i fatti dopo il ragionamento

‘Cara, lei è solo un’amica’ Le bugie immortali

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Le parole a ruota libera rubate dalle vostre bacheche di Facebook. Dai rospi che diventano principi azzurri ai sillogismi al tempo del Cavaliere Cartello Attraversamento Ro | Blog diPalermo.it

Piccola avvertenza propedeutica alla lettura di questa classifica settimanale un po’ speciale: raccoglie foto, citazioni, osservazioni, ma anche gli stati d’animo “rapiti” dalle vostre bacheche di Facebook. Ovviamente si garantisce l’anonimato, ma abbiamo le nostre ragioni per credere che molti di voi si riconosceranno. E verranno riconosciuti.

1) Cominciamo da una foto che riproduce un cartello. “Si avvertono i condomini in data 21-22/8-30 si leva l’aqucua”. Segue commento: “Grazie dell’avvertimento. In italiano la prossima volta, sì”.

2) Ancora una foto al secondo posto. In questo caso la natura del messaggio oscilla tra l’ecologia, l’amore per gli animali e l’invito a un sano egoismo. C’è un segnale stradale triangolare con un grosso rospo al centro. Appena sotto la scritta: “Attraversamento rospi! Adagio, per cortesia. Possono essere i vostri futuri principi azzurri”.

3) Terremoto in Emilia Romagna: gli abitanti di facebook fanno circolare questo testo, citando come fonte “Il Resto del Carlino”. Lo riportiamo integralmente, perché suona come un abbraccio: “L’Emilia Romagna è quel pezzo di terra voluto da Dio per permettere agli uomini di costruire la Ferrari. Gli Emiliani-Romagnoli sono così. Devono fare una macchina? Loro ti fanno una Ferrari, una Maserati e una Lamborghini. Devono fare una moto? Loro costruiscono una Ducati. Devono fare un formaggio? Loro si inventano il Parmigiano Reggiano. Devono fare due spaghetti? Loro mettono in piedi la Barilla. Devono farti un caffè? Loro ti fanno la Saeco. Devono trovare qualcuno che scriva canzonette? Loro ti fanno nascere gente come Dalla, Morandi, Vasco, Liga. Devono farti una siringa? Loro ti tirano su un’azienda biomedicale. Devono fare 4 piastrelle? Loro se ne escono con delle maioliche. Sono come i giapponesi, non si fermano, non si stancano, e se devono fare una cosa, a loro piace farla bene e bella, ed utile a tutti… Ci saranno pietre da raccogliere dopo un terremoto? Loro alla fine faranno cattedrali”.

4) Per i nostalgici della filosofia, ma anche per chi vorrebbe fare rivoltare nella tomba il buon Aristotele, ecco a voi uno pseudo sillogismo. E tuttavia efficace: La regola di Penati: chi non paga non lavora. La regola di Celentano: chi non lavora non fa l’amore. Per la proprietà transitiva si ricava la regola di Berlusconi: chi non paga non fa l’amore.

5) Sono le 4 di domenica mattina. Se non si dorme che si fa? Si va a mangiare un cornetto? No. Da una bacheca solitaria arriva l’outing. Seguito da una lucida constatazione della triste realtà: Ho voglia di pesce fritto! Ma credo che l’orario non sia dei migliori!

6) Ancora cibo, stavolta a orari più urbani. Stavolta il tema è: vade retro, ce la posso fare: Il gelato mi chiama ma non lo ascolto. Il gelato mi chiama ma non lo ascolto. Il gelato mi chiama ma non lo ascolto. Il gelato mi chiama ma non lo ascolto… e se avesse davvero qualcosa di importante da dirmi?

7) Dubbio amletico di Syusy Blady. Uno di quegli interrogativi che la vita presto o tardi ti pone. Non riesco a trovare una risposta e giro il quesito a voi. “Sono gli uomini che sbagliano o siamo noi donne nel giusto?”

8 ) Al numero otto c’è una bella foto di Charlie Chaplin e dei suoi occhi dolcissimi e intelligenti. Accanto, una riflessione sulla differenza tra coscienza e reputazione. Da ripetere ogni giorno davanti allo specchio: “Preoccupati più della tua coscienza che della tua reputazione. Perché la tua coscienza è quello che tu sei, la tua reputazione è quello che gli altri pensano di te. E quello che gli altri pensano di te è un problema loro”.

9) Ancora in tema di filosofia, si parla di grandi categorie tematiche. A scanso di equivoci: le affermazioni sono al maschile – fatta forse eccezione per un paio – ma si adattano benissimo anche a certe donne. Signore e signori, ecco a voi le bugie universali:

Non sono ubriaco.

Non volevo ferirti.

Restiamo amici.

Lei è solo un’amica.

Ho perso il tuo numero.

Ho bisogno di tempo per me stesso.

Domani inizio la dieta.

10) Immensa Alda Merini. Ecco le sue parole senza aggiungere altro. “Come un respiro: Scrivimi, te l’ho detto tante volte, scrivimi una lettera lunghissima che parli solamente di silenzio”.

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