i fatti dopo il ragionamento

Il make up giusto dopo le botte

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Lauren Luke è una delle voci più autorevoli della rete in fatto di make up. Non si smentisce nemmeno nel suo ultimo video, che sarà utilissimo a molte donne: il tema è “Come apparire al meglio la mattina dopo”.

In questo caso, però, il “dopo” non si riferisce al giorno che segue una focosa notte d’amore, ma alle botte del partner.

Il volto della stilista è infatti segnato da lividi, contusioni, ferite di una donna a cui poco è stato risparmiato. E ora lei, con assoluta e britannica professionalità, insegna a tutte noi come mascherare le percosse: potrebbe tornare utile, non si sa mai.

Il partner ci ha spinte contro il tavolo e abbiamo un livido violaceo attorno all’occhio? Ecco come fare per mascherarlo. Nessun problema nemmeno per quello spacco al labbro causato da un anello o dall’orologio di chi ci picchia. Se poi ci ha messo le mani attorno al collo possiamo sempre coprire i segni con i capelli o, se non li abbiamo abbastanza lunghi, con una sciarpa…

La lezione di make up potrebbe continuare, ma si sentono dei rumori. È tornato lui. Lo sguardo di Lauren cambia, è colmo di terrore, spegne in fretta e furia la webcam. Fine della lezione su come ostentare normalità dopo le botte. La recita dell’umiliazione continua anche dentro casa per il 65% delle donne con l’arrivo del partner/marito/fidanzato/amante. Chiamatelo come volete. Tranne uomo.

6 commenti

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  • 24 luglio 2012 10:43

    Il fatto che domenica a Palermo alla manifestazione contro i femminicidi abbiamo partecipato migliaia di persone è un bel segnale.

  • 24 luglio 2012 11:17

    Solo chi lo prova sulla propria pelle e sulla propria faccia può capire il dolore(non solo fisico) che si prova quando tuo marito, stimato professionista palermitano, a tavola davanti a tuoi figli timolla una sberla di manrovescio. e devo stare zitta, e devono stare zitti…
    E il sapore del sangue del labbro spaccato si mischia con l’insalata.
    Vergogna e umiliazione indescrivibili

  • 24 luglio 2012 11:26

    Rita, capisco le difficoltà, ma se tu lo denunciassi sarebbe un professionista un po’ più stronzo e un po’ meno stimato.

  • 24 luglio 2012 14:55

    Rita la prossima volta che lo rifà, sbrandellagli una bottiglia in faccia, lo mandi in ospedale, prendi figli e bagagli e lo mandi a cagare. E ti faccio vedere che la prossima volta, con qualche altro individuo, ci ripenserà molte volte prima di rifarlo. Purtroppo a volte ci vuole un atto di forza per cambiare le cose, perchè questi esseri invertebrati, l’educazioni e le cose dette a bassa voce, proprio non le capiscono.

  • 24 luglio 2012 17:17

    Grazie delle tue parole, Rita. Sono un pungno nello stomaco, un salutare pugno nello stomaco. Ho sentito il sapore del sangue nell’insalata pur non avendolo mai sentito, ed è stato orribile. E’ difficile uscire dalla dipendenza fisica, psicologica, soprattutto per noi donne, abituate dai secoli all’obbedienza. E’ difficile ma è possibile. Il primo passo lo hai fatto, scrivendone. Se avrai bisogno di me potrai scrivere alla redazione. Intanto ti ringrazio di nuovo, ti abbraccio e ti auguro buona fortuna.

  • 30 luglio 2012 18:03

    Rita, grazie per le tue parole.
    Ma accetta un ribaltamento di prospettiva: non devi ribellarti solo per te, perché anche tu hai diritto alla dignità e alla felicità. Lo devi in primo luogo a quei figli che pensi di proteggere, inghiottendo sangue con l’insalata. Non devono crescere pensando che la violenza sia normale quotidianità da cui non si sfugge, non devono berla col caffè e latte; altrimenti non solo rischiano di subirla dal padre, ma un domani diventeranno padri violenti, madri succubi: adulti non sani, non felici. Salva i tuoi figli insieme a te.

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