i fatti dopo il ragionamento

I bambini fantasma e le adozioni impossibili

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Sfogliando un quotidiano non ho potuto fare a meno di leggere un pezzo dal titolo: “Ucraina, caccia ai bambini fantasma”. In poche parole Kiev, la capitale, si sta preparando ad accogliere i campionati europei di calcio. E l’immagine è tutto. Via quindi all’operazione pulizia per rendere eleganti e glamour strade e quartieri. In particolare si tratta di una bonifica di baracchini coi venditori di caffè (stanno lì da sempre), di cani randagi (uccisi brutalmente già da mesi) ed anche di bimbi vagabondi. Avete capito bene, anche di piccoli orfani. E loro sono migliaia, dai sei ai dodici anni. Sono così tanti che non è mai stato possibile censirli. Vivono di stenti. Dormono sotto i ponti, nei vagoni dei treni abbandonati o nei sotterranei. “E’ la Londra di Dickens 150 anni dopo e a due ore e mezza d’aereo dall’Italia”, scrive l’inviato. E per un mese l’ordine è di spostarli nelle periferie. Nessuno deve sapere. Nessuno deve vedere. Un orrore. Ma soprattutto un’ingiustizia se si pensa a quante famiglie sarebbero disposte all’adozione. Quanto bene si potrebbe fare se la burocrazia nel nostro Paese fosse più snella e i costi non fossero così esorbitanti. Quanti genitori, già con figli, potrebbero decidere di salvarne almeno uno, di questi bimbi fantasma.

Tra poco sarà tempo di Europei. L’attenzione si sposterà sulle partite di calcio e sui  giocatori super pagati. Solo che stavolta dietro quel pallone d’oro ci sarà lo straziante dolore di quei bimbi fantasma.

3 commenti

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  • 09 giugno 2012 11:40 Molto per carità (a ragione) è stato detto sui metodi contro il randagismo ma molto poco sui figli della strada grazie x questo richiamo alla realtà! Io li avrei boicottati questi europei ma è solo la mia opinione!
  • 11 giugno 2012 10:55 Il problema non sono solo gli europei, ma il vile dio denaro. I poveri restano tali e i ricchi invece continuano ad ingrassare nello spreco….ovunque.
  • 13 giugno 2012 17:03 sono la mamma di due bambini ucraini adottati già da diversi anni… Li a Kiev, ho lasciato per sempre un pezzo del mio cuore perchè le scene che abbiamo visto con mio marito per le strade e all’interno di quelli che chiamano “orfanotrofi” non si può immaginare sia pure con la più fervida fantasia! Grazie per aver ricordato questi bambini.

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