Esperienze

La solidarietà perduta
verso le future mamme

L'ostentata indifferenza sul bus di fronte a una donna incinta e l'isolata galanteria di una ragazza. Che coi palermitani, però, c'entra poco
mamma-incinta

La scorsa settimana ho fatto da baby-sitter a mio nipote, il quale resterà ancora un mesetto nella pancia della sua mamma, una delle mie amiche più care. Per la legge della famiglia elettiva – quella che accomuna certi (e solo certi) parenti di sangue e alcuni (ma solo alcuni) amici – Francesco è quindi a tutti gli effetti parte della mia famiglia. E come ogni brava zia, faceva caldo e l’ho portato al mare, benché ancora racchiuso dentro l’involucro della mia grossissima e incintissima amica. Di caricarla sulla moto non se ne parlava: il sellino è lungo ma in due, anzi in tre, non ci saremmo stati; l’ultima volta che ho portato l’auto ho avuto due incidenti e, per quanto lievi, non mi sembrava il caso. La terza e unica soluzione è stata quindi prendere l’autobus. Palermo-Mondello andata e ritorno. Totale autobus impiegati: quattro.

Non vi sarà sfuggito il caldo di queste giornate, in cui si cerca di attraversare la strada più velocemente possibile e in generale di arrivare rapidamente a destinazione con il cervello in ebollizione. Ovviamente, se una è incinta di otto mesi pieni fa il doppio della fatica, perché la pancia pesa e ci si ritrova a camminare con i piedi a papera: un incedere che sicuramente non è il massimo per l’agilità.

Più di una volta chi guidava l’autobus – per la fretta o semplicemente per la forza dell’abitudine – non ha tenuto conto dei tempi necessari a salire o scendere dalla vettura, soprattutto per chi per forza di cose ha perso l’agilità, e ha chiuso le portiere con tempi discutibili. Senza danni, per fortuna, salvo un po’ di spavento e qualche saltello in più.

All’andata, la mia amica ha trovato dei posti a sedere, al ritorno no. Il caldo e la stanchezza cominciavano seriamente a farsi sentire. Il pancione, come ho già scritto, è in lei molto evidente: ma tutti guardavano stando attenti a non manifestare alcuna intenzione di cedere il proprio posto. Finché una signora non più giovane, dai tratti sudamericani, si è alzata, e lo ha fatto con un sorriso, ricordando a tutti l’importanza di un gesto non scritto e sicuramente non obbligatorio, ma fino a poco tempo fa considerato normale, a Palermo.

Tra un mese Anna partorirà, potrà continuare a prendere i mezzi, ad andare in motorino, a fare delle lunghe passeggiate a piedi. È giovane e sana, nessuno le cederà più il posto. Chi invece si trova in condizioni di disagio fisico permanente è costretto molto spesso a fare i conti con l’indifferenza sui mezzi pubblici, in coda ai supermercati e in altre situazioni. I custodi dell’educazione stanno diventando casi isolati, spesso vengono da lontano e ci ricordano la buona educazione. Benvenuti e grazie.

7 commenti

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  1. Mia moglie ha preso il 101 dal primo mese di gravidanza, al nono.
    MI raccontava che, una volta cresciuta la “panza”, SEMPRE le veniva ceduto il posto. Sempre.
    Come dire….mai generalizzare.

    lufio il 05/07/2012 alle 08:22
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  2. lufio, la penso come te. Che dire: sarà la tratta palermo-mondello che è sfigata!

    hugo s. il 05/07/2012 alle 09:38
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  3. Io ho sempre ceduto il posto ad anziani e donne incinte quando prendevo l’autobus. Coi primi ogni tanto è capitato che si rifiutassero cordialmente di sedere al posto mio, forse per rispondere alla gentilezza, forse anche per non sentirsi troppo vecchi! :-)

    Comunque, c’è anche da dire che la tratta Palermo-Mondello è sempre infestata di ragazzini ai quali nessuno ha mai insegnato le minime regole della buona educazione.

    Quozca il 05/07/2012 alle 09:54
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  4. La prima volta che mi si cedette il posto in autobus,
    fu un evento nuovo: mai si era verificato: In quel preciso momento si realizzò la consapevolezza della
    mia età avanzata, e tale dovette apparire.
    In altre occasioni mi è stato ceduto un posto a sedere:da parte in genere di donne, mai da parte di giovani, i quali pur giovanissimi restano imperterriti
    e stravaccati nel loro posto a sedere.
    La gentilezza ancora alberga:purtoppo restano estranei
    ad essa i giovani e i giovanissimi maschietti.

    salvatore battaglia il 05/07/2012 alle 10:38
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  5. Lufio, in effetti è un gesto che vedi fare a persone di mezz’età. Mai a ragazzini.

    Rosario il 05/07/2012 alle 10:50
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  6. Un caso isolato.. Ho preso molte volte il 101 e raramente ho visto indifferenza nei confronti di vecchine e donne incinta.. certo può capitare. Una volta capitò che un ragazzetto non si alzava e una signora lo ha rimproverato davanti a tutti..

    Perdonami, ma con questo caldo come ti è balenato in testa di portare una donna in cinta all’ottavo mese a mare facendole prendere 4 autobus ?? Comprendo che la tua amica sia in grado di intendere e di volere ma non pensi sia un tantino rischioso visto che donne incinta, anziani e bambini sono categorie a rischio con questo caldo??

    Franco il 05/07/2012 alle 19:10
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  7. ogni testa è tribunale, l’esperienza personale fa testo, giusto?
    no, non proprio…si dovrebbe osservare la realtà generale, tenendo conto, certo, del vissuto personale, ma non limitandosi ad esso…
    leggendo i post precendenti salta fuori la parola ” educazione” giusto, ma educazione a cosa? ,mi chiedo, perchè parlare genericamente di educazione non rende molto l’idea.
    bello sarebbe poter parlare di ” educazione alla gentilezza” ” educazione alla gratuità del gesto ” bello sarebbe…
    se mia madre non mi avesse dato il suo esempio personale, non so se mi sarebbe venuto spontaneo cedere il posto in autobus, non lo so… so che mia madre mi ha cresciuta cosi… e siccome condivido questo modo di stare al mondo, insegnerei lo stesso valore a mio figlio..
    i ragazzi, entro una certa fascia anagrafica, sono lo specchio di chi li ha cresciuti, e dei loro valori…
    andando oltre … si potrebbe obiettare che altrove il problema ” educazione” non si porrebbe nemmeno, un servizio pubblico efficiente garantirebbe non solo rapidità di spostamento,ma adirittura la possibilità di scegliere il posto che si preferisce… fantascienza? no, archeologia… sto descrivendo una cosa che ho visto a Birmingham recentemente… cioè.. 35 anni fa..

    Giusi Costantino il 06/07/2012 alle 10:58
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