i fatti dopo il ragionamento

L’imprenditrice Grasso costretta a lasciare Palermo

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Motivi di sicurezza: disposto il trasferimento in località segreta per la donna che aveva fatto arrestare i suoi estorsori.

Valeria Grasso lascia Palermo per motivi di sicurezza. Il ministero dell’Interno ha disposto il trasferimento in località segreta dell’imprenditrice che ha subito numerose intimidazioni dopo aver denunciato e fatto arrestare i mafiosi che le chiedevano il pizzo.

E’ l’atto finale di una vicenda dolorosa, dolorosa come ogni storia in cui il protagonista positivo è costretto a mettersi in salvo in una terra che non è la sua. Valeria Grasso non è tuttavia un’eroina, ma una donna comune che è stata sottoposta a pressioni e delusioni non comuni. Una donna che ha reagito con coraggio e compostezza anche quando le è capitato di doversi difendere dalle polemiche nate per gli attriti con alcune componenti dell’associazionismo antimafia. Addiopizzo e Libero Futuro hanno infatti sempre manifestato dubbi sulla Grasso, senza però mai argomentare, col rischio di delegittimare l’imprenditrice. I dubbi invece non li hanno mai avuti magistrati, investigatori e funzionari del ministero che hanno giudicato Valeria Grasso un testimone di giustizia valido.

Ora si apre una nuova vita per la Grasso e la sua famiglia, che sono già lontani da Palermo, dalle minacce e dai veleni, dagli affetti e dai ricordi. Lo Stato ha fatto la sua parte in modo egregio, la città forse un po’ meno.

17 commenti

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  • 16 maggio 2012 18:04 addiopizzo mi fa ridere, non da ora, da sempre.
    meglio dei delinquenti, sia chiaro, ma non mi piace perché ormai è un centro di potere che discute con il potere.
  • 16 maggio 2012 19:36 Vedo che è facile essere (giustamente) solidali con Stefania Petyx e,invece, è molto stentata la solidarietà a chi è costretto a lasciare la propria terra per un gesto di coraggio.
    Complimenti ai miei concittadini…
  • 16 maggio 2012 20:50 Solidale. Perché chi è costretto ad andare via da questa terra, è per due motivi: o è senza lavoro, o è vittima della mafia.
  • 16 maggio 2012 21:00 Gradissima solidarietà alla Grasso. é veramente miserabiale che nel 2012 ci sia gente che deve scappare da Palermo “soltanto” per essersi ribellata ad una estorsione. Purtroppo molto spesso la mia città mi riempie di un immensa tristezza.
  • 16 maggio 2012 21:16 solidarietà alla grasso. come alla petix come a chi si espone in questa città,schierandosi senza mezzi termini
  • 17 maggio 2012 00:00 A me sta storia non mi ha mai convinto. Perchè mai giusto lei è costretta ad andare via da palermo mentre altri si associano ad addiopizzo e sono tranquilli o quasi? E perchè addiopizzo e libero futuro nutrono dubbi su di lei? Prima di schierarsi si deve sapere la verità- E la verità non ci è data saperla. Ma se molti nutrono dubbi su di lei vuol dire che un motivo ci sarà?? Oppure no e sono “mafiosi” addio pizzo & company?
    Sono negativamente stupito degli interventi che si schierano e sentenziano.
    C’è sicuramente chi sa la verità: ma perchè non la vuole dire? E se i “giornalisti” (e dagli…)facessero inchieste serie e andassero a investigare (giornalismo investigativo…ahimè…ei fu…) tra i suoi “colleghi” imprenditori, forse qualche verità la farebbero emergere. Ma come al solito, non lo fanno. E allora meglio non parlarne e sentenziare pro o contro la grasso.
  • 17 maggio 2012 00:58 Roberto, ma che m… dici? Inchieste? Giornalisti? Qui c’è un’imprenditrice che è costretta a scappare dalla Sicilia. Cosa vuoi insinuare? Se non sei un ignorante sei un poveraccio. Vergognati.
  • 17 maggio 2012 07:51 Da una parte la Grasso è passata sotto la lente d’ingrandimento di investigatori, magistrati e funzionari del ministero. Ed è stata giudicata una testimone di giustizia attendibile. Dall’altra ci sono state le insinuazioni e le mezze parole (inacettabile da parte del presidente di un gruppo che vede tra le sue fondamenta “il coraggio di denunciare”, tra l’altro per lui senza difficoltà e rischi) di Colajanni&Co sulla signora, che come disse bene in un commento ad un vecchio articolo Gery Palazzotto, sanno solo di “mascariamento”. Qui non si tratta solo di schierarsi pro o contro la Grasso, quanto di iniziare a riconoscere anche nelle associazioni antimafia quegli atteggiamenti tipici di una sottocultura che si avvicina molto a quella mafiosa e condannarli. O il meraviglioso mondo dell’Antimafia palermitana è una casta di intoccabili?
  • 17 maggio 2012 08:40 a roberto suggerirei, per farsi un’idea più precisa, di leggere anche questo: http://is.gd/CkIc0f
  • 17 maggio 2012 09:16 X A.B.: non che mi sia offeso, il poveraccio me lo prendo, sicuramente mi prendo l’ignorante perchè tutti più o meno lo siamo, compreso tu, A.B.. Ma ovviamente la vergogna non me la sento addosso. Però usare i toni che hai usato tu nei miei confronti non è certo un modo elegante di replicare, nè fa onore a te.
    Poi escludi la possibilità di “inchieste” “giornalisti”, come se oggi il giornalismo fosse così bravo e bello da non farci rimpiangere il vecchio giornalismo investigativo… Essere costretti a scappare dalla Sicilia è l’effetto di qualcosa. Io soltanto ho dei dubbi sulla natura di quest’effetto. Di quel “qualcosa” cioè che sta dietro l’effetto di scappare dalla Sicilia. O sulla “unica” natura di quell’effetto. E attento, io non sentenzio, pongo solo dei dubbi nella lettura di una vicenda che non mi appare chiara. Non mi schiero con o contro la grasso. E già la tua aggressione nei miei confronti, solo per questo, è ingiustificata.
  • 17 maggio 2012 09:40 un abbraccio e un pensiero ad una donna che ha perso, come tutti noi oggi, la propria battaglia. ma una battaglia non è una guerra.
  • 17 maggio 2012 13:39 X CITTADINO DI SERIE B: ho letto. E leggendo anzicchè farmi un idea precisa i miei dubbi sono montati ancora più. Cmq l’articolo che mi ha linkato, lo conoscevo.
    C’è da chiedersi , perchè addiopizzo, ma financo tano grasso se ne tengono alla larga? Troppo facile addurre motivazioni politiche o mediatiche. C’è dell’altro. Ma io non lo so. Ma sono sicuro che “nell’ambiente” lo sanno.
  • 17 maggio 2012 14:31 Roberto, non sono d’accordo.
    Questo clima di sospetto non si può estendere a chi ha perso ogni cosa, compreso il legame con la propria terra.
    E ciò, bada bene, non un’opinione mia o tua. E’ un dato di fatto.
    Che un imprenditore debba abbandonare la propria terra perchè minacciato da mafiosi, all’alba del 2012, è un fatto abnorme.
    Chi ha fatto e continua a fare un lavoro egregio (come addiopizzo) non può consentirsi il lusso di operare in un contesto fumoso, ma deve mantenere un comportamento trasparente, cristallino.
    Palazzotto qui ( http://is.gd/vPCfEe ) ha illustrato molto meglio di come non possa fare io che non è possibile per queste associazioni, per quello che rappresentano, parlare a mezze parole, con un linguaggio “tra le righe”, con un sistema che appare più vicino all’omertà che alla chiarezza.
    Se sanno, parlino. Altrimenti tacciano.
    Non riesco ad immaginare vie di mezzo.
  • 17 maggio 2012 14:56 Nell’articolo del link postato da “cittadino di serie b” a parlare è Ignazio Cutrò, non la Grasso.
  • 18 maggio 2012 10:58 Sono d’accordo, cittadino di serie b. Infatti questo dire e non dire di addiopizzo è inaccettabile. Su questo sono assolutamente d’accordo. E per questo dico io, dove stanno i giornalisti? Dovrebbero essere loro i megafoni di chi non può o non vuole parlare. Pensa lei che se ci fosse stato vivo un mario francese o un mauro de mauro, a quest’ora non avrebbero svelato il mistero? E’ proprio questo che dico io ma pare nessuno mi intenda.
    Cavolo, se un architetto, un ingegnere, un avvocato, un medico, svolgono il proprio lavoro male, in modo incompleto, perdono i clienti o vengono denunciati. E’ mai possibile che un giornalista che non sa scoprire le verità (primo compito della sua professione nobilissima! Non dimentichiamolo…) debba uscirsene fresco e pettinato?
    E’ così difficile scoprire cosa sta dietro questo atteggiamento strano di addio pizzo & company?
    Allora dico, anche i giornalisti sanno ma non parlano. E ciò è ancora, ma ancora più grave dell’atteggiamento di addiopizzo & company.
  • 18 maggio 2012 15:17 Ma perchè la magistratura crede alla Signora Grasso e le associazioni antimafia no? Non ho mai capito molto di questa storia…
  • 19 maggio 2012 11:19 Bravo solaris. Appunto. Questo è uno dei tanti punti “strani” di tutta la vicenda. Non si capisce niente di questa storia. E allora meglio che si taccia. Meglio che non si scrivano più articoli su questa vicenda. Preferisco essere ignorante che preso per i fondelli.

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