Analisi

Ingroia, la luce sui misteri
e la luce dei riflettori

Il procuratore aggiunto di Palermo è sovraesposto. E non solo per effetto delle sue coraggiose indagini...
ingroia

In questo periodo qualunque umore della nazione, qualunque parere, qualunque recondita speranza, qualunque malumore più o meno giustificato passano attraverso la figura e il ruolo del magistrato Antonio Ingroia. Tanto che se lo stesso Ingroia annuncia che per un anno andrà a lavorare per l’Onu in Guatemala, subito nasce un movimento di persone che vogliono che lui rimanga in Italia. Oppure, se il magistrato entra istituzionalmente in conflitto col Capo dello Stato si concretizza immediatamente una cordata di solidarietà a suo favore.
Il dato incontrovertibile è che il procuratore aggiunto di Palermo ha una forte sovraesposizione in questo momento. E ciò non è positivo: per la sua sicurezza e per le sue indagini, innanzitutto.
Ingroia ha più volte rivendicato il suo diritto di parola in quanto cittadino e in quanto “partigiano della costituzione”, spogliandosi virtualmente del ruolo di magistrato.
In realtà – ed è questo il punto cruciale – se un magistrato parla anche da cittadino non si spoglia di nulla, ma anzi si veste di un ruolo che in talune occasioni sarebbe bene non assumere. L’errore più frequente che si compie in questi casi, cadendo dal pero, è chiedere: ma un magistrato non ha i diritti di un normale cittadino?
Certo che sì. Ma ci sono ambiti in cui non è giusto che li eserciti. Perché magari rischia di condizionare l’opinione pubblica quando le indagini sono complesse e hanno bisogno di un auditorium neutrale.
Antonio Ingroia è un magistrato coraggioso che ha condotto indagini importanti. Non è detto che il suo valore si riverberi automaticamente in tutte le attività pubbliche in cui si cimenta. Sbagliano i soloni (soprattutto del centrodestra) che vorrebbero imporgli il silenzio. Sbaglia lui quando, per dimostrare la sua indipendenza, cade nella trappola della sovraesposizione mediatica.
Insomma, la luce che tutti gli onesti si aspettano da lui su trame e delitti non è certo quella dei riflettori.

Un commento

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  1. un analisi di una lucidità non comune in una terra di chiaroscuri dove è difficile a volte chiamare le cose per nome e cognome.

    giuseppe bianca il 01/08/2012 alle 17:09
    (0) (0)

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