Bombardamenti

”E liberaci dai santini”
La preghierina del cittadino

L'indecenza dei fac-simile elettorali che invadono strade e condomini. A farne le spese, incredibile a dirsi, sono anche i morti

Cari eletti e futuri tali, liberate Palermo dai suoi troppi mali, ma anzitutto, già a partire dal prossimo martedì, liberateci dal “munnizzaru” della vostra campagna elettorale. Non è un messaggio allegorico, il mio, per carità. E’ un’evidenza letterale.
Vivo tra Partanna e Mondello e mi piace passeggiare prima di cena. E’ un rituale rilassante, e poi da casa, fino al lungomare, ci sarà, sì e no, un chilometro.
Da settimane, però, lo spettacolo è angusto. Ci sono androni di ville pseudo abbandonate che grondano fac simile elettorali, tipo riso fuori da una chiesa dopo un matrimonio. Per giorni alcuni tratti di strada sono stati letteralmente lastricati dei soliti “santini politici”, che, per uniformità di distribuzione, parevano piovuti dal cielo. Da lontano l’effetto era pure suggestivo, con l’asfalto colorato di arancione e bianco, o di bianco e simil azzurro, a seconda dello schieramento. Da vicino, però, la cosa cambiava e le migliaia di cartacce proprio non si potevano guardare.
Nel residence dove sto in affitto non c’è cancellata, angolino o nicchia che non sia stata presa d’assalto da manifesti e manifestini di ogni foggia, con i soliti volti sorridenti e monoposa e con quegli slogan che ormai hanno confuso le idee, piuttosto che chiarirle. Tutto questo bombardamento mi pare somigliare a quella teoria ambientalista che parla di rumore ecologico. Palermo è invasa dal rumore di questa estenuante campagna elettorale.

Non parliamo poi dei manifesti abusivi, altra bella storia. C’è un angolo, a Partanna, riservato alle affissioni mortuarie. Da un paio di mesi però la cosa è cambiata. “Mai Maria” che a qualcuno sia venuto in mente di affiggere il “notiziario da memento mori”, tempo dieci, quindici minuti, al posto del manifesto in bianco e nero ecco la posa piaciona e il sorriso sbiancato dell’aspirante consigliere di circoscrizione.
Anche questa volta è andata così, e così sarà anche per le provinciali, per le regionali, le europee e di nuovo le amministrative.
Per una volta, però, cari eletti, esorcizzate l’atavico mito che, una volta al potere, “la regina si scorda della vicina”. Adempite a una promessa che non avete formulato e ripulite le mura e le strade dai vostri volti. Magari, quelli stessi volti sorridenti e rassicuranti, fateceli conoscere di persona.

Un commento

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  1. un sacco di facce hanno invaso la nostra cità. E stato ‘ un appuntamento periodico, molto meno frequente di quello con i cassonetti rovesciati per strada dagli operai Gesip, o di quello con gli operatori della raccolta rifiuti che non raccolgono. Persino meno frequente di quello degli autobus dell’Amat che restano fermi lasciando garbatamente a piedi la gente. Finalmente un sacco di facce utili da ricordare. Di contatti da non perdere. Di numeri di telefono da segnarsi. A volte questi ultimi però hanno la scadenza, come le mozzarelle. O suonano poi a vuoto, un modo come un altro per fare compagnia alle nostre giornate. Finalmente un sacco di facce a cui potere chiedere interessamenti, cortesie, amicizie. Del resto anche se ci vorrà ancora un pò di tempo, a Palermo resterà solo la gente costretta a parlare con” queste facce”, o chi potrà permettersi di girarsi dall’altro lato.

    giuseppe bianca il 18/05/2012 alle 13:02
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