La svolta

Orlando, prova di forza
Finalmente c’è un sindaco

Una Palermo distratta ritrova il primo cittadino più amato e il simbolo più controverso della politica personalistica

Leoluca Orlando è entrato di forza nella competizione elettorale e ne esce con una prova di forza. Nel primo ballottaggio della sua storia, Palermo ritrova il sindaco più amato e il simbolo più controverso della politica personalistica. Qualche giorno fa sul Manifesto, lo storico Salvatore Lupo metteva in guardia dalla politica del “grande notabile”cioé di Orlando: “Ogni volta che la politica si personalizza vedo un grande problema”. Accade dal 1993.
Il meglio di questa città per una volta arriva dal passato. Dall’uomo che incanta sia il popolo che i salotti di Palermo, dall’uomo che riesce a farsi perdonare persino gli scivoloni comunicativi (rimarrà per sempre quel “ve lo devo dire in aramaico che non mi candido?”), dall’uomo al quale si è intitolata una stagione dell’anno, dall’uomo che – sembra incredibile – appena cinque anni fa fu umiliato da tale Cammarata Diego.
Leoluca Orlando è il sindaco migliore per i palermitani, perché ne incarna le contraddizioni ancor prima che le speranze: è fortissimo con le parole, vive al presente, non sembra occuparsi del futuro. E ha due doti che tutti gli riconoscono, anche gli avversari: è un gran lavoratore ed è onesto.
Ecco, ricominciamo da qui. Dell’astensione, dei programmi, delle promesse parleremo dopo. Per ora godiamoci finalmente il ritorno di un sindaco in carne ed ossa.

29 commenti

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  1. dopo dieci anni, finalmente la città di Palermo ha un sindaco!

    Andrea il 21/05/2012 alle 16:48
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  2. Riconosciamo il merito postumo (politicamente parlando) di Cammarata: se non fosse stato per lui e la sua opera ci sarebbero adesso molti più cittadini scontenti e preoccupati. Invece, grazie alla esperienza maturata nelle due sindacature precedenti, adesso i Palermitani sono più sereni. Si può solo migliorare, è scientificamente impossibile fare peggio chiunque sia stato chiamato a governare (a meno di dare fuoco alla città suonando la cetra).

    gianfranco il 21/05/2012 alle 17:01
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  3. Ma perché dici che fu umiliato da Cammarata? Visti i brogli della scorsa tornata elettorale, come si fa a parlare di umiliazione?

    Mao il 21/05/2012 alle 17:08
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  4. Perse di brutto. E comunque Cammarata restò in sella.

    Gery Palazzotto il 21/05/2012 alle 17:20
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  5. Finalmente il Sindaco:
    Palermo ha dimostrato saggezza e responsabilità:
    a fronte del degrado della città ha devoluto a
    Leoluca Orlando il compito di farla rinascere:
    un voto di speranza e di sommersa disperazione.
    I palermitani hanno votato l’uomo, non il
    partito.
    E’ una vittoria personale di Leoluca Orlando.
    Occorre però rimarcare che il 50% degli elettori
    non è andato a votare.
    L’analisi di Palazzotto è assai corretta.

    salvatorebattaglia il 21/05/2012 alle 17:29
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  6. Ma il prof. Orlando non aveva qualche giorno fa sospettato brogli??? adesso che ha vinto non importa vero? Vedremo fra 5 anni quanti diranno di avere votato per lui!

    Rosario il 21/05/2012 alle 17:33
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  7. Sapremo perché non ha funzionato la macchina politica italiana in questi anni, nel nostro paese ed all’estero.

    Adesso non resta altro che aspettare il cambio del panorama nazionale, con l’auspicio etico dei nuovi movimenti; riconoscano le banche come attività private, attività che non possono influenzare le scelte dei governi (rappresentanti non eletti e perfino corrotti).

    Alessandro Patanella il 21/05/2012 alle 17:33
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  8. In un contesto internazionale dove si parla di rinnovamento politico, Palermo ha scelto il ritorno al passato con un ex democristiano.
    Speriamo che Orlando sia capace di amministrare onestamente e che si adoperi per il bene della città…

    Saverio Mattia Pecoraro il 21/05/2012 alle 17:56
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  9. Rimarco quello che ha già scritto Saverio Mattia, pur perché a me importava poco del nome di chiunque fosse salito, vedendo quella lunga lista di candidati: “Speriamo che sia capace di amministrare onestamente e che si adoperi per il bene della città…”
    Ecco, questo a prescindere dalle varie correnti di ognuno di noi; Palermo deve tornare a galla e speriamo che il timoniere ne sia capace in modo da remare tutti dalla stessa parte, allora sì che potrò dire “abbiamo un Sindaco”.

    OldRosanero il 21/05/2012 alle 19:34
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  10. finalmente la vostra home diventa guardabile

    noidisinistra il 21/05/2012 alle 20:45
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  11. 46,5% equivale a perdere di brutto? Allora quando la Finocchiaro perse la presidenza della regione con il 30% cos’era?

    Giuseppe Comito il 21/05/2012 alle 21:48
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  12. Gery Palazzotto, intanto Orlando perse in periferia e non in centro città; guarda caso in quella periferia dove furono molti i brogli denunziati. Inoltre vorrei ricordare che ancora si aspetta la sentenza del Tar su quei fatti. Mi domando: e se si scoprisse che per 5 anni Cammarata è stato un inquilino abusivo?Allora Orlando non sarebbe stato umiliato. E inoltre:vogliamo discutere la valenza culturale di entrambi?solo con le promesse, i brogli ed il voto clientelare Cammarata poteva vincere

    antonio il 21/05/2012 alle 22:05
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  13. c’è stato un giudice…a palermo, il suo popolo,la sua gente

    giuseppe bianca il 21/05/2012 alle 22:18
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  14. Gery Palazzotto:
    “agli atti una sentenza di un Tribunale italiano che ha stabilito che, nel 2007, le elezioni le ha vinte Orlando e non Cammarata. Le elezioni comunali di Palermo del 2007 sono state contrassegnata da brogli elettorali. Il fatto che la Giustizia, in Italia, sia lenta e che a questo pronunciamento si sia arrivato con cinque anni di ritardo non inficia la verità dei fatti: anche nel 2007 Orlando aveva vinto le elezioni comunali.”

    Diego il 22/05/2012 alle 07:22
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  15. Mi sembra giusto dire che è una prova di “forza” sui generis.
    Orlando è stato votato dal 30% degli aventi diritto (come al primo turno), Ferrandelli ha ottenuto 11% di voti degli aventi diritto. Vuol dire che questa (pseudo)politica non interessa al 60% dei palermitani (persino meno della media nazionale che è del 50%). Forse quelli che “accusano” gli astensionisti dovrebbero rivedere le loro posizioni. In Sicilia negli ultimi 60 anni solo una minoranza irrilevante ha votato per le idee, il 40% dei votanti lo confermano perché stavolta erano poche le chances clientelari (anche se molti “ci sperano”, da quel che si legge e si sente, nel cadeau elettorale).
    Patetico Bersani che dice di aver vinto: a Palermo prende 3-4 di voti degli aventi diritto.

    Anche il consiglio comunale sarà sui generis: ci saranno consiglieri eletti con 250 voti, cioè il loro condominio, amici e parenti. Professionalità, competenza, legittimità riconosciuta da 250 persone… Vi lascio immaginare il seguito in fatto di qualità… riconosciuta da 250 voti…
    Al contrario decine di migliaia di palermitani non saranno rappresentati a causa di legge(?) elettorale da tarati.
    In queste condizioni – legge da tarati, metodi discutibili di accesso alla candidatura che non contemplano adeguate qualifiche come in altri settori professionali di primaria o vitale importanza – più che mai contento (purtroppo!) di non avere legittimato col voto questo TRISTE teatrino.

    GIGI.idk il 22/05/2012 alle 07:59
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  16. 3-4%

    GIGI.idk il 22/05/2012 alle 08:00
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  17. P.S. Anche questa mia idea è sui generis: la politica è stata bocciata; nel sistema attuale ci devono essere per forza di cose sindaco e assessori; ma i consiglieri dovrebbero essere in numero proporzionale ai votanti (poiché gli astenuti esprimono dissenso, non si ritengono rappresentati, anche questa è una scelta; hanno deciso che nessuno merita di essere eletto); quindi al consiglio ci dovrebbero essere circa 30 consiglieri; stessi parametri per regioni e parlamento.

    Ne approfitto per porre un quesito che mi turba ( :-D ) da un paio di giorni: ho esposto in precedenti post la mia opinione sui metodi di accesso alla candidatura dove si decidono i parametri fondamentali della società (comune, regione, parlamento): qualifiche e titoli equivalenti a quelle richieste per fare il chirurgo o l’avvocato, per esempio. Come ho espresso il rifiuto per i sistemi elettorali in atto.
    Ebbene, su questi temi ho espresso le mie contestazioni (civilizzate e legittime) e chiesto il suo parere a un neo-consigliere (eletto con circa 250 voti), capitato per caso tramite scambio link con un mio contatto nella sua pagina FB.
    Mi è stata richiesta la pubblicazione della mia carta d’identità, indirizzo, esperienze professionali, foto del viso (almeno) leggibile ovviamente, eventualmente tendenza sessuale. Altrimenti niente risposta, anzi bannato (fatto!).
    Io credevo che nel web circolassero LE IDEE, che non è novella 2000, che ognuno ha il diritto di essere schivo e riservato e può decidere di raccontare dettagli privati solo a chi sceglie di raccontarli e non al primo che legge nel web quando si tratta di pagine aperte a chiunque.
    Tra l’altro io non nascondo i miei recapiti, sono reperibile, conosco nella vita reale almeno dieci giornalisti palermitani e tante persone che frequentano il web palermitano, persino nel neo-consiglio conosco alcuni consiglieri e due assessori, uno per passate esperienze professionali (internazionali, non inciuci palermitani) l’altro per frequentazione l’ultima volta che mi sono avvicinato alla politica oltre dieci anni fa. Altrimenti se fossi anonimo e se non fossi reperibile non scriverei.
    Mi sembra questa chiusura da parte di un neo-consigliere, che ha persino censurato i miei commenti, giustificata dalla non visione di volto e connotati, piuttosto un modo per non rispondere alle mie scomode osservazioni.
    Scusate questo mio APPARENTE O.T. ma come detto mi turba la domanda: è necessario pubblicare persino la propria intimità per interloquire nel web?
    Nella letteratura, arte, ed altri settori dove si diffondono idee e opere sono tantissimi i casi di pseudonimi o di persone che non apparivano, o apparivano a scelta, gente che preferiva lasciare circolare solo le IDEE senza altri supporti più o meno condizionanti, o semplicemente per scelta di riservatezza.

    GIGI.idk il 22/05/2012 alle 08:54
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  18. ” sventurata la terra che ha bisogno di eroi”
    i palermitani hanno scelto il deus ex machina, una specie di stupor mundi post litteram.
    il 60 per cento di astenzionismo è una sconfitta drammatica che tradotta in termini terra terra suona piu o meno : cca un ci nesci nenti, lassamu perdiri.
    ancora a 12 anni dall’inizio del nuovo millennio, la stragrande maggioranza cittadina non ha acquisito nessun senso civico, continua a considerare la politica ( e il politico) strumento di interesse personalistico, i soldi pubblici soldi di nessuno, quindi del piu furbo, ecc ecc
    ma esiste una minoranza, quella che appunto ha votato Orlando, di “cultori della personalità” che con apprezzabile entusiasmo urlano ( e per questo danno l’impressione di essere chissà quanti) che 20 anni fa… mi chiedo che senso della realtà abbiano… come se fosse paragonabile il momento presente con un passato evidentemente remoto! si chiamano nostalgici.. e anche questo dato quando non allarma sconforta…
    ma dice benissimo Gery Palazzotto: la contraddione di questa città.
    città di fantasia, città fuori dal mondo, e dalla realtà.

    G. il 22/05/2012 alle 09:05
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  19. Condivido quanto asserisce gigi.idk.
    Occorrerebbe fare un’analisi ancora più
    penentrante, partendo dal dato della altissima
    astensione: sono elettori che non si sentono
    rappresentati, cui non è stata avanzata una proposta
    politica, dei nomi.
    Questo elettorato sommerso si farà sentire, uscirà
    dall’ombra: risultati assai diversi si avranno
    alle regionali e alle politiche.
    Leoluca Orlando, cui si conferma il merito, ha
    avuto partita facile: candidati proposti di
    bassissimo profilo, una sinistra frammentata.
    L’elettorato, ripeto, assai parziale, lo ha votato
    per disperazione, non essendoci altra scelta convincente.
    Leoluca sia umile, per cortesia: tutto può ribaltarsi
    nel volgere di un anno.
    Un voto palermitano assai anomalo, un “monstrum”.
    State accorti!!!!!!

    salvatorebattaglia il 22/05/2012 alle 09:58
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  20. Praticamente:
    astensione altissima, schede nulla, bianche.
    Il governo della città è stato eletto da UN DECIMO
    degli elettori.
    Occorre riflettere

    aramis il 22/05/2012 alle 10:17
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  21. Salvatore Battaglia, anch’io condivido la tua analisi, sullo scarso interesse che suscita questa simil-politica.

    Pero’ non sottovaluterei il fatto che nella storia elettorale siciliana il voto SOLO d’opinione, per idee o ideali, è sempre stato l’eccezione, rappresentata da una minoranza che non contava nella gestione pubblica, e che, se in queste elezioni al primo turno c’era ancora qualche gruppo sensibile al voto clientelare, al ballottaggio erano molte meno le possibilità di scambi clientelari (anche se alcuni – da quello che ho letto e sentito – sperano nel regalo, come detto).
    E in Sicilia se il voto non consente il clientelismo interessa poco.

    GIGI.idk il 22/05/2012 alle 10:44
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  22. GIGI semplicemente ti sei imbattuto in un ignorante al consiglio comunale con la “solita” prepo-onnipotenza del palermitano che spesso senza merito ha un minimo di potere. A questa gente non devi chiedere certi pareri, la loro dimensione è saper vivere nel quartiere, i titoli e le competenze non servono, piuttosto chiedigli dove è meglio comprare la carne o robe del genere. Io condivido in toto le tue idee.

    Dario il 22/05/2012 alle 10:44
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  23. Io capisco che si tenda a volte ad esagerare, ma aldilà della giusta considerazione sulla astensione altissima, @aramis, se gli iscritti al voto sono 563.624, ed hanno votato in 158.010 Orlando (105.286 al primo turno), posso sapere come fa a venirti “un decimo” ?

    Johnnie il 22/05/2012 alle 10:52
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  24. Mi riferisco alla rappresentanza consiliare, alla
    governance amministrativa:30 consiglieri comunali
    di Italia dei Valori, che ha avuto soltanto il
    10%.
    Troppe anomalie: uno stravolgimento dei rapporti di forza,
    un vulnus alla partecipazione

    aramis il 22/05/2012 alle 11:05
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  25. Ah beh, su quello hai ragione, l’anomalia è tutta siciliana visto che lo sbarramento è solo qui in Sicilia al 5%, ringraziamo la lungimiranza del PD siciliano.
    Per dire se avessimo avuto uniformità con il resto d’Italia, SeL avrebbe avuto un buon numero di consiglieri e l’Idv di meno.
    Ed anche Nuti sarebbe un nuovo consigliere comunale.

    Johnnie il 22/05/2012 alle 11:18
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  26. Alcune liste assai qualificate hanno sfiorato il 5%: nessun eletto.
    Italia dei valori: 10% di consenso 30 consiglieri. E’ giusto
    Consiglieri con 300 voti cnseguiti approdano a Palazzo delle Aquile: che goduria: sono felici.
    Questa distorsione sarà pagata in occasione delle volgenti elezioni.

    aramis il 22/05/2012 alle 11:35
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  27. Dario, ti ringrazio per la condivisione,
    di quelli come li descrivi tu qualche giorno fa ne ho incontrato per caso uno in un bar “toco” della città, un neo-eletto; gli ho chiesto il motivo della sua candidatura; non riferisco qui per pietà… i due-tre motivi soprattutto personali che si evincevano dalla risposta.

    INVECE QUELLO che ho raccontato sopra riguarda un uomo colto con un buon mestiere.

    Appunto, esercita un buon mestiere, il neo-consigliere che ha bannato le mie osservazioni, ma un mestiere che non c’entra nulla con l’amministrazione di una città, secondo me; preciso: non con la politica, che appartiene a tutti e tutti i giorni, la politica dei quartieri e dell’associazionismo PROPOSITIVO e anche “di controllo” (dell’operato degli amministratori), ma l’amministrazione è altra cosa, a costo di apparire pesante, non si può concedere l’amministrazione a uno stigghiularu, un giornalista, un barman, un cacocciolaro, etc. ma occorrono competenze e qualifiche adeguate, TITOLI (obbligatori) equivalenti a quelli richiesti per esercitare altre professioni (avvocati, chirurghi, ingegneri), e pure competenze – PROVATE – manageriali come richiede il mondo globalizzato che è fatto di economia, finanza, sviluppo, competitività, e laddove questi elementi sono gestiti in modo dilettantesco il default è certo, come succede in Sicilia che se il default non è dichiarato come in Grecia è perché beneficiamo di “barriere protettive” nazionali ed europee.

    GIGI.idk il 22/05/2012 alle 12:24
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  28. Aramis, 250 voti. Scusa se mi permetto.

    MA la colpa è degli astensionisti cronici come me (fino a Parigi mi hanno perseguitato con il “cartellino” come diceva mia nonna) che non vogliamo legittimare questi sistemi fasulli.

    GIGI.idk il 22/05/2012 alle 12:30
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  29. mah!….sarà un caso ma tra ieri e oggi (quindi non è un caso) ho notato tre della gesip che operavano/lavoravano/ramazzavano sotto casa di una mia amica, dove negli ultimi 6 anni NON NE AVEVO VISTO MANCO UNO!
    E’ un caso???’

    lufio apostolo il 23/05/2012 alle 15:12
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