Utopie

Sogno un sindaco
che ascolti gli artisti

Gery Palazzotto
Ai candidati si chiede un impegno per la cultura. Niente soldi, ma presenza alle mostre, al teatro, il libreria...
Sogno un sindaco che ascolti gli artisti

In questo marasma di candidature, promesse e trattative, c’è da stare molto attenti alle parole degli aspiranti sindaco. A qualunque area appartengano, non c’è argomento di cui non si dichiarino sostenitori ed è difficile scovare una promessa che non abbiano già fatto.
Chiedere impegni, in questa fase, è quindi grottesco: che piacere c’è nel costringere qualcuno a mentire sapendo, tutti, che la menzogna è quasi dovuta, data la rarefazione di responsabilità in cui è sospesa una campagna elettorale ancora in stato embrionale?
Eppure io ci provo.
L’impegno che mi piacerebbe fosse preso dai candidati a sindaco di Palermo riguarda la cultura, l’arte e gli artisti. Qui non si chiede moneta – le elargizioni a pioggia del passato (inaudite quelle negli anni Ottanta) hanno provocato disastri che ancora oggi bruciano sulla pelle di questa città – no, qui si chiede presenza.
La cultura di Palermo soffre anche perché non ha testimonial. Se il nuovo sindaco si impegnasse a leggere gli autori della sua città, ad ascoltare i loro concerti, ad assistere alle loro messe in scena, a far capolino alle loro mostre, eccetera, farebbe secondo me un’ottima cosa. La scoperta dell’acqua calda, dite? Può darsi, ma l’acqua calda è sempre piacevole quando il clima è rigido come adesso.
Un sindaco che mostra interesse per quello che i suoi concittadini – alcuni anche molto talentuosi -  fanno, inventano, intessono, è indiscutibilmente un amministratore illuminato.
In questo momento Palermo soffre di solitudine. Dopo un decennio di abbandono serve una mano che la consoli. Anche ruffianamente.

(22 febbraio 2012)






Massaro

8 commenti

  1. OldRosanero scrive:

    Sicuramente. Ma fosse solo la cultura. Tanto per rimanere nell”acqua calda”, basterebbe ascoltare non solo gli artisti, ma anche i comuni cittadini che di idee e progetti per migliorare questa città senza intaccare nel bilancio, ne hanno in quantità. (Vedi turismo)
    Ma ognuno dei politicanti deve prendersi il proprio merito e la burocrazia ammazza l’evoluzione.
    Non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire.

  2. lufio scrive:

    sogno un sindaco che FACCIA il sindaco a tutto sesto, a 360° gradi, in tutte le stanze, con ogni tempo, con ogni temperatura che lo faccia come una missione e non come un lavoro, che sia presente, propositivo, collaborativo, intraprendente, coraggioso, non ricattabile, serio, onesto, intelligente, che tralasci il politichese e che parli in italiano, che mantenga le promesse fatte.
    Sogno….

  3. silvia scrive:

    Parole sante!
    E dire che abbiamo fiori all’occhiello (Emma Dante, Davide Enia, la casa editrice Sellerio, Giovanni Sollima e tanti altri ancora) invitati ovunque e che, proprio a Palermo, non hanno mai avuto “casa”. Sarebbe bello, sì. Molto.

  4. GIGI.idk scrive:

    C’è stato il periodo florido, quello di F. Giambrone, l’unico vero, capace, assessore alla cultura della città di Palermo. A parte il fatto che quelli venuti dopo hanno distrutto quello che lui aveva fatto, non mi sembrano evidenti le ripercussioni in ambito socio-economico di quella effervescenza. Io vedrei meglio il contrario, ovvero la cultura come fiore all’occhiello di una società che funziona, perché il contrario finora non l’ho visto in nessun posto. Comunque, chiedere a quelli che si preannunciano a venire, quello che sta chiedendo G. Palazzotto, sarebbe come chiedere “o zu’ tanino ‘u immurutu”, 82 anni, di correre i 100 metri in 9 secondi. Oppure chiedergli di fare in una settimana la recensione di Amleto, 8 e mezzo, uno nessuno e centomila, o una lezione-conferenza sull’opera di Caravaggio, e via dicendo; o zu’ tanino ‘u immurutu!

    L’incompetenza di quelli che si preannunciano farebbe solo danni, meglio che se ne stiano lontano da certi temi delicati, li renderebbero tasci e privi di interesse e qualità.

  5. fabio lannino scrive:

    Gery , che il futuro Sindaco si faccia vedere ai concerti o ad un reading , poco importa. A meno che non sia una persona di per se abituata a farlo.

    Quello che serve è uno spazio attrezzato a disposizione di chi si impegna a farla sta benedetta cultura.

    Per intenderci in città le band NO COVER devono sperare di essere chiamate in non più di 2/3 locali , o esibirsi in contest ( a pagamento).

    D’altronde , ai palermitani piace ascoltare le Cover , magari massacrate , piuttosto che chi ha idee , e non solo musicali….

  6. Luigi scrive:

    Eh si Fabio. Siamo troppo abituati a “bedda figghiola ca ti chiami Rosa” suonata da tutti e in tutti i locali palermitani !

  7. silvana scrive:

    Mi pare che l’hai scritto su un altro articolo ( forse a proposito del governo) che avremmo bisogno, intanto, di un pò di ONESTA’ nei politici e company, i 10 anni di abbandono non li vedo per niente definiti ma continuativi a tempo indeterminato; il guaio più grosso è che non sono solo bugie quelle che dicono ma è che è sparito il peso, la consistenza e quindi il significato di quasi tutte le parole che sentiamo e vediamo appese in giro per la città, possono solo fare un pò sorridere; il mio non è puro pessimismo, è realismo, l’unica cosa che avrebbe potuto mettere in luce un “candidato” poteva essere l’esempio pratico di una qualche azione sociale a beneficio della città “qualunque cosa ben fatta, anche se di poco conto, è nobile” “quidvis recte factum quamvis humile praeclarum”

  8. Marco scrive:

    Caro Gery, quello che io chiedo a chi si candida a sindaco è soltanto amore per la bellezza. Si, la bellezza dell’etica, dell’onestà, della morale, dell’estetica, dell’Arte. Voglio un sindaco che non si “indebiti” con chiunque gli organizzi una cena elettorale o gli prometta ruffianamente una manciata di voti. Perche quel debito,poi, lo paga un’intera città, sotto forma di spreco, di cattiva amministrazione o peggio ancora di abbrutimento culturale e negazione del merito. Sarebbe bella una nuova primavera. Palermo è in piena decadenza e chi aspira a diventarne il primo cittadino o prova a cambiare qualcosa o passerà alla storia per averla definitivamente affossata

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