Capitali virtuali

C’erano una volta
i bimbi nati a Cefalù

La decisione di chiudere il punto nascite del San Raffaele, prima ancora che un'ingiustizia, è un crimine contro la bellezza. E vi spiego perché
incinta

Cefalù è un posto dove se vuoi, la mattina te ne vai al mare – e che mare – scegliendo tra scogli, sabbia fine o grossa, spiaggia libera o attrezzata, e al pomeriggio, in meno di un’ora, puoi andare a rasentare i 2000 metri di Pizzo Carbonara.
È la capitale non dichiarata delle Madonie. Tutti lo riconoscono tra sé e sé (o tra se e ma) ma nessuno lo afferma chiaramente, tra gli abitanti di questa stupefacente parte dell’Isola situata tra Palermo Messina e un po’ di Caltanissetta, senza essere né palermitana né messinese né tanto meno nissena. Troppo orgogliosi, ad esempio, i castelbuonesi; troppo fieri i “maurini” (abitanti di San Mauro Castelverde); troppo prudenti i “lascaròti” (Lascari); e chi più ne ha più ne metta. Però tutti o quasi vanno a Cefalù quando c’è da recarsi presso un ufficio, oppure per un consulto specialistico, oppure per andare da un avvocato di semi-grido, o ancora per far nascere un bambino…Oops, non più!

Perché per un provvedimento di indescrivibile mancanza di senso logico, sfornato dall’assessorato alla Sanità e difeso a spada tratta dall’assessore Massimo Russo, il punto nascite del nuovo ospedale San Raffaele Giglio – fiore all’occhiello della sanità siciliana – è destinato a chiusura poiché non raggiunge per poche unità i 500 parti l’anno.

In compenso le puerpere madonite potranno essere scomodamente deportate presso l’ospedale Salvatore Cimino di Termini Imerese, meno attrezzato, neanch’esso raggiungente la magica soglia salvezza dei 500 parti l’anno, ma più vicino al capoluogo panormita, posizione dalla quale, magari, ha tratto un vantaggio di “prossimità” dalle più benevole stanze dell’assessorato di piazza Ottavio Ziino. O anche no.

Fatto sta che il candidato neonato di genitori “maurini” dovrà d’ora in poi sobbarcarsi un viaggetto di un’ottantina di chilometri tra il tortuoso, il franato e, alla fine, l’autostradato, rispetto ai neanche 40 di prima (Cefalù); lo stesso dicasi per il candidato alla nascita pollinese, e così via.

Inutile suggerire soluzioni al problema, tra l’altro non richieste, ma facilmente studiabili. Ritengo però doveroso far notare che il non poter far più fregiare esseri umani che si affidano a strutture pubbliche della scritta “nato a Cefalù” sui propri documenti rappresenta secondo me un crimine contro la bellezza, prima ancora che un’ingiustizia contro una zona tanto peculiare della nostra gioiosamente irredimibile Sicilia.

9 commenti

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  1. Tortuoso, franato, autostradato ed è fatta :)

    Aldo raine il 16/07/2012 alle 09:16
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  2. Il problema sanità è serio. Il punto di partenza della riforma, volendo dare per scontata la buona fede del riformatore, è l’abolizione di reparti e ospedali nati per ingaggiare squadroni di primari, assistenti, infermieri e ausiliari, assunti non per bisogni del territorio ma per i soliti motivi elettorali. Accorpando due ospedali vicini si ottiene spesso un risparmio evidente e un (teorico) miglior impiego del denaro.
    Su qual’è il criterio di scelta tra due struttre parallele permane il buio più fitto. Perchè chiudere Cefalù e non Termini Imerese, e non viceversa? Bisogna dare per scontata, oltre che la generica buona fede del riformatore, anche la bontà tecnica della scelta?
    Bel mistero.

    gianfranco il 16/07/2012 alle 09:44
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  3. Credo che non saranno chiusi i reparti interessati – o come si chiamano adesso – ma semplicemente non si nascerà più. Per amor di verità, comunque, resta veramente arbitrario il criterio adottato dall’assessorato nel decretare la chiusura di Cefalù e la “salvezza” di Termini Imerese

    Massimo Puleo il 16/07/2012 alle 10:39
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  4. solo una politica regionale miope e sterile di contenuti, fatta di cose annunciate e di marketing più che di sostanza, poteva rendere il baricentro delle 478/480 nascite l’anno non compatibile con le 500 richieste per mantenere il punto nascite.il CGA fa l’esecutore materiale di una scelta sciagurata scritta da un governo regionale che si prepara a dare un altro colpo gravissimo in questi giorni con la vicenda s.raffaele giglio, nella quale si continuano a cercare le zone grigie più che le verità chiare e nette.

    Giuseppe Bianca il 16/07/2012 alle 12:18
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  5. il provvedimento assessoriale un senso, molto logico, ce l’ha: salvare vite umane.
    Ma nella vita esistono delle priorità, ed evidentemente, la priorità per qualcuno è fare nascere il proprio figlio a 2 passi da casa, piuttosto che farlo nascere in sicurezza.

    mah il 17/07/2012 alle 11:19
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  6. Ma il CGA, recentemente, non ha dato ragione all’assessore?

    punzo il 17/07/2012 alle 11:35
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  7. A che dire di quelli: Nato a Petralia Sottana, che bastava che arrivavi a Tusa e sconoscevano questo pasino sulle alte Madonie.
    :-Ma perchè c’è l’ospitali???
    Bhè si, vi sono nate generazioni di bimbi madoniti, il bacino di utenza, checchè ne pensino le menti lucide dei nostri amministratori è vastissimo.
    Nenti ci fa….. tutti ntermini meresi!!!
    Geni.

    lufio il 17/07/2012 alle 12:16
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  8. mah! io contesto che queste vite si salvino a termini imerese e non in un posto più baricentrico rispetto alla porzione di provincia da servire, che sarebbe – secondo la logica – cefalù.

    Massimo Puleo il 17/07/2012 alle 14:17
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  9. Ormai l´ospedale di cefalú e destinato a chiudere , dopo il falimento dell´istittuto san raffaele,, la regione a finaziato su termini, piú di duemillioni64milaeuro ,per nuovi progetti, poi,,aggiungo nuovo reparto pedriattico unico nel compressorio termitano con posti letto d´´ eccellenza!!!l´ospedale termitano deve essere atrezzato di tutto, ché puó,, koprire tutto il nuovo consorzio termitano!!! alto e basse madonie!! !MASSIMO PULE…termini cefalú e vista da solo 15 kilometri l´ospedale termitano e la seconda struttura ospedaliera piú grande che ce in sicilia ecc, e stato costruito per il compressorio, termini madonie!! la regione a scelto una struttura pubblica, appunto termini.anche il tar a datto raggione a termini mi sembra normale..

    esso il 05/09/2013 alle 10:30
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