Emozioni

Quelle benedette passioni
che non ci lasciano mai

Io a San Siro a ballare col Boss, oggi come 25 anni fa. Perché nella vita tutto cambia. Tranne quello che abbiamo dentro
tp

Ho 42 anni. Un matrimonio ALLE spalle. E un mutuo SULLE spalle. La barba grigia (i capelli lasciamo stare) e un lavoro con qualche crescente dose di responsabilitá in più. Oggi però ho indossato le mie Converse, i miei vecchi jeans e la mia t-shirt lavata chissà quante volte. E ho rifatto ancora una volta quel lungo viale a piedi. Come 10, 15, 25 anni fa. Per andare incontro a una delle mie passioni. Viale Federico Caprilli è, per i pochi che non lo sapessero, lo stradone curvo che dalla fermata Lotto della metro porta a San Siro. Lo stadio totem, il tempio mantra, lo scrigno emozionale. Non c’era l’Inter ad aspettarmi stavolta. C’era l’altra mia passione. C’era Bruce Springsteen.
Io non sono qui a descrivere un’emozione. Non saprei farlo. Dovrei altrimenti farvi comprendere cosa si prova quando le note di We take care of our own si infilano dritte dentro l’omaggio a Morricone e aprono una galoppata lunga 3 ore e 40 (tre-o-re-e-qua-ran-ta!!!) che si chiude con la beatlesiana Twist and Shout e si trascina nel mezzo un’epopea rock. Non ci riuscirei, figurarsi. Io sono qui a provare a parlare di passioni. Di quelle che ti entrano dentro da adolescenti e non ti abbandonano più. E se cresci, se diventi adulto, se invecchi, per quelle passioni è solo un dettaglio. Perchè per loro tu sei sempre lo stesso. E, ciò che più conta, CON loro sei sempre lo stesso. Sono lo sberleffo che rivolgi ai tuoi anni, quelli che magari nascondi sotto una maglia a strisce verticali. O, appunto, dimentichi immerso in una bolgia rock. Con la faccia del tuo idolo stampigliata sul cotone di scarsa qualità che acquisti nella bancarella meno affollata, inzuppi di sudore e sfinimento e poi riponi per sempre in un cassetto. Le passioni – tutte, quelle vere, quelle che abbiamo cucite dentro e nessuno mai potrá strapparcele via – non hanno regole, ma vivono di dogmi. Ciascuno di noi le coltiva a modo suo. Le mie, per esempio, spesso si sono nutrite di delusioni. Quante volte ho percorso a ritroso quel lungo viale semi-curvo con dentro il sapore amaro della sconfitta. E quel vialone è metafora che trascende la sua collocazione reale. Io sono uno di quelli che “c’ero il 5 maggio”. E mi tengo orgoglioso la mia cicatrice. Ho percorso viale Caprilli la prima volta che ero ancora uno studente pieno di sogni e ambizioni, indossavo le Converse slacciate e la cintura El Charro mi teneva su i jeans a sigaretta. Oggi sono un adulto con meno ambizioni e qualche sogno residuo. Stasera però avevo ancora le Converse e andavo incontro allo stesso identico tempio delle mie due più grandi passioni oltre ogni etá. Ero felice come un ragazzino. Tante cose cambiano. Se le passioni restano, allora ha un senso non vergognarsi delle proprie emozioni. Anche se intanto dentro di te devono sgomitare con un sacco di altre esperienze, di cui non sempre vai orgoglioso.
Tante cose cambiano, giá. Il passato per molti di noi resta poesia inimitabile (nel mio ci sono la punizione di Mozzini contro la Roma o la fascia rossa del boss in Born in the Usa), il presente è una continua rincorsa a ritroso a cercare invano quelle splendide liriche. Invano. Giá. Però stasera, prima di mettermi a letto, ho tolto le Converse e puzzavano maledettamente. Come quelle di 25 anni fa. In un quarto di secolo non sono ancora riusciti a risolvere sto problemino. Oggi come allora. Non tutto in fondo cambia. Meno male, va…

39 commenti

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  1. passioni immutabili, giovinezza assicurata, cervello appagato

    dove andiamo? il 09/06/2012 alle 09:54
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  2. Grazie per aver condiviso con noi i tuoi pensieri… Scritti bene

    Marco il 09/06/2012 alle 10:47
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  3. Le emozioni restano scolpite dentro ciascuno di noi e, fortunatamente nessuno potrà mai rubarcele. Almeno quelle.
    Dici “non sono qui a descrivere un’emozione. Non saprei farlo” e invece è ciò che fai, con grande maestria. Bravissimo.

    RoccoTanica il 09/06/2012 alle 11:01
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  4. Ho viaggiato con te leggendoti. Grazie!

    GIusi battaglia il 09/06/2012 alle 11:35
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  5. E’ bello leggere di passioni, sogni ed emozioni. Per fortuna ci sono ancora, e a qualsiasi età sono il sale della vita.

    SOLARIS il 09/06/2012 alle 14:28
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  6. Caro Marco 19, 21 o 22 settembre…organizzati http://www.metlifestadium.com/ un bel week end tra new york e il new jersey con il Boss… io ci sto…la strada la conosco…si potrebbe andare anche in moto…pensa che storia…

    Fabio Russomando il 09/06/2012 alle 17:14
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  7. legati dall’inter (anche io c’ero quel 5 maggio), da anni di lavoro, dal Liga. Ma il Boss, cavolo, è il Boss. The river, Viva las vegas, Thunder road. Vecchie canzoni ma ogni giorno sempre più attuali. e dal vivo questo giovane vecchio – mezzo irlandese e mezzo italiano – da il meglio di se e cavolo, dopo 3 ore e 40 minuti di concerto non te ne vorresti andare ancora. Non c’ero a Milano (cavolo), c’ero a Roma due anni fa e mia moglie – che è più discotecara – non ha saputo resistere e ha riconosciuto che il prezzo del biglietto lo vale tutto e ha cantato, gridato, fatto musica & show (con mamma e zia sul palco), fatto ridere e piangere di gioia fino all’ultima goccia di sudore . E anche di più. Bel pezzo, Marco. Ma non c’erano dubbi: ta firi a scrivere.
    PS: la proposta del Russomando è da prendere in serissima considerazione
    wlad

    wlad il 09/06/2012 alle 20:11
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  8. Ciao Marco,

    avrei voluto venire anch’io al concerto del mitico Boss, aggiungendolo ad una collezione che va da James Taylor a Frank Sinatra, da Elton John a Crosby, Still, Nash & Young, da Ray Charles a Dalla/De Gregori.

    Due appunti. Il primo, calcistico. Ho provato le tue stesse sensazioni lo scorso anno, il 29 Maggio. Io mi giocavo un sogno per la terza volta insieme ad altri 40.000 nostri concittadini. La Coppa per voi dell’Inter era solo uno sfizio. Sai bene com’è finita. Ho pianto. Come piansi tanti anni fa percorrendo un vialone di uscita da uno stadio. Il secondo, organolettico. Le Converse sono le stesse. Ma oggi esistono degli efficacissimi deodoranti da spruzzare dentro le scarpe. Sarai anche nostalgico, ma della puzza di piedi (Eau de Fetipè) dopo un concerto in Converse con camminata pre- e post-evento, quella no. Preferirei farne a meno.

    Grazie per il tuo articolo.

    Vitogol il 10/06/2012 alle 08:37
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  9. grazie per averci ricordato che il tempo passa accelerando. il giovane cronista che incontravo a Palazzo Comitini ha mantenuto fiero il passo e veloce l’andatura. complimenti per tutto , tranne …l’inter

    giuseppe bianca il 10/06/2012 alle 11:41
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  10. Bah..si ok le emozioni che restano e non cambiano mentre cambi tu e la tua vita. Ovvietà. insomma che c’è di strano a ballare a un concerto a 42 anni?? Non so perchè ma questo articolo, scritto benissimo per carità, mi sembra appunto, più un esercizio di scrittura, una cosa che fa il verso a Fabio Volo, ammiccante, complice e volutamente ruffiano. Quano alla puzza delle converse….hanno già risposto, che diamine!

    checco il 10/06/2012 alle 12:57
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  11. Avvistato ieri a pranzo a Fiesole, mano nella mano con la signora Patti: che carini, era il loro anniversario di nozze…

    totorizzo il 10/06/2012 alle 13:00
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  12. Già essere interista è il peggio che può capitare a un tifoso (saras e dintorni con 200milioni di euro in regali di stato compresi… pratiche opachi… strategie sportive inflazioniste e diseducative)… ma se in più puzzano i piedi!
    Come, le scarpette?
    Uguale.

    GIGI.idk il 10/06/2012 alle 14:56
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  13. Ok Gigi, ma il meglio è vincere la coppa dei campioni, un sfilza di scudetti di seguito e la coppa Italia contro il Palermo!

    Bob il 10/06/2012 alle 15:36
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  14. Tattaratta, ta, ta, ta. Ti piace vincere facile, eh ? Meglio un’arancina che cento risotti. Meglio un giorno da rosanero che cento anni da strisciato. Con o senza puzza di Converse.

    Vitogol il 10/06/2012 alle 15:59
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  15. Meglio per chi? Siete solo servi colonizzati e da tali vi considerano, oltre a terroni, sottosviluppati, africani (lo dicono loro, non io, badi bene; talmente deficienti da ritenere un’offesa essere africani). Mentalità da servi, rinnegati, bisognosi di bavare delle vittorie altrui. Aggravante: vittorie degli imbroglioni, spioni, manipolatori dei conti, adusi ai montaggi finanziari ottenuti anche tramite regali di stato (per le raffinerie in Sardegna in questo caso; 200 milioni di euro, moltiplicati sei volte in borsa all’epoca, da quel che scrivevano in un’inchiesta di un noto giornale italiano). Siete come i “mommi” guardoni voyeurs che godono delle f.ottute altrui.
    Non vi rendete conto che con il vostro tifo esterofilo, da servi colonizzati, finanziate quella gente, togliendo risorse alla vostra città, perché l’indotto che genera l’evento è maggiore, per le città, degli introiti dell’evento stesso, oltre ai benefici d’immagine. Perché è sui numeri, soprattutto dei terroni africani, che basano i loro introiti che producono vittorie ed altri introiti e poi altre vittorie.
    MOMMI PATETICI.

    La puzza delle scarpette (io le chiamo scarpette!) è un cliché ridicolo.

    Io mi sono fermato a De Gregori, De André, Paolo Conte e… Marc Antoine Charpentier…

    GIGI.idk il 11/06/2012 alle 07:49
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  16. … evidentemente riferito ai palermitani “mommi” tifosi delle strisciate.

    GIGI.idk il 11/06/2012 alle 08:03
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  17. Però il 22 maggio 2010 questo MOMMO PATETICO ha passato la notte a Madrid a urlare amala pazza Inter amalaaaaaaa… Noi di accontentiamo di poco, caro Gigi!

    Bob il 11/06/2012 alle 08:45
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  18. Ma noi chi? Vi considerano terroni sottosviluppati e mezzi acefali, gli interessate solo come numeri, perché i soldi se li spartiscono relativamente ai numeri… se faceste i mommi alla Favorita tra i cespugli vi compatirei, ma la vostra è peggio di una malattia, è “lucchia” che non merita compassione.
    Togli il “caro”, mi state sulle palle.

    Non siete sportivi? avete seguito l’istinto inconscio per la vittoria (meglio se facile) e dovevate scegliere fra tre ladri, eventua… degli altri, non costruita, non partecipata, da voi, la goduria del mommi.

    GIGI.idk il 11/06/2012 alle 10:32
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  19. Ma noi chi? Vi considerano terroni sottosviluppati e mezzi acefali, gli interessate solo come numeri, perché i soldi se li spartiscono relativamente ai numeri… se faceste i mommi alla Favorita tra i cespugli vi compatirei, ma la vostra è peggio di una malattia, è “lucchia” che non merita compassione.
    Togli il “caro”, mi state sulle palle.

    Non siete sportivi? avete seguito l’istinto inconscio per la vittoria (meglio se facile) e dovevate scegliere fra tre ladri, eventualmente in opposizione ai vostri amichetti… la vittoria degli altri, non costruita, non partecipata, da voi, la goduria del mommi.

    GIGI.idk il 11/06/2012 alle 10:33
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  20. DEVO FARE UNA PRECISAZIONE: il mio primo commento è sereno, poi sono venuti i tifosi strisciati col clima di sfotto’ da stadio o clima da “processo” e tv gridata.
    Non è il mio caso.
    Io sono un innamorato della Favorita e di tutto quello che contiene molto moderato, anche tifoso in certi momenti; la mia ORMAI è una sorta di recherche du temps perdu, un legame che viene dai tempi di quand’ero bambino e poi dell’”ora” per andare all’allenamento sui gradoni in cemento armato (bellissimo lo stadio allora!); mi piace tutto lo spettacolo dentro la Favorita sul campo e sugli spalti, i colori, i suoni, le emozioni che circolano, è uno dei luoghi-simbolo della propria vita, come il monte Pellegrino, come Mondello, ma non vivo il tifo come un elemento importante della vita (in certe interviste tv, a cantanti o attori per esempio, addirittura lo mettono tra i connotati!) senza il legame profondo il calcio per me sarebbe insignificante, potrei vivere tranquillamente senza calcio, non potrei vivere bene senza arte in genere, quindi non vivrei bene senza musica.

    Ma il calcio ha pure una valenza sociale, genera anche interessi socio-economici importanti per la vita delle città.
    I tifosi strisciati palermitani, oltre ad essere mommi patetici, finanziano individui loschi, imbroglioni, e città lontanissime dalla loro realtà socio-economica.
    Perciò mi danno fastidio DUE volte, ma non è rivalità sportiva come qualcuno potrebbe interpretare erroneamente.
    Rinnegati.

    GIGI.idk il 11/06/2012 alle 11:04
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  21. Gigi, vatti a fare una bella zuppa di cachì (ma a parigi la fanno la zuppa di cachì?), razza di fascista sottosviluppato e deculturato. Anni di viaggi, io di qui io di là, io di sopra io di sotto, io che non ho fatto il militare, io che mi imbarcai in un cargo battente bandiera liberiana… Tutta ‘sta boria inutile per scoprire che non hai imparato a rispettare gli altri. Tanto valeva restare a vivere in via Bandiera! Torna, Gigi, ti vedo terribilmente adeguato a questa città morente.

    Bob il 11/06/2012 alle 11:41
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  22. Minchia, mi ero perso la recherche du temps perdu… AIUTATELO!!!

    Bob il 11/06/2012 alle 11:42
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  23. Ma non si stava parlando di uno splendido viaggio/concerto condito da splendide emozioni??
    Meno male che a me il calcio non piace, mi annoia troppo e mi annoia la gente intorno al calcio. Non tutta, ma la maggior parte.

    P.S. tornando al vero senso dell’articolo, complimenti a Marco. Bellisimo articolo

    Dario il 11/06/2012 alle 12:40
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  24. Bravo Dario!!

    Francesco Massaro il 11/06/2012 alle 13:17
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  25. Caro Dario, non lo sai che ogni occasione è buona per buttare fango su chi la pensa diversamente? Veramente fanno pietà certuni e non meritano nessun tipo di replica.

    GIusi battaglia il 11/06/2012 alle 13:41
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  26. Io non ho scritto in nessun posto (da fascista) che un palermitano tifoso NON DEVE tifare par le strisciate. Concentratevi quando leggete. Come non è scritto in nessuna legge che io non devo esprimere il mio giudizio per i palermitani tifosi strisciati. Per i motivi che spingono al tifo strisciato, per le immoralità strisciate, per i motivi socio-economici.
    E’ il mio parere. MI SEMBRAVA evidente.
    Secondo me i palermitani che tifano strisciato – per i motivi che ho scritto e ribadito di proposito, ma molti non capiscono anche se lo ripeto altre cento volte – nel migliore dei casi hanno troppa canigghia in testa. RIPETO: è solo il mio parere. MA SIETE VOI che vorreste impormi di ritenere “normale” il vostro tifo strisciato.

    Ci mancava l’intervento di Battaglia che spesso è… “out”…

    E’ vero, il post parla di un viaggio e di passione musicale. Io ho commentato solo due elementi del racconto (il tifo dell’autore, e le scarpette fituse cliché “has been”), perché il resto del racconto non mi interessa. Non ero OT. Ed ero e sono soprattutto sereno.

    GIGI.idk il 11/06/2012 alle 14:02
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  27. L’unico Out della situazione sempre fuori luogo è lei. che non ha neanche la faccia di mettere il suo nome, ma un fantomatico nick. Ma da lei non c’è si può aspettare di meglio. la saluto cordialmente.

    Giusi Battaglia il 11/06/2012 alle 15:11
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  28. Nel web circolano idee, non nomi e cognomi. Nemmeno storie di vita intime, quelle sono cose per fighetti, o per “ritardati” in stile novella 2000. I fatti miei li racconto non li racconto a chiunque.
    Se io scrivessi che mi chiamo Luigi De Marco, per esempio, per lei cosa cambierebbe, o sarebbe certa che si tratterebbe del mio vero nome? Insensata questa scusa sull’anonimato, quando non si ha niente da dire. Se vuole la mia tracciabilità (peraltro nota a molti frequentatori del web palermitano) venga stasera in un bar a sua scelta di Valdesi o Mondello, dal 22/06 nei pressi di place des Vosges a Parigi. Se mi piace restiamo insieme a discutere un’ora o tutta la notte, o pure in silenzio può essere bello, altrimenti ci salutiamo dopo dieci minuti.

    GIGI.idk il 11/06/2012 alle 15:28
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  29. I fatti miei non li racconto a chiunque.

    GIGI.idk il 11/06/2012 alle 15:30
    (0) (0)
  30. Ho molto di meglio da fare. grazie

    Giusi Battaglia il 11/06/2012 alle 15:45
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  31. E vabè, anche per oggi lo avete fatto sfogare. Missione compiuta! Ora, Gigi, fai un piacere a tutti: vatti a sedere in un bar di Valdesi o Mondello a tua scelta e resta lì per un’ora, ma anche per tutta la notte. Possibilmente senza tecnologia. E zittuti!

    Trallallero il 11/06/2012 alle 15:47
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  32. :-D

    GIGI.idk il 11/06/2012 alle 16:05
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  33. Avrei voluto commentare le emozioni di Marco Romano, con grande invidia perché da tempo non riesco a lasciar uscire le mie allo stesso modo… Poi trovo le solite inutili polemiche assolutamente fuori luogo e mi passa la voglia… Altro che OT, out e in… Questa è semplice maleducazione!

    Matteo il 12/06/2012 alle 02:03
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  34. Questo Gigi è vero schiffarato.

    Giorgio il 12/06/2012 alle 06:59
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  35. Matteo, il tuo commento risponde indirettamente a checco. E dimostra che non è per niente ovvio ballare e lasciarsi andare a 40 anni così come si faceva da bambini.

    Hugo s. il 12/06/2012 alle 08:58
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  36. Grande Marco Romano ho appena finito di leggere il suo meraviglioso articolo e la ringrazio per le intense emozioni che è riuscito a trasmettermi.Io sono più giovane di Lei ma amo Bruce Sprigsteen,dal primo momento che ho ascoltato la sua musica .Avrei voluto tanto essere a San Siro per questo concerto ma le mie magre finanze non mi hanno consentito di esserci.Il mio rimpianto tuttavia risulta attenuato dal racconto di Marco Romano.Leggendolo è stato quasi come esserci.Non è cosa da poco.Grazie

    Ps. Mi spiace rileggere per l’ennesima volta le str..te che il sig. Gigi idk propina a tutto spiano su questo sito.Sono stato vittima delle sue scorribande verbali: per avere dissentito su alcune sue affermazioni mi ha ripetutamente riempito di tutte le offese possibili e immaginabili.
    Alla fine però ho preferito non continuare a perdere tempo con un “perditempo” come lui.!!!
    In fondo si sà i “vecchi” è meglio compatirli.

    gigiranna il 12/06/2012 alle 11:34
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  37. Non sono schiffarato, Giorgio, ho SOLO attività professionali privilegiate, che mi permettono di vivere 4 mesi in vacanza.

    Ho impiegato anche arabi, a Parigi, non ne ho mai visto uno che “ammette” colpe errori caratteristiche, o reagisce in modo “sano” alle osservazioni. IL NESSO? cercatevelo!

    L’altro buontempone (precario?) gigiranna considera offese il “parlar franco”, perché aveva etichettato da “razzisti pericolosi” (e altre stupidaggini insensate) coloro (me compreso) che esigono non vedere deturpata la città per la quale contribuiscono economicamente al suo “mantenimento”, deturpata anche da bancarelle di cianfrusaglie.
    Noto anche che la città popolata da non pochi CORVI non si smentisce.
    In fondo la colpa è solo di quelli come me che – stronzi – potrebbero andare a spendere tempo e soldi in posti più tranquilli dove le vacanze sono vere vacanze.

    GIGI.idk il 12/06/2012 alle 15:01
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  38. Ribadisco: io ho commentato – con serenità – due elementi del racconto dell’autore.
    Poi sono entrati corvi, e gente che non capisce un tubo di ciò che legge… io mi limito a “normali” repliche.

    GIGI.idk il 12/06/2012 alle 15:04
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  39. Patetico e ridicolo.

    GIusi battaglia il 12/06/2012 alle 19:19
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