i fatti dopo il ragionamento

Rimpasta qui, rimpasta là… sempre giunta Lombardo è

di

Anziché dimettersi, il presidente della Regione nomina due nuovi assessori. Nel nome di una politica vecchia, brutta.

Nella giunta regionale devastata dai trasversalismi e dalle inchieste giudiziarie l’unica cosa che non manca è la faccia tosta. Certo, direte voi, con un governatore ormai impresentabile (non lo vogliono più nemmeno nelle riunioni della bocciofila) ogni giorno che passa senza che arrivino le dimissioni è un gesto di spocchioso menefreghismo.

Ma c’è di peggio. Nell’esecutivo morente dell’Ars i cadaveri si cibano di altri cadaveri (e mi si perdoni l’assonanza col verbo di Grillo, ma purtroppo sono a corto di sinonimi).

Il rimpasto in giunta, con la nomina di altri due assessori, è una manovra di bassa politica che nulla ha a che fare con gli interessi della Sicilia. Soprattutto a dimissioni di Lombardo annunciate.

La ratio del provvedimento va cercata negli interessi di bottega: io do un posto a quel partito per allargare la base della mia coalizione, non importa se quella poltrona arriva a tempo di gioco scaduto. Vale il simbolo, lo scambio, la monetina nel salvadanaio del consenso. Della serie: ricordati che ti ho fatto un favore…

Nessuna persona di buona volontà, di qualunque fede politica, può rimanere insensibile dinanzi a tanta tracotanza. I pigri politologi e i trombettieri del palazzo vi diranno che ci sono equilibri che vanno curati e che non c’è nulla di male nello spostare pedine a partita ancora in corso (anche se la fine è quasi arrivata). Tutti gli altri concorderanno nel ritenere questo metodo antico, brutto.

La politica che si occupa solo di come perpetrarsi è un aborto nel sistema democratico, è veleno nell’aria già inquinata dei partiti.

Nel 2012, nell’era dei sacrifici e della crisi delle speranze, un Lombardo di questi dovrebbe occuparsi di raccattare le consapevolezze residue e cominciare a dar aria alle stanze del Palazzo. Invece ci manca poco che tiri su qualche muro, metta a bollire le pentole di olio e che si prepari a resistere in un fortino dorato. Vi ricorda qualcuno?

6 commenti

Lascia il tuo commento
  • 28 maggio 2012 15:55 Mi ricorda molto la masculiata finale di sottosegretari nominati da Berlusconi prima della sua caduta… Così prevedibili!
  • 28 maggio 2012 16:30 bell’articolo
  • 28 maggio 2012 16:41 Credo che già di solito non glie ne possa fregà de meno di politica, dignità e ideali.
    Anche se aritmeticamente indimostrabile glie ne frega ancora di meno in questo momento: stanno lasciando l’appartamento perchè sfrattati, scippano pure i chiodi dal muro e, se possono, imbrattano le pareti.
    Qualcosa da guadagnare, magari altri 100 euro, ci sarà.
    Abbiamo sempre navigato tra squallore e malaffare, adesso però avviene a riflettori accesi (se nei decenni scorsi avessero saputo che si poteva, si sarebbero stressati meno a nascondere e dissimulare).
  • 28 maggio 2012 17:11 raffeale lombardo arrivò alla presidenza per l’intempestività delle parole di gianfranco miccichè, presidente dell’assemblea sui cannoli di cuffaro e per una buona dosa di fortuna. il tempo gli ha chiesto indietro il conto, e lui che cercava di costruirsi un passato, nel quale oggi non vogliamo più leggere, di allievo di rino nicolosi, fa già parte del dimenticatoio. tardiva la resa dei conti del pd. la cronaca i rimpasti e le scadenza, sono contingenze. stanno già trascorrendo.
  • 28 maggio 2012 20:26 Ma vero è che non si fida dei palermitani e fa assaggiare i cibi prima di mangiare ai suoi portaborse nel timore che possano averglieli avvelenati?
    Me lo hanno detto, ma stento a crederci, ma chi me lo ha riferito è persona che nn spara cavolate…
  • 29 maggio 2012 08:47 caro robero, è verissimo!!
    Il caffè lo fà assaggiare agli addetti del corpo di guardia!
    Qualcosa dovrebbe dirci! E’ inevitabile che se non dai risposte, ne aspetti delle altre; non ti pare?

Lascia un commento