i fatti dopo il ragionamento

La lotta ai piccoli crimini e la trappola della routine

di

Indagini svogliate se il reato non è eclatante e non offre una buona ribalta mediatica. E il cittadino si sente offeso. Polizia Dorme1 | Blog diPalermo.it

Nella lotta alla criminalità c’è una trappola nella quale purtroppo cadono spesso le forze dell’ordine. E’ quella della routine.

Se il reato non è eclatante, magari è anche molto diffuso, e non offre una buona ribalta mediatica, capita che le indagini vadano avanti a rilento, quasi che ci si annoiasse a inseguire piccoli colpevoli (che in realtà piccoli non sono affatto).

E’ una sensazione diffusa che – va detto subito – non deve mai incrinare il rapporto di fiducia tra cittadini onesti e forze dell’ordine. E’ però qualcosa di cui è bene parlare senza remore e con chiarezza.

Se uno di noi, ad esempio, va a fare una denuncia per furto si troverà a fare i conti con un senso di rassegnazione che non cerca, non desidera e di cui non ha certo bisogno.

Prima esperienza personale. Quando mi hanno rubato una moto, ho fornito indicazioni su una persona che ritengo abbia avuto un ruolo nel misfatto. E’ passato un anno e non ho mai saputo nulla di nulla.

Seconda esperienza personale. Sono stato diffamato via web in modo pesante e ho presentato denuncia alla Polizia postale indicando, anche in questo caso, una persona come presunto responsabile. E’ passato un anno e mezzo e non ho mai saputo nulla di nulla.

Direte voi, ma questa è ordinaria amministrazione per le forze dell’ordine oberate di lavoro, malpagate e con gli organici semivacanti.

Giusto.

Ma siamo sicuri che la trappola della routine non c’entri?

Quando in un bar i malviventi fanno due rapine in meno di un mese con modalità identiche – soprattutto per l’ostentazione di violenza – e non si mette in moto una macchina investigativa che metta in sicurezza esercizio, dipendenti e clienti, si è davanti a uno schema pericolosissimo. Perché lo sappiamo tutti che il primo modo di Cosa Nostra per mettere sotto scopa chi non paga il pizzo è farlo sentire in balia dei delinquenti comuni. Tu non paghi, io non ti proteggo, nessuno ti protegge, sei fottuto.

La forza dei simboli è ben chiara alla mafia, dovrebbe esserlo anche alle forze dell’ordine.

Se tu non sei un lestofante, o uno abituato a trattare coi lestofanti, un furto, una rapina ti scioccano. Vuoi sapere che cosa faranno gli investigatori per arrestare chi ti ha fatto del male. E in questi casi è difficile accettare la realtà del brigadiere annoiato che non sa neanche digitare le tue parole su una tastiera.

E’ dura da dire, ma è così: non prendiamoci in giro.

Sì, la giustizia è comunque una macchina che si muove lentissimamente. Sì, bisogna avere fiducia nelle forze dell’ordine. Sì, è tutta gente pagata pochissimo che spesso rischia la vita.

Ma al cittadino offeso da un’azione criminale, qualunque essa sia, non gliene frega niente in quel momento. Lui vuole solo che qualcuno lo ascolti con l’attenzione che merita, lo faccia sentire al sicuro, gli prometta impegno.

E ciò spesso non accade.

P.S.

Terza esperienza personale. Ho espresso via web una critica nei confronti di un parlamentare della Repubblica italiana: nel giro di un’ora si è manifestata la Polizia per chiedere conto e ragione delle mie parole. Un’ora, eh.

14 commenti

Lascia il tuo commento
  • 26 giugno 2012 08:17 condivido pienamente
    alle forze dell’ordine chiedo di fare il loro dovere, sempre
  • 26 giugno 2012 08:47 E le forze dell’ordine come sempre, ti lasceranno sbattere.
    Se il cambiamento, anche negli atteggiamenti, non comincia proprio dalle forze dell’ordine, non andiamo da nessuna parte
  • 26 giugno 2012 09:00 Ore 2 del mattino.
    Mia zia (anni 83) vive sola, suonano al citofono, una, due, tre volte, la quarta è lunghissima….e ancora e ancora, chiarmante nessuno risponde al tipico: Chi è?…ma sente vetri in frantumi, urla…e ancora il citofono suona.
    Telefona al 113, squilla ma non rispondono, prova il 112, dopo minuti (almeno 5) rispondono.
    :-Signora, scusi, ma chiama per questo?….
    Sa, vivo sola e ho paura.
    :-Componga il 113…..
    Ma non rispondono!
    Impossibile, riprovi..
    Ed il citofono suona….
  • 26 giugno 2012 11:15 Finalmente! Sono decenni che sento soltanto elogi sperticati e molto spesso (meglio dire così, è più sicuro) esagerati.
    Per quel poco che ne so, l’Italia è il paese occidentale con l’organico complessivo maggiore di forze di polizia.
    Tra Polizia di Stato, Carabinieri, Guardia di Finanza, Polizie Municipali, Guardie forestali, Guardia Costiera etc., gli uomini con la pistola sono una quantità esorbitante. Tutti, ciascuno nel loro ambito di competenze, hanno (avrebbero, è meglio) compiti, funzioni e poteri di polizia giudiziaria. Probabilmente gli stipendi degli uomini delle sezioni operative sono bassi rispetto ai rischi assunti giornalmente. Così come viceversa possono essere alti per chi con la stessa divisa svolge mansioni d’ufficio nei corripondenti orari di lavoro.
    Resta il fatto che al si là del numero di casi risolti in materia di reati molto gravi, che può essere considerato basso o accettabile a seconda dei punti di vista, qualunque reato minore è destinato a rimanere impunito. Dichiaratamente e con indifferenza, e la denunzia comunque si fa solo per motivi di obbligo di legge, o per “mettersi il ferro dietro la porta”.
    Come per la gran parte delle funzioni pubbliche, la pubblica sicurezza è stato concepito dall’impianto, non come una funzione essenziale alla democrazia, ma come un eccezionale stipendificio. E buonanotte al secchio.
  • 26 giugno 2012 11:41 Esempio tipico: mi rubano la macchina.
    Ebbene la prima cosa che mi viene in mente è chiamare IMMEDIATAMENTE il 113 non perchè confidi in un’operazione lampo delle forze dell’ordine, che attraverso un pronto controllo del territorio, soprattutto in alcuni quartieri (e garage) potrebbero, con ragionevole certezza, rinvenire e restituire il maltolto.
    Assolutamente no.
    Chiamo il 113 solo per certificare che qualunque cosa accada, da quel momento, con la mia autovettura (rapine, omicidi, incidenti….) io non sono il responsabile.
  • 26 giugno 2012 13:05 E’ proprio vero: più facile vedere la pagliuzza nell’occhio di chi ti sta davanti, che vedere la trave conficcata nel proprio.
    C’è una grande arma a disposizione del cittadino se non lo si sapesse: la denuncia scritta. Si fa il proprio nome, cognome e si denuncia il fatto, ancor meglio se si sa nei confronti di chi. Ma è meglio spettegolare in un blog nell’assoluto anonimato per sciacquarsi la bocca che avere gli attributi di mettersi in prima linea.
  • 26 giugno 2012 13:43 Effettivamente, ora che ci penso OldRosanero ha ragione.
    Massaro e Palazzotto, avete provato con una denuncia scritta, invece di spettegolare su un blog?
  • 26 giugno 2012 13:47 Nel travirgolettare il mio post, la denuncia era intesa nei confronti di chi non fa il proprio dovere, visto che il commento è riferito alle forze dell’ordine.
  • 26 giugno 2012 14:01 Ah…
    scusami se ho “travirgolettato” male, correggo: Massaro e Palazzotto, avete provato con una bella denuncia scritta nei confronti dell’appuntato/piantone/dirigente/nonsisabenechidovrebbefareeinvecenonfa, invece di spettegolare su un blog?
  • 26 giugno 2012 14:13 Ahahahahah… Fedro, sei meglio di Zelig :-D
  • 26 giugno 2012 14:55 OldRosanero, è facile: basta avere materiale :-)
  • 26 giugno 2012 22:36 :-D
  • 27 giugno 2012 19:41 è una campagna d’opinione corretta e da approfondire, una piccola battaglia di civiltà, andate avanti!
  • Pingback: A proposito del web, della giustizia e della Lucarelli | Gery Palazzotto

Lascia un commento