La finale

Se nel trionfo spagnolo
c’entra anche la cultura

Il calcio vissuto come gioia, divertimento, spettacolo, corsa e vita. I quattro gol subiti, forse, possono insegnarci qualcosa
spagna

Non abbiamo giocato malissimo e non siamo stati fortunati, ma siamo stati in corsa quasi niente. Nei gol segnati dalla Spagna c’è la cultura calcistica che questa volta ha fatto la differenza. Una squadra che cerca di fare gol contro undici uomini. Un corpo unico che avanza; giocatori, con o senza palla, tutti in movimento, con il pallone che corre perché gli uomini corrono molto e forte e suggeriscono le traiettorie. Azioni così, noi, non le facciamo. Possiamo segnare in modo più spettacolare, ma non così.
I gol spagnoli sono bellissimi. In quelle azioni c’è un modo di pensare che noi abbiamo sviluppato poco. Aspettiamo il colpo di genio, che è tale solo se arriva raramente e dunque finisce che lo attendiamo inutilmente. Andiamo avanti ma anche indietro, lanci lunghi. Ci mettiamo la buona volontà. Loro: un, due, tre e gol. Noi che abbiamo il miglior pensatore del mondo, Pirlo, non corriamo uniti verso la porta avversaria. Con la Spagna e in mille altre occasioni.
E’ una tara che ci viene universalmente riconosciuta e la cosa ci inorgoglisce un po’ : siamo considerati i maestri del contropiede. La nazionale azzurra è il contropiede.
Per vincere abbiamo necessità di trovare un avversario che si faccia impallinare, ma la Spagna in quelle azioni viveva e respirava per segnare.

17 commenti

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  1. Balzaretti ha giocato alla grande ogni qualvolta è stato chiamato in causa, anche in una posizione non sua. E che fa il signor Prandelli? Fa giocare uno rotto.
    Ad ogni modo, un altro calcio. La Spagna ha meritato.

    OldRosanero il 01/07/2012 alle 23:43
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  2. Ha vinto la squadra più forte, onore al merito, purtroppo l’Italia non produce più campioni, i giovani non sono valorizzati, ci sono troppi stranieri e la nazionale è snobbata dai club.
    Comunque è stata una bella competizione, forza Azzurri.
    Speriamo che Monti non TASSI anche le medaglie……..

    Francesco il 01/07/2012 alle 23:45
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  3. siamo arrivati molto al di là, forse senza chiellini e thiago sarebbe stata un’altra finale, ma la spagna era fuori portata.

    giuseppe bianca il 02/07/2012 alle 00:10
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  4. Alessandro, sono d’accordo in parte. Con un’italia in forma fisicamente e un prandelli molto meno rinco (mi metti un chiellini non in forma al posto di balzaretti, mi tieni un cassano scarico al posto di un di natale o un giovinco, ecc…thiago motta (na niegghia)ecc…), l’italia avrebbe potuto battere e afflosciare il gioco spumeggiante della spagna. E sarebbe stata un’altra storia…

    roberto il 02/07/2012 alle 00:31
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  5. Io penso che questi spagnoli siano una generazione di fenomeni, e che noi siamo arrivati alla finale del tutto spompati.
    Forse Prandelli avrebbe potuto sostituire qualche elemento troppo cotto, ma la panchina italiana non era all’altezza di quella spagnola. Sarà pur vero che le squadre italiane in campionato ospitano pochi giocatori italiani, che quindi non possono crescere, ma è anche vero che questo succede esclusivamente per l’eccessiva esosità di giovani calciatori, procuratori, società,etc… Per cui basta che un ragazzino sia capace di dare quattro calci al pallone, che già tutti devono tirarci su una montagna di quattrini.
    E poi magari se la montagna è ancora bassa si piazza qualche scommessina.
    Un cane che si morde la coda, un sistema votato più alla cassa che al talento.
    Infine penso che Mario Monti in tribuna sia stato un controsenso poco apprezzato. E magari abbia portato pure un pò di sfiga.

    gianfranco il 02/07/2012 alle 08:54
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  6. Analsi perfetta.
    Gli spagnoli si muovevano come un sol corpo, compatti e con grande controllo della palla.
    I nostri lanci lunghi sperando nel colpo di testa di Balottelli o di altri.
    Il loro un gioco articolato e temibile.
    Abbiamo perso contro una grande squadra.
    Un’attenuante: la stachezza pregressa e il cumulo di ansia e di attese, che ha logorato lo spirito ed il fisico dei nostri pur generosi giocatori.
    Questa Spagna, comunque, può vincere anche contro il Brasile.

    salvatore battaglia il 02/07/2012 alle 09:51
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  7. a proposito di quote rosa… un punto di vista femminile, modesto, irrilevante quanto basta, :-)
    anche il calcio è metafora di vita, una tra le tante…
    cosa ci dice questo calcio? ci dice che siamo ancora una Nazione giovane… solo 150 anni contro
    quelle Europee che tali sono dal remotissimo Medio Evo.
    non abbiamo ancora imparato a sfruttare le enormi potenzialità dello spirito di squadra, coltiviamo il mito del ” solista” , ma in campo non si suona… si corre… il movimento… mentale prima ancora che fisico, è un’altro dei dei nostri numerosi
    ” talloni d’Achile” nazionali…
    posso accettare tanto, ma non tutto. una cosa in particolare rifiuto : non voglio sentire parlare di stanchezza, è semplicemente inaccettabile.
    uomini giovani , allenati, professionisti strapagati, viziati, coccolati, idolatrati, gente privilegiata che può concedersi il lusso di ” giocare” per mestiere.
    è vergognoso.
    è addirittura vile.
    ma noi italiani siamo cosi pieni di cuore… li abbiamo anche ringraziati i nostri azzurri, avremmo dovuto prenderli a fischi e… ecc ecc.

    Giusi Costantino il 02/07/2012 alle 10:30
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  8. GIUSI C’è pure chi ha dato responsabilità della sconfitta al Premier Monti. Il quotidiano Libero titola in prima pagina: Monti porta sfiga. Per l’Italia è effetto letale: doppio infortunio, la Spagna ci rifila quattro gol.
    Dunque, non mi stupisco se qualcuno cerca scuse di vario genere, magari domani scopriamo che qualche responsabilità l’ho pure io.

    Alessandro Amato il 02/07/2012 alle 11:00
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  9. X GIANFRANCO: come la panchina italiana non era all’altezza di quella spagnola? Giovinco? Di natale? Nocerino? Balzaretti? Questi sono grandi giocatori. E’ responsabilità di Prandelli se li ha considerati poco (tranne balzaretti, ma per disperazione…che è molto meglio di Abate o Maggio che invece sono considerati TITOLARI! Boooh??).
    X GIUSI COSTANTINO: mi scusi sig.ra Giusi. Ma lei sa a chi sta facendo la morale? Ad una squadra, la NAZIONALE ITALIANA DI CALCIO, che dopo il brasile ha vinto più campionati mondiali al mondo!! Questo estendere discorsi storici (esatti, per carità…) al calcio , mi sa di troppo artefatto e quindi che porta ad un macroscopico errore di valutazione sul calcio italiano.
    Ma come fa a rimproverare un calcio, quello italiano, che ha vinto dopo il brasile più di tutti e che è maestro di tattica secondo me per il mondo intero? Per ora c’è la spagna, ma al mondo il calcio lo abbiamo e continuiamo ad insegnarlo noi. Gli stranieri che giocano in italia diventano veri fuoriclasse solo perchè giocano in italia.
    Se poi mi esclude la stanchezza come tra le cause determinanti di sconfitta, allora le posso rivolgere una domanda?: ha mai praticato sport seriamente lei? O è sempre stata una sedentaria?

    roberto il 02/07/2012 alle 11:08
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  10. Un commento che condivido è quello di Francesco. E mi fa male sentire i “soloni” di turno gettare fango su Prandelli che è riuscito a portare in finale una squadra che tutti pensavano dovesse essere eliminata al primo turno. I giocatori dell’Italia sono arrivati stanchi alla finale. Molto più degli spagnoli, troppo all’unisono per essere presi in castagna da un’azione solitaria. E poi vogliamo il merito! Prandelli il merito lo ha avuto: arrivare alla finale ma , al solito, non ci si accontenta e non si riconosce nemmeno il merito degli altri

    fm il 02/07/2012 alle 11:21
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  11. Prandelli il giorno dopo chiarisce qualche nostro dubbio e conferma qualche critica sulla formazione iniziale: “In finale avrei dovuto avere coraggio di cambiare di più, ma sarebbe stata mancanza di rispetto per chi mi aveva portato in finale”.

    Alessandro Amato il 02/07/2012 alle 13:54
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  12. @roberto.
    La panchina della Spagna oltre ad essere supergiù equivalente alla squadra titolare, e quindi mediamente migliore tecnicamente rispetto a quella italiana, è composta da uomini con una eccezionale esperienza internazionale, (giocando tutti in
    squadre da Champions fino alla fine, e avendo già in gran parte vinto Mondiali ed europei) cosa che i vari Giovinco, Nocerino, Di Natale, etc. non hanno. Basta questo per dire che c’è una sostanziale differenza.
    @Giusi Costantino.
    Monti poco prima degli europei ebbe a dichiarare che il campionato di calcio avrebbe dovuto essere sospeso per un paio d’anni. Dimostrando che:
    1) anche un rettore della bocconi può dire solenni stupidaggini;
    2) l’Italia cambia, ma il primo ministro, chiunque sia, sente il bisogno di spararle grosse.
    3) il Sig. Mario Monti non ha alcun interesse per il mondo del calcio, alcun rispetto per gli operatori di quel settore, e poco feeling con i sentimenti degli Italiani.
    Naturalmente ciascuno è padrone di pensarla come vuole, ma dopo un’esternazione del genere sarebbe stato meglio non farsi vedere allo stadio. Forse gli rodeva il fegato il fatto che ci fosse un altro Mario più popolare di lui.
    Per inciso, dal punto di vista etico la proposta montiana potrebbe avere un senso. Dal punto di vista economico è un’idiozia senza precedenti, dato che il settore vale qualche punto di pil, è un ipotetico blocco tra annessi e derivati provocherebbe un tracollo di dimensioni abnormi. L’ideale in una fase recessiva spaventosa. Tanto vale a questo punto proporre di invadere la Svizzera e attaccare i suoi caveau.

    gianfranco il 02/07/2012 alle 17:48
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  13. Se veramente Prandelli ha detto di non avere operato cambi per rispetto verso coloro che l’abvevano portato in finale, (ma non ci credo) allora dimostra di aver effettivamente commesso un errore, già commesso da Lippi nel 2010: far giocare i parrocciani, sani o zoppi che siano. La squadra da mandare in campo è l’Italia, chiunque sia che la rappresenti, e l’obbiettivo è cercare di vincere, non dare il premio a chi si è sacrificato.
    Appare più probabile che non abbia voluto stravolgere la squadra, o che non sia sia fidato troppo dei rincalzi.
    Visto il primo gol e la relativa corsa al rallentatore di Chiellini, poi uscito subito dopo rotto, forse sarebbe stato il caso di non schierare né lui né altri in pari condizioni. Tanto peggio di così non poteva andare. E’ vero che:”del senno del poi son piene le fosse”, ma lo stipendio da C.T. lo prende lui, e con i soldi prende pure sia elogi che critiche.

    gianfranco il 02/07/2012 alle 17:57
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  14. Chiedo scusa per la terzairruzione consecutiva. Due messaggi prima per errore ho scritto: @Giusi Costantino, mentre la mia risposta era indirizzata ad Alessandro Amato.

    gianfranco il 02/07/2012 alle 18:22
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  15. :-) ROBERTO…lei mi chiede se ho mai praticato sport seriamente, e io le rispondo con estrema onestà, no.
    ma vede, io non faccio la calciatrice di mestiere… mi occupo di altro.
    vede, gentile Roberto… c’è gente che non tira calci ad un pallone PER MESTIERE ( mi scusi se insisto ) c’è gente che ha in mano la vita di altri esseri umani, e purtroppo capita che … non può permetersi stanchezza, perchè se solo se ne concedesse un’attimo…eppure questa gente non è allenata a stare in attività talvolta anche per 20 ore di seguito. a loro nessuno dirà mai grazie per qualcosa, e nessuno avrà compresione di loro se sbagliando…
    forse il paragone le sembrerà artificioso… me lo lasci passare lo stesso, la prego…
    stanchi per un’ora di corsa? mah… lei ha mai sentito qualcosa a proposito di un tale Filippide? ecco, nessuno pretende tanto…. ma insomma… qui si tratta di minimo sindacale :-)
    cordialità :-)

    Giusi Costantino il 03/07/2012 alle 14:46
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  16. X GIUSI COSTANTINO: bene, signora Giusi. Allora non può dire “non posso accettare che si parli di stanchezza…ecc…” se non ha praticato sport. Il fatto che siano viziati, strapagati, coccolati, siamo d’accordissimo ed è schifoso. Ma ciò non vuol dire che non debbano, come tutti noi, sentire le conseguenze della fatica, che poi sono tossine, veleni, che ci impediscono di essere brillanti nei movimenti. Sono pur sempre esseri umani. Viziati e ricchi, ma umani. E se le gambe non girano, non girano. La stanchezza la può avere anche un calciatore strapagato e viziato.

    Si, Filippide. E infatti morì al termine della sua “maratona”. A riprova che quando il fisico dice basta, è basta.
    Ripeto, che guadagnare 1,5 milioni di euro all’anno sia scandaloso sono d’accordo. Ma la fatica, le tossine quindi, non guarda in faccia nè ricchi nè poveri.

    roberto il 03/07/2012 alle 15:58
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  17. X GIUSI COSTANTINO: e poi, il paragone tra chi pratica sport professionistico e chi lavora 20 ore al giorno, non regge. Tant’è che si può lavorare 20 ore al giorno senza crollare. Invece dopo 2 ore di una partita di calcio, o di 10.000 metri piani, o di un tour di ciclismo o una maratona, appunto, non si può continuare. Perchè? Perchè nelle competizioni sportive si da il massimo del massimo. Si spreme il limone finchè non esce più una goccia di succo. Per chi lavora 20 ore in un giorno, invece, il limone non è mai spremuto fino all’ultima goccia. Insomma…paragone poco efficace.

    roberto il 03/07/2012 alle 16:08
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