riuscito nell’intento di far coagulare intorno a sé una buona quota dei sentimenti di chi negli ultimi anni ha combattuto i berlusconiani in Sicilia (che, a loro volta, restano asserragliati nelle macerie del dopo Cammarata). Ora è in corsa perché, dice, “amo Palermo”. Dove l’abbiamo già sentita?
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Buona parte sei palermitani si fara’abbindolare da questi soggetti
che ricordano sempre il passato.
Cambiare mentalita’e'un obbligo.
Se amate palermo non a parole questo e’il momento dei fatti.
E questo chi sarebbe… il candidato dell’Italia dei carini ? Ma cosa ne sa un soggetto del genere di qual’è il disagio sociale di Palermo ? Cosa ne sa delle innumerevoli emergenze e carenze strutturali e culturali della città ? Un consiglio spassionato. Non buttate il vostro voto votando ancora i figli di papà, come Massimo Costa.
Ma per piacere!!
Il finale sarà fra Cascio e Ferrandelli.
Potete scommettere