i fatti dopo il ragionamento

Gemma, neo dottoressa dopo aver vinto il cancro

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Da grande farò il medico, aveva detto. Qualche giorno fa si è laureata. Con un testimone d'eccezione: il medico che l'ha curata.

Sono in treno, sto andando verso Roma per imbarcarmi sul volo che mi condurrà a Palermo. Tanti pensieri in mente, tanta emozione ancora da smaltire dopo questo breve viaggio a Siena, dove sono andato per assistere alla proclamazione della laurea in Medicina e chirurgia di una mia vecchia conoscenza, che adesso è diventata una nuova collega. Una collega molto speciale, almeno per me. E ciò spiega la mia emozione.

Il 18 luglio Gemma – così si chiama la collega – si è laureata all’età di 24 anni con il massimo dei voti, 110 e lode. Sono molto orgoglioso e non solo per lei. E sapete perché?

Perché Gemma poco più di dieci anni fa è stata una mia paziente, affetta da una grave patologia tumorale. Nel febbraio 2002, infatti, è stata ricoverata nell’unità operativa di Oncoematologia pediatrica dell’Ospedale dei Bambini di Palermo. Diagnosi: leucemia promielocitica acuta, grave forma di leucemia acuta che, specialmente nella fase iniziale, presenta una mortalità alta. Lo ricordo come se fosse ieri: lei e i suoi familiari erano distrutti.

Abbiamo combattuto per molti mesi la battaglia contro la leucemia, attraverso un percorso diagnostico e terapeutico denso di potenziali pericoli per la vita di Gemma. Ma lei, fin dai primi giorni, ha tirato fuori tutta la grinta e la determinazione che aveva in corpo.

Grazie a un’alleanza formidabile tra la nostra équipe, Gemma e i genitori Luigi e Sandra, siamo riusciti a superare tutti gli ostacoli e le difficoltà che la malattia ed il relativo trattamento ci hanno posto davanti. La cura è durata due interminabili anni.

Un giorno Gemma ci ha detto: se guarirò, studierò per diventare un medico. Accade spesso che nei nostri reparti, bimbi e ragazzi affascinati per certi versi dal nostro lavoro manifestino il desiderio di percorrere le nostre tracce in ambito professionale. Ma nella maggior parte dei casi, con il passare del tempo, questo proposito si diluisce fino a dissolversi del tutto. Gemma ha perseguito con determinazione questo obiettivo e lo ha centrato con una dedizione eccezionale.

A questo penso adesso su questo treno. Alla forza di un convincimento, alla vittoria più bella perché difficile, alla rivincita nei confronti di una malattia che combattiamo ogni giorno che il Signore manda in terra.

Gemma è il nostro premio più ambito.

Paolo D’Angelo è il direttore dell’unità operativa di oncoematologia pediatrica dell’Ospedale dei Bambini di Palermo

9 commenti

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  • 23 luglio 2012 11:00 Congratulazioni a Gemma. Che il suo, sia un futuro lungo e pieno di soddisfazioni. E a lei dottore tanti e tanti complimenti. E’ bello, qualche volta, sentire di questi successi. Auguri a entrambi
  • 23 luglio 2012 12:38 Una storia meravigliosa. Bravissimi!
  • 23 luglio 2012 13:14 Un grande merito a di Palermo che non publica solamente notizie relative a malasanita! Senza dubbio questi articoli danno un grande sostegno umano a quanti soffrono e sono in cure per le malattie neoplastiche.Sarebbe bello dare voce a quanti e sono numerosi hanno superato questa terribile malattia.
  • 23 luglio 2012 18:52 tutti bravi
  • 25 luglio 2012 11:51 Lassù c’è qualcuno che ci guarda!
    Penso che Gemma è stata scelta per quello che farà ancora.
    Sarà un privilegio poterla incontrare.
  • 25 luglio 2012 12:26 Quando si è ammalata c’erano molti giorni in cui la guardavo, così debole e distrutta, che non avrei mai pensato che sarebbe tornata a essere la mia Gemma, la Gemma che era prima. Questa è la testimonianza che non solo si torna alla vita, ma si torna ancor più luminosi.
    Grazie ai dottori che l’hanno fatta rinascere e auguri a chi purtroppo sta andando incontro o andrà incontro a questa brutta malattia.
  • 25 luglio 2012 17:24 Sicuramente Gemma è tornata più luminosa che mai!! E sono sicura che darà questa gioia di tornare a risplendere a mille altre persone ancora ! Di persone così forti, in gamba e speciali non ce ne sono molte in giro….
    ringrazio il Signore, i dottori, i genitori e soprattutto lei per avermi dato l’onore e la gioia di conoscere una persona così!
  • 25 luglio 2012 17:50 Il mestiere del medico sarà sicuramente difficile, ma quando avvengono certe cose non si può che amare il lavoro che si fa. Ringrazio tanto il dottore che mi fa sperare in una sanità migliore di ciò che si sente in giro. E soprattutto ringrazio Gemma, che con la sua testimonianza di vita mi ha insegnato a non abbattersi mai, neanche quando il Male sembra essere invincibile!!
  • 26 luglio 2012 11:12 Comprendere alcune cose cosi immani é davvero complicato e difficile; solo coloro che l hanno subita,direttamente o in-direttamente, possono rendersi conto di quanto tutto sia immensamente difficile. Grande plauso a Gemma :* ed alla sua famiglia e un grosso “SVEGLIA” a chi ancora crede nella presenza e aiuto di quello che definite SIGNORE ! il medioevo é passato da piú di 600 anni cazzo!
    Aiutate la ricerca e non la casta religiosa!

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