i fatti dopo il ragionamento

Le incerte eredità del governo Lombardo

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Le dimissioni si portano dietro una sfilza di interrogativi. Dai tagli alla spesa al crac finanziario. Fino al nodo delle alleanze. Dimissioni Lombardo | Blog diPalermo.it

Così come era iniziata, e poi proseguita, anche la fine della legislatura arriverà portando con sé un clima di incertezza e parecchi gialli da chiarire.

Lombardo si dimetterà oggi alle 16,30. Andrà all’Ars e dopo quattro anni e tre mesi in cui ha cambiato cinque governi (mettendo dentro una cinquantina di assessori e tutti i partiti rappresentati all’Ars) rassegnerà le dimissioni. Fine. Da ora in poi si parla solo di elezioni.

Già, ma i tagli alla spesa della Regione e le misure di risanamento che dovevano servire a evitare il default finanziario, con tutto quello che ne consegue? È quasi certo che non si faranno, a meno che nella mattinata di oggi non si riesca a fare ciò che non si è fatto negli ultimi anni ottenendo sul filo di lana – meglio, sul suono del gong – un via libera prima dalla commissione Bilancio e poi dall’aula di Sala d’Ercole. In caso contrario Lombardo consegnerà al prossimo governo – e alla campagna elettorale – il tema della riduzione del personale della Regione e dei tagli ai finanziamenti in tutti i settori. A chi toccherà fare i tagli, e quali settori colpiranno? E la Sicilia eviterà ugualmente il crac, malgrado un ritardo di tre mesi sugli impegni presi con Monti? Lo scopriremo solo dopo le elezioni.

C’è poi il capitolo alleanze. Lombardo scioglie l’Ars (per effetto delle sue dimissioni) dopo avere distrutto centrodestra e centrosinistra spaccando anche i partiti al loro interno. E senza che siano state formalizzate nuove alleanze. Con quale schema si andrà al voto? E con quali candidati? Bisognerà attendere i prossimi giorni, in pieno agosto, per capirne di più.

Infine, Lombardo se ne va tenendo ancora in mano le chiavi della Regione: resterà in carica per l’ordinaria amministrazione fino alla data delle elezioni. E cosa farà in questi tre mesi a Palazzo d’Orleans? Anche in questo caso, per saperlo bisognerà attendere.

3 commenti

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  • 31 luglio 2012 08:49 Mi chiedo se finirà mai questo oscurantismo che ci perseguita da vent’anni. La desertificazione culturale, progressiva, inarrestabile, di questa gentaglia che ci ha governato è vomitevole.
    Non se ne può più.
  • 31 luglio 2012 19:10 Lascia ch’io pianga
    e che sospiri la libertà.
    [G.F. Händel, "Rinaldo", aria] ;-D
  • 05 agosto 2012 12:42 Ennesima vicenda tragicomica alla Regione Sicilia. Il parlamento siciliano, per fermare le emorragie finanziarie imposte all’ente dal presidente Lombardo per i suoi impulsi incontrollabili a conferire consulenze e incarichi, ha dovuto confezionare e approvare d’urgenza un’apposita legge, battezzata subito “legge blocca-nomine”. Presidente azzoppato? Non contateci, il personaggio ha creatività (e virtuosismo fiuta-consenso elettorale) da vendere.

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