i fatti dopo il ragionamento

Fava, Ingroia, Ruotolo e la non intervista

di

La serata a Villa Filippina: più che un dibattito, una rimpatriata - terribilmente noiosa - tra vecchi amici Ruotolo 1 | Blog diPalermo.it

Ieri a villa Filippina c’erano Claudio Fava e Antonio Ingroia intervistati da Sandro Ruotolo. Il primo ha parlato del truce Raffaele Lombardo, immaginando di avere davanti una platea di elettori del Pd scemi: vergogna qui, vergogna là, clientelismo, facciamo fronte comune, sprechi, nomine, blabla e via col bignamino di Stella e Rizzo sui numeri dello scandalo (che persino il mio portinaio, candidato a nulla, conosce a memoria). In realtà tutti sanno che Fava, prima di approdare a LiberaSicilia, è stato un pilastro di quella sinistra siciliana che poi è arrivata a sostenere Lombardo, trasformandosi da forza d’opposizione a partito di maggioranza, roba che neanche Silvan riuscirebbe a immaginare. Il che non toglie a Fava la libertà di lagnarsi, ma dà al pubblico una chiave in più per decifrare il personaggio (uno che ha portato la sinistra siciliana ai minimi storici, tanto per dire).

Il secondo ha recitato la solita omelia della politica bella e buona e della giustizia che non guarda in faccia a nessuno, come se gli astanti vagassero alla ricerca di un nume tutelare che li mettesse sulla retta via (magari in platea c’era un aspirante corruttore che pensava che la mazzetta fosse roba da confessare semplicemente al prete e invece ha capito che deve stare un po’ più attento). Ingroia è il personaggio più facile da intervistare male, perché basta che lo lasci libero di dire quello che vuole e lui va dove lo porta il cuore (politico). Risultato: il magistrato è talmente soporifero che neanche se ti arrestasse in quel momento tu ti sveglieresti.

Ma è Ruotolo che ha fatto la serata. Tra un “dimmi Claudio” e un “caro Antonio” ha spiegato come si costruisce un’intervista senza domande, senza concetti. Ovviamente, il tipo è scaltro e qualche punto interrogativo l’ha piantato qui e là. Ma sempre con sereno distacco: “Antonio, i giornalisti qui mi chiedono se entrerai in politica. E’ vero?”: è stato il quesito più graffiante, sul finale, quando i più deboli di cuore avevano già preso la via di casa per scampare ai ruggiti della calura. Immaginate il tremore dell’intervistato che ha replicato con uno dei suoi soliti sillogismi da Settimana Enigmistica, quelli che potrebbero far parte di una rubrica collocata tra il Tenero Giacomo e il rebus facilitato.

Alla fine qualcuno (anche via Twitter) si aspettava lo sfogo delle domande del pubblico, unico momento di sincero contraddittorio. Daranno la possibilità di interagire… Non ci hanno tenuti in gabbia per crudeltà… Dai… Sì…

Macché. Niente.

La festa è finita, andate in pace, ha mandato a dire Ruotolo. Grazie a tutti e alla prossima.

Ciao Claudio, ciao Antonio.

8 commenti

Lascia il tuo commento
  • 11 luglio 2012 09:44 mi domando: si organizza una serata in un certo modo, si deve criticare pure questo?Libertà di critica assoluta, ma se ad un certo punto non siete convinti, non credo che qualcuno vi obblighi a restare. Ma forse la critica nasce dai presenti, Ingroia o Fava sono solo da criticare, un po’ come Falcone…..prima che saltasse per aria
  • 11 luglio 2012 10:02 Giuseppe, ma che accidenti vai blaterando? Guarda che qui l’abbiamo capito tutti che appena vedi il nome Gery Palazzotto ti ecciti e parti all’attacco (con risultati alquanto modesti, peraltro). Se hai questa smania di contraddire l’autore, cerca almeno di trovare argomentazioni che valga la pena leggere.
  • 11 luglio 2012 14:56 ma ieri sera su rai due c’era la spada della verità!
  • 11 luglio 2012 16:13 Toscano, ti picchi?
  • 11 luglio 2012 16:40 tipo Tg 1, versione minzolini?
  • 11 luglio 2012 17:24 caro gery,la chiesa non si tocca che poi arriva la scomunica… tra l’altro , mi pare d’aver capito, che le tue osservazioni riguardano la natura tecnica del dibattito, più che il merito. forse è uno di quei casi in cui la delusione è proporzionale alle aspettative. infine ci auguriamo che mai più nessuno salti in aria, ma non esistono uomini perfetti, ma idee che valgono al di là delle nostre teste.
  • 12 luglio 2012 09:18 Francamente non capisco la battuta di Marco se non come anomalo caso di ciclo mestruale maschile.
    Non mi sognerei mai di criticare una persona o ciò che scrive leggendo il suo nome.Fra l’altro ho letto più di una volta molte cose più che pregevoli di Gery Palazzotto, che stimo molto.
    Ho semplicemente detto che può anche non piacere l’impostazione di una serata che, personalmente, ho trovato molto bella; se non piace la si abbandona. Ma se la si critica non perchè la si trova brutta, ma perchè ci sono Fava e Ingroia, bè allora ci isi incammina in un percorso che non condivido.Tutto quì
    Con buona pace delle “blaterazioni” di Marco
  • 15 luglio 2012 21:18 Il tenero Giacomo è stupendo…
    Quanto a Giuseppe, che dire? Meglio non dire niente.

Lascia un commento