Ossessioni

Svegliamoci, a Palermo
non esiste solo la mafia

La preoccupante indifferenza di fronte all'escalation criminale che soffoca le nostre vite. Scusate, è possibile parlare anche di questo?
chiuso-per-rapina

Se i giornali dedicassero alla delinquenza comune appena un decimo dello spazio concesso – per dirne una – alla telenovela della trattativa tra Stato e mafia, il numero delle rapine non crollerebbe certo di colpo, ma quantomeno avremmo il senso della deriva criminale che sta prendendo questa città. Ci sono interi quartieri flagellati quotidianamente da orde di delinquenti senza che l’opinione pubblica ne abbia la benché minima percezione.
Da mesi la zona della città universitaria è terra di conquista di criminali che assaltano bar e uffici postali, supermercati e studenti, piccole botteghe e vecchiette che camminano sul marciapiede. Sembra di essere tornati a vent’anni fa, mi diceva un anziano che ricordava la città senza controllo di una volta.
È vero che periodicamente dobbiamo fare i conti con rigurgiti criminali figli delle più svariate cause, a cominciare dalla disoccupazione crescente, ma mai, negli ultimi anni, avevamo assistito a un’escalation tanto preoccupante e, ahinoi, sottovalutata – so quel che succede non certo perché trovo i resoconti delle scorribande criminali sui giornali, ma perché quel quartiere lo vivo dodici ore al giorno.
So per esperienza che i cronisti di nera faticano per ottenere gli elenchi delle rapine del giorno – le forze dell’ordine sono più propense a dare in pasto alla stampa gli arresti piuttosto che i crimini commessi – ma continuare a ignorare ciò che succede, ed è sotto gli occhi di tutti, è assai pericoloso e alla lunga potrebbe trasformarsi in un boomerang. La mafia esiste ed è bene parlarne, ma esistono anche le nostre piccole vite messe quotidianamente in pericolo dai delinquenti di piccolo cabotaggio. Vogliamo parlare anche di questo?

11 commenti

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  1. Qualche sera fa, ospite di amici in zona Calatafimi, ascoltavo il loro sgomento. Genitori di due ragazzini, temono, ora che la scuola è finita, di lasciari i figli da soli a casa. Nel loro palazzo già una rapina. Un’altra nello stabile di fianco al loro. Il tutto in pieno mattina, il tutto nel giro di un paio di giorni.

    Maristella il 26/06/2012 alle 23:32
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  2. A me pare tutto normale: meno mafia (la stanno decapitando e le cosche sono allo sbando) più microcriminalità senza controllo. Con l’elemento aggravante della crisi , che porta a delinquere con più frequenza ed ampiezza.

    roberto il 27/06/2012 alle 10:50
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  3. Concordo con Roberto, l’attività di smantellamento delle cosche mafiose operata dalla Dia nel corso degli ultmi vent’anni sta lentamente portando i suoi frutti, provocando per contraltare un aumento incontrollato della micro criminalità, che non è più sotto l’egida dalle grandi famiglie mafiose. Qui non sono più le unità investigative antimafia a dover intervenre, ma serve la presenza costante dello stato sul territorio, sotto forma di pattuglie di telecamere e volanti di polizia, carabinieri, finanza etc. Perchè Palermo è l’unica città europea in cui non esistone ronde di poliziotti a piedi che girano per la città?

    Gabriele il 27/06/2012 alle 11:36
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  4. Ecco, questo è il classico corto circuito cognitivo.
    Di fronte ad eventi che suscitano pericolo-paura-reazione, nel momento in cui la spiegazione non può essere affidata all’istinto, si seleziona la risposta tra quelle che propongono una causa dell’evento credibile e accettabile.
    Si è sempre detto che la mancanza di controllo assoluto da parte delle cosche provoca un aumento della microcriminalità. Da che, la logica minima farebbe desumere (quando non è una soluzione espressamente proposta dai media e suggerita chissà da chi) che in fondo questo evento tra le cattive notizie è quella meno cattiva: aumento della microcriminalità è determinata dall’efficacia della lotta alla mafia. Oppure che la lotta alla mafia provoca un aumento della microcriminalità (che colpisce direttamente la vita del singolo cittadino). Lo stesso concetto ma con significati opposti: la prima accezione esalta l’azione di contrasto alla mafia da parte dello Stato, ergo: cittadini, è una conseguenza dolorosa ma necessaria del nostro virtuoso operato. La seconda accezione mette in luce la presunta funzione di controllo sociale da parte di cosa nostra. Insomma questa soluzione fa comodo a tutti, e ciascuno la usa per i propri fini.
    Ovviamente, nell’uno e nell’altro caso è una bufala clamorosa, una pietosa coperta sulle manchevolezze dell’autorità costituita e al contempo propaganda per il potere mafioso.
    La mafia non esercita alcun controllo sociale e non ha mai fermato gli atti di microcriminalità. A qualcuno dei criminali comuni ha chiesto il pizzo (se faceva molti affari), punto.
    La microcriminalità (determinata da mille cause) propspera solo e soltanto per l’assenza sistematica di controllo del territorio da parte dello stato, indipendentemente dalla potenza vera o presunta di cosa nostra, e dalla conseguente certezza di impunità.
    Contrastando efficacemente la microcriminalità si intacca e si fa dissolvere l’idea comune del controllo del territorio da parte della mafia. Un’azione del genere, non sarebbe alternativa alle indagini specifiche sul potere militare e finanziario di cosa nostra, ma complementare. Purtroppo credo che ci vogliano soldi e sopratutto la volontà di farlo.

    gianfranco il 27/06/2012 alle 12:56
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  5. Gianfranco, sei stato il più chiaro di tutti noi. I miei complimenti.

    Gery Palazzotto il 27/06/2012 alle 13:35
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  6. @Gianfranco
    Complimenti.
    Riporto una piccola parte del tuo pezzo affinche’ un messaggio sia chiaro a tutti coloro che non so come ricordano una citta’ sicura quando dominata dalla mafia.

    “La mafia non esercita alcun controllo sociale e non ha mai fermato gli atti di microcriminalità.”

    Luca il 27/06/2012 alle 16:24
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  7. X GIANFRANCO: non contesto tutto quello che dice, perchè alcune cose sono esatte. Però quando dice che la mafia non esercita alcun controllo sociale e non ha mai fermato gli atti di microcriminalità, questa mi sembra una non verità fin troppo evidente da impegnarsi per spiegare il perchè…
    Quando dice che la colpa è dell’autorità costituita, dice invece una cosa verissima. Ma mi scusi, io nel mio intervento ho per caso affermato il contrario? Non l’ho detto, mi sembrava fin troppo evidente, ma “non dire” non significa “affermare il contrario”.
    Poi, che la mafia prosperi per mancanza di controllo dello stato, lo sanno tutti. E si è detto fin troppo. Ma ciò è bene che si continui a dire, a scanso ancora di essere mal interpretati…
    Insomma, certe volte molti di voi mi sembrano assettati in pizzo, cercano sempre di contestare l’intervento di qualcuno solo per il gusto, il bisogno, quasi siano in crisi di astinenza di vena polemica contro qualcuno.
    E il bello che chi è intervenuto dopo le ha pure fatto l’applauso, dimostrando anch’egli di non cogliere il giusto spirito di quello che ho scritto, o meglio, di cogliere un senso, in quello che ho detto, creato a vostra immagine e somiglianza …Booohhh????
    Infine, negate quasi che la crisi, la mancanza di denaro che oggi ci assale un po tutti purtroppo, non sia un incentivo a delinquere. Negare questo, o quanto meno ritenerlo una elemento di secondaria importanza, mi sembra una grave pecca per delle persone che come voi si appassionano ad osservare e studiare la realtà.

    roberto il 27/06/2012 alle 18:33
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  8. Non ho ben capito chi impedisce e a chi di parlare di questo o di qualsiasi altro argomento.
    Lo state facendo liberamente in questo giornale, quindi….
    Inoltre l’esperto giornalista Massaro, sa bene che da sempre c’è un uso politico dei fatti di cronaca. Per esempio quando l’establishment decise che nel 2001 doveva vincere Berlusconi, i quotidiani (il Giornale di Sicilia in prima fila) e i TG aprivano sempre con fattacci di cronaca nera e immigrazione. Vinte le elezioni, già all’indomani scomparvero dalle prime pagine, magicamente, tutti questi fatti.

    alberto il 28/06/2012 alle 13:51
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  9. leggendo i commenti comprendo bene la sofferenza intellettuale che prova chi vuole persuadere gli interlocutori sul fatto che a palermo/sicilia sia tutta colpa della mafia. beh, se fosse così significherebbe che la sicilia è una terra abitata da mafiosi e criminali per la stragrande maggioranza. per fortuna non è così. la verità è che siamo una terra senza identità, non abbiamo un modello da seguire e siamo sistematicamente abbandonati a noi stessi dallo stato, che manda come sorveglianti la feccia della classe dirigente. come mai il sig. cammarata ha ricevuto come premio una cattedra dopo aver mandato alla deriva una città importante come palermo? ve lo siete chiesti. c’è la volontà di non fare emergere il livello culturale di questa terra, perchè solo questo può sconfiggere la mafia. e poi la criminalità c’è e ci sarà sempre, come diceva alberto….è tutta propaganda!!!!

    carmelo il 29/06/2012 alle 11:46
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  10. @carmelo
    Ti contraddici: la feccia della classe dirigente, che lo Stato ci assegna, e’ proprio la stessa che interloquisce e fa affari con quella mafia che ha impedito ad oggi qualunque sviluppo economico di questa terra e che ha instaurato una mentalita’ soverchiosa e prepotente, incivile e omertosa.

    Essere mafioso non significa solo chiedere il pizzo al 90% delle imprese, il 100% delle quali per decenni ha taciuto…
    L’atteggiamento della stragrande maggioranza dei siciliani, dal momento in cui si mettono al volante, posteggiano l’auto sulle strisce, fanno un pic-nic alla favorita, si costruiscono la villa abusiva al mare, gettano l’immondizia sui marciapiedi, lascia trapelare una mentalita’ soverchiosa, menefreghista, irrispettosa, prepotente, e incivile.

    Luca il 29/06/2012 alle 15:20
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  11. @luca
    perfettamente….quando dico che non abbiamo identità, voglio dire proprio questo. viviamo in una giungla dove il più forte e prepotente ha la meglio e dove l’egoismo per la cosa pubblica regna sovrano. purtroppo ci si dimentica che nessuno nasce “imparato”, qui da noi non c’è mai stata la volontà, da parte dello stato, di fare rispettare le regole. e parlo soprattutto delle forze di polizia che sono latitanti (paradossale) nella terra dove dovrebbero lavorare di più.

    carmelo il 29/06/2012 alle 15:50
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