i fatti dopo il ragionamento

Se questa legge vi sta bene voglio la Juve in serie B

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La parola sbarramento nasconde in realtà un'ingiustizia enorme: con 3 mila voti non vai in Consiglio comunale, con 200 sì. Come se al Cesena assegnassero lo scudetto

Scusate, come funziona? Perché se funziona così voglio che la Juve vada in serie B anche se è arrivata al primo posto della serie A e vorrei pure che lo scudetto venisse assegnato ai simpaticoni del Cesena, anche se hanno vinto solo quattro partite e sono ultimi, oppure agli amici del Lecce, così facciamo contento Miccoli.

Come funziona? Lo chiedo perché io non l’ho capito. Perché uno che prende oltre tremiladuecento voti e risulta il più votato tra 1.500 candidati al Consiglio comunale resta fuori da Palazzo delle Aquile? E di conseguenza chiedo: perché uno che ha ottenuto briciole mette la freccia, sorpassa e trova tappetino rosso per salire in Aula? È democrazia?

Sbarramento e premio di maggioranza. Lo sbarramento al 5%, però, è un caso unico in Italia. Nelle altre regioni è fissato al 3%. Il tetto minimo per entrare al Consiglio comunale ha un suo senso: facilita la governabilità.

Ho l’impressione, però, che in Sicilia il tetto sia così alto per evitare che dal basso nuovi partiti o nuovi movimenti possano conquistare posizione, dando una spallata ai quattro amici che da anni si spartiscono potere e poltrone. Se non fosse così, i quattro amici non avrebbero cementato nel 2008 un metodo elettorale che produce risultati assurdi. Prova inconfutabile: in caso di vittoria di Orlando al ballottaggio, il Consiglio accoglierà un candidato che ha raccolto appena 192 voti, diciassette volte meno del più votato e del più escluso. Quando fu fissato lo sbarramento al 5% Antonello Cracolici disse che “lo sbarramento è strumento di igiene della politica, perché evita gli eccessi delle ultime elezioni che si erano trasformate in concorsi aperti a migliaia di candidati”. Non è stato proprio così, visto che gli aspiranti al Consiglio comunale sono stati 1.500.

La legge elettorale andrebbe cambiata e l’hanno scritto in tanti prima di me. Se non fosse possibile, chiedo ai nostri illuminati politici di aiutarmi, almeno, a mandare la Juve in B, dando lo scudetto al Cesena e, visto che ci siamo, vediamo se si può recuperare la Coppa Italia dello scorso anno. Lo so che la finale di Roma la vinse l’Inter ma adesso voglio pure lo sbarramento delle vittorie avversarie. Se le regole sono queste vorrei beneficiarne anche io.

47 commenti

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  • 15 maggio 2012 00:58 Ancora più grave è che la lista votata dal 10% del 65% degli elettori aventi diritto, che corrisponde all’ 85% della popolazione potrà amministrare senza opposizione alcuna.Facendo quattro conti il partito scelto dal 4% dei palermitani sarà maggioranza assoluta in consiglio comunale. Chi ha fatto sta legge merita un premio.
  • 15 maggio 2012 06:08 Una legge elettorale MOSTRUOSA, VERGOGNOSA.
    UNA SCHIFEZZA
  • 15 maggio 2012 08:37 Per me la Juve o qualsiasi altra squadra può andare in qualsiasi serie. Del calcio me ne frega ben poco e non vedo che c’entri con la questione.
    Le uniche cose che non mi trovano d’accordo con la legge elettorale sono:
    - la non estensione del voto al candidato sindaco
    - e che lo sbarramento sia per lista, ma non per coalizione
    - lo sbarramento dovrebbe essere variabile in base al numero di liste presentate (nel caso di queste elezioni doveva essere al 4%, 3% è troppo basso)
    - dovrebbe esserci un limite alle candidature e al numero di liste
    - candidature esclusive, o sindaco/presidente, o consigliere.
    Chi non ha capito cosa sia un voto di lista e cosa sia un voto di preferenza (perché probabilmente non ha prestato opera di “volontariato” per il ministero dell’interno ai seggi elettorali e si vede) continuerà a scrivere articoli sul genere e commenti di cui sopra.
  • 15 maggio 2012 08:40 Comito, le chiamano metafore…
  • 15 maggio 2012 08:51 GIUSEPPE COMITO Anche lei credo che abbia capito poco. Non le consiglio neanche di rileggere.
  • 15 maggio 2012 09:09 @ALESSANDRO AMATO: allora mi dica lei cosa andrebbe fatto delle schede in cui il voto era assegnato solo alle liste e non vi era espressione di preferenza per alcun consigliere. Visto che lei conosce, evidentemente, cosa sia l’espressione di un voto, mi interessa sapere la sua opinione.
    Al contrario di lei, la invito a rileggere il mio commento su cosa andrebbe cambiato davvero. Le critiche sono un fondamento per un dialogo e la costruzione di un’opinione che può anche essere comune, non un’offesa dietro cui trincerarsi per evitare un confronto.
    Peraltro aggiungo: le schede elettorali attuali sono DAVVERO complicate da votare (e non vi dico quanto lo sia interpretarle allo scrutinio). Se cadesse la validità del voto di lista, significherebbe che si dovrebbero fare dei lenzuoli con tutti i nomi dei candidati consiglieri prestampati con carattere di grandezza stile dizionario o enciclopedia cartacea.
  • 15 maggio 2012 09:42 çgiuseppe comito
    Lei è un professorino sgradevole e supponente.
    La legge elettorale è una schifezza.
    Restano fuori dal Consiglio Comuale partiti,
    forze politiche, candidati che hanno riportato
    una gran messe di voti.
    Una legge che comprime e soffoca la partecipazione
    ed i reali valori in campo.
  • 15 maggio 2012 09:43 ma dico io…questa legge non viola i principi costituzionali? A livello nazionale è già stato decretato coi cittadini che hanno raccolto le firme per il referendum…opportunamente messe in un cassetto a seguito della sentenza che ne decretava la nullità per rischio di un vuoto legislativo. Dov’è la democrazia? La democrazia semplicemente è morta….è un residuo dissolto nell’etere. La democrazia in Italia esiste solo nella bocca dei politicanti da quattro soldi che continuano a usurpare il trono da generazioni ormai. Il popolo è sempre più distante da loro e loro sono sempre più distanti dal popolo, tanto che ormai governare significa cercare sempre più nuove strategie per chiudersi nel palazzo e gettare la chiave. Mi fanno schifo, ci vorrebbe veramente una rivoluzione per far cadere un po’ di teste marce
  • 15 maggio 2012 10:09 @Salvatore Battaglia: la ringrazio vivamente per i complimenti che non le rimando indietro. A me veramente dispiace che alla mancanza di argomenti si sopperisce con gli insulti gratuiti, specie se si legge con superficialità quello che ho scritto. NON ho mai scritto che sia una bella legge elettorale. Tant’è vero che andrebbe cambiato:
    - la non estensione del voto al candidato sindaco
    - che lo sbarramento sia per coalizione, e non per lista
    - lo sbarramento dovrebbe essere variabile in base al numero di liste presentate (nel caso di queste elezioni doveva essere al 4%, 3% è troppo basso)
    - dovrebbe esserci un limite alle candidature e al numero di liste
    - candidature esclusive, o sindaco/presidente, o consigliere.
    Aggiungo, come ha menzionato Roberto Alajmo in un altro articolo, che è una schifezza che si passi al maggioritario se uno raggiunge (anche da perdente) il 50%+1 dei voti di lista con apparentamento.
    Il premio di maggioranza non lo vedo come una mancanza di democrazia, anzi è una garanzia di governabilità, cosa che è figlia della mentalità attuale di respingere qualsiasi proposta con cui normalmente ci si di troverebbe d’accordo, solo perché si è di fazione opposta e l’unico scopo non è il benessere della città e del cittadino, ma fare cadere il consiglio e la giunta per ritornare al voto (elezioni che poi sono sempre a spese nostre, è bene che lo ricordiate). Se ci fosse stato il maggioritario, non avrebbe avuto senso proseguire con il ballottaggio, si sarebbe dovuto ripetere tutto da capo. Ci sarebbe stato un consiglio troppo sbilanciato e frazionato (con entrambi i candidati) che avrebbe fatto cadere tutto in poco tempo.
    La parte che ho contestato è che pare che i voti di sola lista non esistano e non si debba tener conto.
  • 15 maggio 2012 10:14 NON condivido nemmeno uno dei 4 punti di Comito, e per quel che mi riguarda il fatto che si consideri “esperto” la considero solo un’aggravante per la mia “non condivisione”.
    1) se ritengo un candidato valido devo avere il diritto di votarlo MA PURE di non votare il candidato sindaco della stessa lista
    2) sbarramento al 2% 15000 palermitani devono essere rappresentati e forse sono loro ad avere “ragione”; premio di maggioranza SOLO in proporzione dei voti ottenuti dal partito del sindaco (se coalizione diversi calcoli di proporzione, in ogni caso non deve superare 50%+1 se li ottiene solo grazie al premio)
    3)cervellotico (antidemocratico; o finto elitario?)
    4) il candidato perdente deve avere il diritto di difendere le sue idee nel consiglio e fare opposizione
  • 15 maggio 2012 10:17 Ci sono troppi Comito “volontari” politicanti e finti esperti che vorrebbero decidere la vita degli altri. Non condivido nessuno dei sistemi attuali. Non condivido i metodi di accesso alla politica. Sono astenuto cronico (da oltre dieci anni) per i suddetti motivi. Troppe “combine” nei sistemi, troppi dilettanti in politica. Sistemi di gestione ampiamente falliti; da non legittimare col voto, DA NON LEGITTIMARE lo sottolineo! RIPETO per i distratti e per coloro che da mesi giudicano (senza capire) l’astensionismo CRITICO: lauree in apposite università (commissioni internazionali contro ammuini) abilitazioni, stages di due anni in due diverse capitali europee, dopo tirocinio candidatura.
    QUALCUNO SI STA SVEGLIANDO?
    Ci ritroveremo al consiglio autentici dilettanti improvvisati votati a malapena dal loro condominio ma non per capacità e qualifiche provate, AL CONTRARIO. Gente che ha ricevuto 200 voti ma che fino a ieri leggeva tristissime pagine di accoltellamenti, incidenti, fatti di mafia, nel tg locale. Qualche giorno fa ho parlato con un futuro neo-consigliere: livello assistente di segretaria ( e sono generoso!), ero preso dallo sconforto ma anche un senso di pietà e tenerezza; non so se per me, per il neo-consigliere, o per la città…
  • 15 maggio 2012 10:32 @Gigi:
    1) sul tuo punto 1 non ho mai detto che non si debba avere la possibilità del voto disgiunto. Ma non capisco perché la Regione Sicilia si sia distinta per avere tolto dallo scorso anno l’estensione del voto in caso di mancata espressione diretta del voto del sindaco, ma non della lista e/o eventuale consigliere. Ci sono stati molti voti vuoti per il sindaco di gente che credeva che si votasse con il vecchio sistema (anche perché alla RAI, visto che non era solo la Regione Sicilia ad andare alle amministrative, informava così). Anche il movimento 5 stelle propagandava la vecchia maniera di espressione creando ulteriore confusione, guardare per credere.
    https://fbcdn-sphotos-a.akamaihd.net/hphotos-ak-ash4/424864_2454652785139_1816651059_1502971_1075090833_n.jpg
    2) sul punto 4, sarei d’accordo se l’esperienza non insegnasse che purtroppo opposizione sembra che debba fare rima con ostruzionismo, perché se uno, puta caso, di schieramento opposto dovesse trovarsi d’accordo, si grida allo scandalo e all’inciucio. Non c’è ancora una mentalità matura e abbastanza onestà per un sistema maggioritario.
  • 15 maggio 2012 10:45 Scusate se mi ripeto: ma voi vi fareste operare dal venditore di stigghiole? NO.
    Mandereste i vostri figli in una scuola dove i professori sono 4 scanazzati impiegati per clientelismo e inciuci? NO.
    Fareste costruire il vostro soffitto in cemento armato da uno scarparo che fa lo scarparo da 60 anni, o preferite un architetto?
    Ora io non riesco a concepire perché vi sciarriàte da mesi per legittimare un teatrino di periferia scordata che si spaccia per politica, perché accettate di fare gestire l’amministrazione della città – che ha la stessa importanza della chirurgia – da gente inadeguata, senza qualifica idonea, per intenderci con simili credenziali di quelle richieste per fare il chirurgo.
    Perché non IMPONETE un referendum per imporre la regolamentazione dei metodi di accesso alla politica?
    Il vantaggio, è che oltre ad avere politici qualificati ed efficaci, proprio perché efficaci ne basterebbero UN TERZO di quelli attuali, come basterebbero un terzo di quelli attuali tecnici e consulenti.
    N.B. ho replicato ai 4 punti di Comito provando a immedesimarmi, ovvero facendo finta di accettare i sistemi di gestione attuali…
  • 15 maggio 2012 10:47 Gigi: su questo commento sono più che d’accordo. Io ho discusso solo in merito alla legge elettorale, non su chi chi sia stato votato o meno.
    E una spiegazione che potrei anche non dovere: non sono un politico, non sono iscritto a nessun partito, non ho a che fare con la politica, non sono avvocato o dell’ambiente. Sono un semplice cittadino che semplicemente si informa e che presta servizio lasciando le idee politiche a casa durante le elezioni.
  • 15 maggio 2012 10:50 leggiti meglio! (ore 8:37)
    quando un concetto si presta a interpretazioni diverse è meglio precisare
  • 15 maggio 2012 11:10 Spiegati meglio, mi sfugge il senso del tuo discorso.
  • 15 maggio 2012 11:36 @Gigi..Allora, un chirungo avrà almeno 12 anni di studi, lo stesso un architetto e lo stesso altro “professionista”.
    Quindi, seconde te, esisterebbe un politico di professione?
    Queli caratteristiche deve avere?
    grazie
  • 15 maggio 2012 12:10 Le caratteristiche?
    Preparazione – disinteresse . onestà. passione .
    scienza e conoscenza – senso dello stato -
    amore per la collettività
  • 15 maggio 2012 12:30 @Salvatò…..alto, biondo, con gli occhi azzurri?
    SVEGLIA!
  • 15 maggio 2012 13:05 Alessandro Amato pone in termini metaforici un serio problema della democrazia italiana. Infatti, non è con le soglie di sbarramento abbinate ai premi di maggioranza che si offre un buon servizio alla democrazia elettiva. Tuttavia, in democrazia vince la maggioranza ed infatti quando nel 2005 raccogliemmo le firme per indire un referendum per l’abolizione della soglia di sbarramento posta dall’allora governo Cuffaro, i siciliani si sono espressi in modo chiaro per la conferma di tale soglia. Detto questo, desidero citare l’articolo 48 della Costituzione Italiana che al comma 2 dice “Il voto è personale ed eguale, libero e segreto. Il suo esercizio è dovere civico”. Il problema che si pone è sull’uguaglianza del voto poichè, con lo sbarramento ed il premio di maggioranza risulta evidente che il voto dato da ogni singolo elettore non ha la stessa valenza ergo, tale norma dovrebbe essere incostituzionale. Del resto, le soglie di sbarramento possono essere implicite o esplicite, ovvero, si possono dichiarare o essere insite nella stessa legge elettorale. Se si adottasse il vecchio sistema elettorale (proporzionale puro) per eleggere un consigliere comunale a Palermo (50 consiglieri da eleggere) occorrerebbe, per avere il seggio pieno il 2%, quindi, basterebbe dire che concorrono alla elezione dei consiglieri comunali solo le liste che ottengono almeno un seggio pieno e si introduce lo sbarramento implicito proprio del 2%. E’ chiaro che basterebbe abbassare il numero dei consiglieri da eleggere per aumentare la soglia di sbarramento. Ed infine, ho si adotta lo sbarramento oppure il premio di maggioranza l’introduzione delle due limitazioni cozza in modo chiaro con quanto espresso nel citato art. 48 della Costituzione Italiana. Caro Alessandro Amato, lei ha proprio ragione lo scudetto quest’anno verrà assegnato al Cesena (IDV totale voti 28312 pari al 10,24% probabili consiglieri eletti 30 su 50).
  • 15 maggio 2012 13:14 Concordo con Lufio, diciamo che la “selezione” dovrebbe essere per assenza di precedenti penali e quantomeno una conoscenza basica giuridica.
    Preparazione, disinteresse, onestà, passione, scienza, conoscenza, senso dello stato, amore per la collettività dovrebbero essere competenza di selezione dell’elettore.
    Se poi non si prende il voto per una questione seria e si vota il parente/amico/datore di lavoro/quello che mi ha promesso il posto, consci di votare una persona incompetente… beh, è un problema di mentalità che va cambiata.
  • 15 maggio 2012 13:49 @PRI Palermo: il premio di maggioranza si rende necessario da quando è possibile il voto disgiunto, ovvero per dare una stabilità di governo alla giunta quando il consiglio è di colore opposto. Perché se non ci fosse il voto disgiunto, il sindaco che vince le elezioni avrebbe in automatico la maggioranza dei consiglieri in comune (in quanto non sarebbe possibile votare una coalizione non appartenente al candidato sindaco).
  • 15 maggio 2012 15:46 Caro Alessandro, quando in un articolo di qualche giorno fa sottolineavi la bandiera bianca alzata da chi non si recava alle urne, i commenti dei lettori puntavano il dito verso questi ultimi, colpevoli di non partecipare alla vita democratica del paese. Oggi scrivi, spiegando o almeno tentando di far capire le tortuosità della legge elettorale, “ma che democrazia è questa!”. Allora, unendo le due conclusioni, ti pongo una una riflessione: “A quale genere di vita Democratica i nostri concittadini dovrebbero partecipare? Perchè contribuire ai tremilacinquecento voti, eleggere ad honorem un candidato, e vedere che un Cetto Laqualunque con qualche briciola prende il posto del candidato preferito?” A voi e ai posteri l’ardua sentenza
  • 15 maggio 2012 15:50 Caro Alessandro, Dimentico di aggiungere la parte più importante, Visto a Palermo non tutto è proprio meritato e parecchio vivacchio nello storico nepotismo, se proprio lo scudetto lo dobbiamo regalare, regaliamolo al Palermo, almeno per l’onestà e l’estraneità dimostrata nelle ultime vicende calcistiche. Con stima Giuseppe
  • 15 maggio 2012 15:57 non so se fate finta di non capire,ma il discorso di Gigi è abbastanza chiaro…
    io cittadino,votando,leggittimo qualsiasi pinco pallino che un giorno,senza nessuna esperienza e capacita’ manageriali necessari ad amministrare una metropoli,decida di trovarsi un’occupazione altamente retribuita…
    Quindi finchè non ci saranno veri “politici” ,con vere capacita’ manageriali,la soluzione resta l’astensione in massa…attipo “va ciercati u travagghiu ca è miegghiu e un cunsumari a mia”
  • 15 maggio 2012 16:17 @nissart, il discorso era abbastanza chiaro, ma il punto è che a discriminare chi sia valido o meno dovrebbe essere l’elettore. Ora non possiamo letteralmente fare di tutta l’erba un fascio e dire che non si è candidata neanche una persona valida. Se la gente continua a votare la gente sbagliata è il metro di giudizio e la mentalità sbagliata che sta a monte. Sappiamo tutti quanti grosso modo cosa è bene e cosa è male. Ma è dato libero arbitrio di scegliere. Con questo non voglio giustificare, ma non è un po’ inevitabile? Vorrei che la gente votasse meglio e prendesse la questione con coscienza? Ovviamente sì.
  • 15 maggio 2012 16:36 Nissart, a parlare tutti bravi siamo.
    Anche io sono d’accordo, in via di principio. Ma all’atto pratico,
    1) dove si trovano questi benedetti “veri politici ,con vere capacita’ manageriali”
    2) chi lo decide (prima che loro stessi possano dimostrare se e quanto valgono) che trattasi di “veri politici ,con vere capacita’ manageriali”
    Facciamo un concorso? Li troviamo nell’uovo di pasqua? Si comprano al chilo?
  • 15 maggio 2012 16:42 GIUSEPPE I tuoi dubbi sono i miei. E’ vero che ho scritto che bisogna andare a votare, come è vero che la sostanza di questo articolo porta a pensare l’esatto contrario.
  • 15 maggio 2012 16:43 Quotone per il cittadino di serie b!
    Mi pare la favoletta della principessa e del ranocchio!
    Verissimo che in linea di principio non fa una piega, ma tra il principio e la fattibilità, ci sono mari immensi! O no!?
    Chi decide chi? E come? E cosa? e quando?
    Una super commissione? Composta da chi?
  • 15 maggio 2012 17:01 Tra azienda e comune le differenze sono enormi. Compito del manager è fare profitto, un comune non può essere gestito allo stesso modo di un’azienda. Dei manager non ce ne facciamo niente ora come ora.
    Servono persone competenti si ma soprattutto con idee e programmi chiari e serve la trasparenza, ossia il controllo diretto dei cittadini. Che sia un manager o un operaio poco importa se si propone con un programma di sostanza e non con l’aria fritta e se ai cittadini venga data l’opportunità di esercitare un controllo diretto sull’operato delle cariche pubbliche.
  • 15 maggio 2012 18:03 …allora non vi lamentate se il Cammarata di turno coadiuvato da una massa di lecchini , incompetenti e truffaldini portano la citta allo sfascio…li avete votati voi,perche non c’era “scelta”
    Gigi l’ha ripetuto mille volte(apposta) meritandosi anche risa di scherno,in Francia per esempio esiste l ‘ Ena,una scuola serbatoio dell’elite amministrativa francese…gente che alla fine del ciclo,sa amministrare,non il bancario di turno che s’improvvisa “politico”
  • 15 maggio 2012 21:38 Si,come sempre però fra il dire e il fare ….
    l’ENA è una grande e qualificata istituzione riconosciuta in tutto il mondo non solo in Francia.Dispone di mezzi finanziari ragguardevoli: Alle “grandes écoles” accede il 3 – 4% degli studenti francesi, eppure a queste scuole viene destinato il 30% delle risorse dell’istruzione superiore universitaria.Se consideriamo che la Francia destina alle sue Università una somma pari quattro volte del corrispettivo impegnato in Italia ci rendiamo conto di cosa si stà parlando.Sono cifre da capogiro che unite alla presenza di docenti fra i migliori del modo e a strumenti e metodi didattici di assoluta avanguardia fanno di
    questa fondazione un qualcosa di veramente unico.
    E’ possibile replicare in Italia una qualche cosa del genere?
    Si accede a questi corsi dopo selezioni durissime e si arriva al concorso di ammissione dopo aver frequentato una apposita scuola di preparazione di uno o due anni a seconda degli indirizzi prescelti.
    Mia figlia per l’appunto stà frequentando il secondo anno di uno di questi corsi propedeutici.
    I sacrifici economici che io e la mia famiglia abbiamo fin qui sostenuto per per garantire a mia figlia questa opportunità non sono però cosa di poco conto.
    E’ mi chiedo ma ammesso che in Italia fosse presente una istituzione simile a quella transalpina,chi uscirebbe da questa scuola accetterebbe poi di fare,il consigliere comunale a Palermo?
    E’ allora per non arrenderci al ns.solito fatalismo bisogna percorrere altre strade.Occorre trovare il sistema per incentivare la partecipazione reale dei cittadini alle gestione della cosa pubblica. Sbarazzandoci innanzitutto di chi ha occupato la stessa facendola diventare cosa propria.
    Credo che per fare ciò bisogna dare sempre più forza ai vari movimenti d’opinione,in grado di aggregare i cittadini sulle questioni reali e non su quelle di potere.
    Palermo ha si bisogno di una nuova Primavera ma che assomigli più a quella di Praga che non a quella che molti inopinatamente in queste settimana ci hanno propinato.
    I cecoslovacchi provarono a liberarsi del dominio sovietico noi invece di quello di questi lestofanti che continuo imperterriti ad auto tutelarsi anche attraverso l’emanazione di questa ennesima legge
    elettorale che sa tanto di truffa.
  • 15 maggio 2012 22:16 BOH! perché le lauree chi le decide? Il master?
    Che domande!
    I soliti palermitani che cercano sempre il sospetto, l’impedimento, la negatività, pur di non fare; l’intralcio. Certo l’inconscio, quello pochi lo gestiscono; il DNA degli assistiti eterni colonizzati.
    Ho parlato di SIMILI REFERENZE. E’ chiaro. Certo sarebbero giovani e formati allo scopo, se non fossero eletti troverebbero lavoro facilmente in altri settori, come fanno coloro che escono con diplomi e master dall’ENA che cita Nissart. Professionisti? Certo, sicuramente gente capace e non i dilettanti attuali in cerca di “sistemazione” per loro e per i loro amici e parenti (come si evince dalle risposte a due mie domande da parte del futuro neo-consigliere del quale parlo sopra, che entrerebbe al consiglio solo per sistemare faccende che gli stanno a cuore a lui e alla sua famiglia).
    DODICI ANNI? E allora? Simili referenze ho scritto. Nel “progetto” che espongo io dopo il diploma di scuola media superiore occorrerebbero 8 anni almeno+tirocinio. Siccome non possiamo aspettare, in attesa delle nuove generazioni, quindi almeno 8-10 anni, i laureati di oggi in materie specifiche (scienze politiche per esempio) dovrebbero ottenere il master poi stages in due capitali europee, comunque almeno 4 anni di attesa, tanto a leggere i commenti per il momento molti sono contenti di avere consiglieri comunali e deputati regionali operai, e perché no, buontemponi e dilettanti attuali.
    Palermo si presenta a un summit di grande importanza mondiale con l’operaio! O l’ex stigghiularo diventato deputato regionale se non governatore.
    Votare bene. Luogo comune: ciò che è bene per chi l’ha scritto è male per l’altro, e viceversa. Chiaro?
  • 15 maggio 2012 22:19 Voglio dire: votare bene ha scritto qualcuno.
  • 15 maggio 2012 23:04 Naaaa Gigi, dillo che ti diveri a fare la supercazzola! Anzi, visto che paghi le tasse an France la supercazzolà!
  • 16 maggio 2012 00:22 @Gigi tu proponi un’oligarchia e nemmeno te ne rendi conto. So che a Palermo siamo messi così male che l’ipotesi di un “dittatore illuminato” non risulta poi tanto negativa però non è quella la strada giusta. Perché allora non togliamo il suffragio universale e lo mettiamo in base al reddito o al titolo di studio? Un operaio deve avere le stesse opportunità di un iperlaureato figlio di papà ed anzi può essere meglio se amministra in maniera trasparente e trova il modo di coinvolgere attivamente i cittadini nelle scelte politiche. La Democrazia è semplice, è la politica italiana attuale che la rende complicata e poco accessibile.
  • 16 maggio 2012 09:27 Lufio, ho l’impressione che il mio contributo economico alla città è superiore a quello di molti buontemponi del web.
    Ronin, non solo non capisci un tubo di quello che ho scritto, ma esibisci la solita finta immodestia dei palermitani “semu i megghiu”; intanto vi fate amministrare da gente che … (mi auto censuro) … e in una città di serie D, proprio perché il primo incapace, disoccupato, interessato (per interessi vari…) si sveglia e si auto proclama politico, come auspichi tu che non capisci che la gestione politica seria richiede competenze particolari esattamente come gli altri settori vitali della società, anzi di più. In Francia i più importanti uomini politici escono dall’ENA o simili grandi scuole, i funzionari e manager importanti dall’école polytechnique (il nuovo presidente ne ha frequentate diverse; preciso: non mi piace Hollande e uso un eufemismo); non mi sembra un paese anti-democratico, i politici sono eletti e rimandati a casa se non soddisfano al contrario dalle abitudini italiane, lamento ammatula. La mia idea non è una copia di quello che fanno altri paesi, anche perché per i miei gusti lo stato (e funzionari, troppi) è troppo presente in particolari settori della società francese.
    Io ho analizzato le cause a Palermo che sono il dilettantismo, l’improvvisazione, l’ignoranza dei parametri evoluti, l’assenza di qualifiche da parte di chi pretende amministrare. OCCORRE L’OPPOSTO.
    Amato ha fatto un esempio calcistico. Zamparini per problemi caratteriali e altri fattori tecnici (bidoni che confonde per campioni) negli ultimi tempi è in “caduta”, pero’ è l’esempio migliore di cosa ha prodotto la gestione manageriale di persone che conoscono i parametri adeguati ad essa ed ha esperienza e capacità nel settore, rispetto al passato dilettantistico, improvvisato, dove si producevano SOLO FALLIMENTI. E’ riuscito persino a fare pagare il biglietto a gran parte degli ex portoghesi che erano la causa principale dei fallimenti passati.
    Spero che almeno quest’ultimo esempio sia chiaro.
  • 16 maggio 2012 10:01 AH! la democrazia è semplice, dici; d’accordo.
    Ma la gestione è complicata nel mondo globalizzato.
    La gestione improvvisata dei dilettanti in Sicilia ha causato il default che se non è dichiarato come in Grecia è perché la Sicilia beneficia di alcune “barriere protettive” (che paradossalmente sono le stesse che ne tarpano lo sviluppo, similpaeseitalia in testa).
    25 ùiliardi – su 80 circa del PIL – servono per spesa pubblica e tutte le (in)attività intermediate dalla politica; esportazione ridicola (in gran parte prodotti energetici e petroliferi che non c’entrano niente con la Sicilia, sono altri i padroni, ma lasciano in Sicilia qualche piccolo salario e tante malattie e inquinamento). Importazione eccessiva che vuol dire scarsissima produzione e altrettanto scarsi sviluppo, lavoro reale, ricchezza reale.
    Ho fatto un giro tra i reparti dal nuovo Auchan; suila merce confezionata si sapeva l’origine; ma anche i prodotti freschi, frutta, verdure… andate a vedere… è sintomatico dell’abilità e del peso nel mondo globalizzato… addirittura le mele da Bolzano… poi le Marche, Emilia, Lombardia… SINTOMI DELLA NOSTRA ABILITA’; da vergognarsi.
    LO SBERLEFFO per il popolo E I POLITICI addormentati: l’hanno chiamato “conca d’oro”; pure il brand si prendono mentre dormiamo.
    Certo, un operaio che trasporta “balatoni” può gestire la politica di sviluppo… o i buontemponi attuali che si prendono per politici.
    Forse volevi dire che operai, pensionati, casalinghe, etc. persino quelli che – come fanno adesso – vogliono giocare a fare i politici, hanno il diritto di partecipare alla vita associativa anche propositiva (succede in certi paesi), alla politica di quartiere… d’accordo; ma la gestione degli elementi fondamentali richiede conoscenze, professionalità, esperienze, posizionamento nel mondo globalizzato, cose che non può fare u zu’ pinuzzu che parla a malapena palermitano, né i politici improvvisati attuali che imparano quattro frasi stereotipate del teatrino pseudo-politico che peraltro recitano malissimo.
    Sulla managerialità non mi dilungo perché confondi lo sviluppo col profitto delle imprese private (ammesso e non concesso che la gestione pubblica non possa creare profitti in alcuni settori, magari per finanziarne altri)
  • 16 maggio 2012 10:04 REFUSI: 25 miliardi; sulla merce.
  • 16 maggio 2012 22:08 Stamattina ho dimenticato un elemento che mi ha messo una profonda tristezza, ed anche senso di impotenza, durante la visita al nuovo auchan. In quello vecchio qualche volta si trovava nel reparto apposito LATTE di produzione locale. Io quando sono a Palermo VOGLIO comprare prodotti locali, non voglio contribuire all’arricchimento delle regioni favorite dal similpaeseitalia. Nel nuovo reparto c’è minore scelta (per la provenienza) per il latte, che proviene in gran parte da Parma e provincia, ne ho visto uno pure da Cremona, latte siciliano niente. Anzi, ce n’era uno solo, in altro reparto (frigorifero) chiamato “latte fresco”, costa 40% in più del latte a lunga conservazione proveniente da Parma e dintorni. Tra lunga conservazione (assente) e 40% in più del prezzo “competitività zero”, non è difficile immaginare cosa comprano di preferenza le famiglie in tempi di crisi, come dire strategia mirata, un solo latte siciliano pro-forma; pertanto abbiamo belle mucche che fanno buon latte. In certi paesi esiste la cosiddetta “eccezione culturale” che intende proteggere e valorizzare la creazione e produzione del posto; ma quelli che rilasciano le licenze alla GDO a Palermo non lo sanno… i politici – quelli operai, e quelli improvvisati – dormivano…
  • 17 maggio 2012 16:45 @gigi Non ho detto semu i megghiu e nemmeno che auspico i bontemponi fannulloni alla guida politica della città e non capisco da che parte del discorso tu possa estrapolare questo concetto, quindi forse quello che ha capito un tubo sei tu. Magari a stare in francia sei stato contagiato dalla proverbiale “grandeur”.
    Il problema è semplice, secondo me la democrazia e l’amministrazione della cosa pubblica non possono sottostare alle leggi di mercato e confondersi con il privato. Questo tipo di politica si è rivelata fallimentare ed è sotto gli occhi di tutti. Come è sotto gli occhi di tutti che anche i preparatissimi amministratori francesi non sono stati in grado di tenere al sicuro la Francia dalla speculazione economica, o facciamo come Berlusconi “è tutta colpa della crisi”?
    E la crisi da chi è stata creata? forse da un certo modo di fare politica?
    il dissesto finanziario di certi comuni da chi è stato creato? forse da amministratori comunali che si sono messi a giocare coi derivati?
    Un buon amministratore che sia operaio o che sia manager deve avere buone idee e deve ascoltare quelle della comunità che amministra ed operare di conseguenza, seguendo i principi del welfare e non della finanza o altro.
    Non c’è bisogno di studiare alla Bocconi o all’ ENA per capire che bisogna favorire le produzioni locali e i prodotti a KM0. le buone idee sono la base di tutto, e quelle non te le da ne l’ENA ne nessun’altro. Come non sarà l’ENA o la Bocconi a garantire dell’onestà del politico.
    Il problema a Palermo non è che si presentano alle elezioni i soliti opportunisti, i ras di quartiere senza altri fini se non impostarsi amici e parenti, il problema è che vengono eletti! Manca un blocco compatto di opinione pubblica che si indigni, che vada a chiedere conto sotto il palazzo delle porcate degli amministratori.
    P.S. il mio riferirmi agli operai era in linea di principio per far capire che la democrazia per essere tale deve essere accessibile a tutti, non mi risulta che ci siano operai ad amministrare Palermo, forse sei fuori da troppo tempo per ricordare bene, certo è che Cammarata di sicuro non è un operaio, anzi.
  • 17 maggio 2012 17:31 Ronin hai avuto l’ardire di contestare nuovamente quando affermato da Gigio .idk????
    Attento perchè adesso temo che verrai pesantemente “aggredito”da questo personaggio che trincerandosi dietro l’anonimato ne ha per tutti Adesso vedrai come, manipolando le tue parole,stravolgerà e proverà a ridicolizzare le tue tesi.
  • 17 maggio 2012 23:38 CONCENTRATI: non ho estrapolato; quello che ho scritto (semu i megghiu) è una tendenza che si nota spesso a Palermo e si evince anche nel tuo modo di esprimerti, ma secondo me scrivi troppe inesattezze e “concetti” un po’ ricamati alla bell’e meglio, approssimativi.
    Mischi troppe cose in modo confuso, interpreti al contrario ciò che scrivo, ti senti preso di mira su esempi generalizzati, impossibile commentare i tuoi post.
    Ciao.
    gigiranna, cos’è l’anonimato? Per quel che mi riguarda le stesse cose che ti ho detto l’ultima volta te le posso dire di presenza, basta organizzare un appuntamento. Non è che mi stuzzichi la fantasia incontrare persone come te, né mi fa piacere, ma pur di non leggere queste fesserie sull’anonimato mi sacrifico 15 minuti. Non posso scrivere qui il mio n° di tel. dimmi un modo per incontrarsi.
  • 18 maggio 2012 11:26 Comunque, con serenità, su alcuni elementi ci provo, tentando di eludere la confusione che provoca il tuo post dove mischi troppe cose senza logica.
    Leggi male quelli che sono esempi o paradossi: se non c’erano operai c’era peggio e ci sarà peggio nel prossimo consiglio da quello che ho visto. Occorre professionalità e competenza non basta la buona volontà se si è incompetenti, tutti credono di avere buone idee ma pochi diventano Renoir o Fellini (mi raccomando, non confondere; è una metafora…).
    E’ l’accesso all’amministrazione aperto a chiunque il danno principale. La partecipazione politica nel territorio, nei quartieri, l’associazionismo (propositivo) vanno bene… ma gli elementi fondamentali della società richiedono competenze qualificate.
    Ma poi, non capisci che i mezzi di comunicazione attuali… A parte il fatto che nei tre mesi in cui ci sto a Palermo forse vedo più cose (o meglio) di chi ci vive stabilmente.
    Hai frainteso: io non parlavo di KM 0; è banale; parlavo di pseudo-politici incompetenti che dormono e non sanno imporre regole (mercato) non sanno realizzare politiche di sviluppo (non è KM 0; politica di sviluppo; di più…); perché, come ho scritto, l’origine dei problemi siciliani è l’eccessiva spesa (25 miliardi su 80 del PIL, V. sopra), il grande squilibrio tra importazione ed esportazione, infrastrutture assenti o che non contano nel mondo globalizzato.
    I derivati? Molliche.
    Se dici che i grandi funzionari francesi non hanno evitato la crisi, mi permetto di dirti che non hai capito… che il mondo è globalizzato ed è inevitabile (per tutti) subire la crisi, pero’ nei paesi dove l’organizzazione rispetta i parametri delle società evolute si “sopporta” meglio che in Sicilia dove l’incompetenza ha portato al “default”.
  • 18 maggio 2012 12:23 Gigi non si sacrifichi,non vedo nessuna utilità di incontrarla.Troppa supponenza e il continuo ripetere
    sempre le stesse cose la rendono,ai miei occhi, particolarmente antipatico.Alla mia età, ho superato da poco i venticinque anni,preferisco impiegare il tempo in maniera diversa.
    Sull’”anonimato” ho una mia idea particolare .Ritengo che quando si fanno certe affermazioni,si deve avere il fegato di sottoscriverle con nome e cognome e se il caso allegare anche una propria foto.In maniera tale da non avere dubbi,sulla paternità di chi scrive “amenità” del tipo:
    “P.S. per quel che riguarda lo sviluppo, velo pietoso, ma da come scrivi nel mio ufficio a Parigi non ti prenderei nemmeno per pulire il cesso.”
    come da lei scritto in data 1/5/2012 a conclusione di una ennesima sua gentile “sfuriata” nei confronti di Aliseoblu,reo di dissentire su certe sue affermazioni.
    Luigi Radicello
  • 19 maggio 2012 01:33 Ma era un post dove non capivate, tu e il tuo compare, il senso dei commenti, e avete scritto una serie di commenti offensivi… accusavate di razzismo, definivate cose che non capivate come pericolose e reazionarie… e il tuo compare oltre a scrivere affermazioni passibili di querela (da parte di proprietari di alberghi e ristoranti) scriveva fesserie sul turismo e addirittura si vantava come esempio di legalità ed esperto di politiche di sviluppo. Ecco perché avevo scritto quella battuta sullo sviluppo (ed è vero che nel mio ufficio potrebbe svolgere solo la mansione citata che ti scandalizza). Se non erro, se non ricordo male, ho scritto “da come scrivi” perché aveva una scrittura MOLTO SIMILE alla tua, cioè piena di errori di punteggiatura; tra l’altro mi chiedevo se non eravate la stessa persona con problemi di personalità multipla…
    La tua antipatia per me mi gratifica… il contrario sarebbe inquietante per me…

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