Se teorizzassimo l’esistenza di una linea della palma dei terremoti non ci stupiremmo per niente del fatto che, in periodi di stravolgimenti, anche questa si sia notevolmente rialzata rispetto al passato. Epperò un cataclisma in Pianura Padana fa veramente scalpore. Mina, con i suoi sommovimenti, infiniti gradi di certezze consolidate, facendo alla fine a pezzetti un’immagine più o meno nitida di un Nord ben piantato per terra, a confronto di un Sud ballerino irredimibile e sfigato. Certo, in passato c’è stato il Friuli, qualche scossone nel reggiano, e in questa o quella valle veneta. Ma mai – che io ricordi – aveva tremato così forte tutta la Val Padana. Questo terremoto è catastrofico, dunque, prima ancora che per i suoi effetti fisici, per fortuna relativamente contenuti, per quelli sull’animo di un intero Paese, che si scopre fragile nella sua interezza. In queste ore parecchi siciliani stanno partendo per dare aiuto alle vittime del sisma. E’, per certi versi, un’occasione di riscatto da non lasciarsi sfuggire. Lì troveranno gente pronta all’amicizia, prima ancora che bisognosa d’aiuto, e, qua e là, anche qualche palma che ricorda tanto casa.
Il terremoto al Nord
L’occasione di riscatto
delle nostre anime fragili
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Bravo, ottima riflessione!
è vero. è decisamente un paese fragile in sè, che si scopre grande e generoso oltre ogni sua aspettativa nel momenti della difficoltà.
Purtroppo gli effetti fisici sembrano meno “relativamente contenuti”, dopo questi ultimi scossoni.