La telefonata arrivò qualche giorno fa. “Come stai, ti disturbo?”. “Ma scherzi? Tutto bene, tu?”. “Bene, bene. Senti, ti chiamavo per invitarti a cena da me domani sera”. “Ah, volentieri, ma che si festeggia?”. “Niente, ho voglia di organizzare una bella cenetta con gli amici più cari”. “Ma che bello, d’accordo, porto il vino?”. “No, tranquillo, non portare niente, ho pensato a tutto io”. “Ok, allora a domani”. “A domani”.
La più normale delle telefonate nascondeva in realtà un’insidia velenosa, ma il mio amico non poteva saperlo, né – essendo una persona normale e in buona fede – immaginarlo. A casa dell’amica, la sera successiva, ci sono una ventina di persone. Si comincia a parlare del più e del meno, poi a un certo punto la padrona di casa tira fuori l’argomento elezioni: tu per chi voti? E tu? E tu? Una sorta di interrogatorio a raffica, un bombardamento vagamente invadente che ha il potere di insinuare tra gli ospiti una tensione palpabile. L’atmosfera rilassata cede pian piano il posto a una sensazione di imbarazzo e di fastidio sempre più evidenti.
A un certo punto il colpo di scena. Suona il citofono. La padrona di casa corre scodinzolante alla porta ed ecco materializzarsi dopo pochi secondi un meraviglioso candidato al consiglio comunale. “Vi volevo presentare questo amico, aveva il piacere di conoscervi”. Inutile dire che il bellimbusto ha cominciato un pistolotto elettorale di un quarto d’ora, tra gli sguardi sgomenti degli invitati, elencando i motivi per cui i presenti, parenti compresi, avrebbero dovuto votarlo.
Mentre ascoltavo il racconto del mio amico ho tirato un sospiro di sollievo per non essere mai caduto in trappole così porcherose. Non per me, beninteso, ma per l’incolumità fisica del mio anfitrione. Intendiamoci, sono un non violento, ma credo fermamente nelle eccezioni.
Senza pudore
Indovina chi viene a cena:
il candidato molesto
"Ciao, domani vieni da me?". Quando l'invito dell'amica nasconde un'insidia insospettabile (e subdola): il comizio elettorale
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..anche voi non scherzate a “molestie elettorali”, ogni volta che decido di scrivere un post mi trovo sempre la stessa faccia che mi guarda e mi ride (il candidato che giustamente paga uno spazio per farsi pubblicità, tutto lecitò per carità).
Appena alzo lo squardo dalla tastiera lo rivedo e…via scappo dal vostro sito, non voglio essere guardato mentre scrivo. Questa volta mi sono detto e no..ti frego e alzando la pagina fino a nasconderlo ho scritto.
Ma siamo sicuri che questa “invadenza” (sia pubblicitaria che sotto forma di cena)porta risultati elettorali soddisfacenti?
@Giuseppe simpaticissimo appunto
si chiama pubblicità e serve per campare.
Io avrei vomitato sulla cravatta dell’amico candidato!
Per fortuna non mi è capitato nulla di simile, ma ultimamente noto che mi rivolgono la parola persone che normalmente non lo fanno, e sorridono anche!! Il motivo? Sempre quello…”‘mi porto’, sarei felice se mi votassi”. Ma vaffffffff!!!!!
Io, al contrario, sfruttando un momento di solitudine coniugale (che non fa mai male) mi sono IMBUCATO, consigliato da un paio di amiconi avvezzi a farlo, a quasi tutte le pseudo cene nei locali/pub/pizzerie/ristoranti che i candidati a sindaco, consigliere e “circostrizioniere” organizzavano.
Infiltrazioni con metodi da MI5 e KGB, strette di mano poderose e sorrisi a 4 ponti, ammiccamenti e baci come se nevicasse…
Dai gamberoni alla caponatina, dalle fettuccine al pollo alla diavola, scfincionello, pizzettame, arancine, vino, birra, miscugli super alcolici.
Insomma…avrò preso 3 KG.
PS: domenica e lunedì a mare con la panza al sole.