Botta

L’analisi politica
dei rifiuti sotto casa mia

Chi l'avrebbe mai detto, sapete cosa ho scoperto? Che le discariche di Orlando sono identiche a quelle di Cammarata
immondizia

Quando viene un amico forestiero la butto sul ridere, dico che fa parte del folklore locale.
Oggi compie due mesi di vita. Quasiquasi organizzo una festicciola. Si può dire che l’ho vista nascere. Un po’ per volta, sacchetto dopo sacchetto.
La mia discarica di riferimento.
Intorno a lei, poco distante, i cassonetti vengono svuotati abbastanza regolarmente, ma di fronte alla mia discarica gli addetti passano oltre: non è compito loro.
È sorta quasi per caso, con un singolo conferimento fuori luogo attorno alle campane per la raccolta differenziata, che tanto nessuno le svuota mai. Poi i bravi cittadini hanno pensato: ce ne sono già tanti, uno in più che ci fa? E mollavano anche il loro sacchetto.
E così via: mobili dimessi, vecchi materassi, persino un’antenna parabolica che si sono fregati subito.
Ogni tanto un randagio afferra un sacchetto e lo trascina da parte, in mezzo alla strada, come se anche a lui ripugnasse procurarsi il cibo in mezzo a tanto schifo. Fruga, non trova niente alla sua altezza, e se ne va sdegnato. Malgrado l’effetto disgregante dei cani, tuttavia, la discarica mantiene una sua discreta compattezza. Per il suo complemese l’ho misurata: è alta mediamente novanta centimetri, su un fronte di una quindicina di metri.
L’ho anche esaminata, sia sotto il profilo contenutistico sia sotto quello politico. E posso assicurare che – forse non ancora quantitativamente, ma di sicuro da un punto di vista qualitativo – la munnizza di Orlando è identica alla munnizza di Cammarata.

12 commenti

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  1. Bè Roberto, consentirai che, più che una problema “politico” è un problema di educazione

    GIUSEPPE il 02/08/2012 alle 09:45
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  2. Forse per cultura, forse per folklore, ma di certo è nel DNA che bisogna andare a scavare. Il popolo palermitano, a causa delle dominazioni subite nei secoli, di variegata estrazione geografica e storica, ha strutturato il proprio DNA in maniera del tutto difforme dagli altri esseri umani, ma non solo dagli altri simili italici, anche dagli stessi siciliani “esterni” alla conca d’oro.

    Sicuramente avrete presente lo schema di una molecola di acido desossiribonucleico. L’acido desossiribonucleico è un polimero i cui monomeri sono detti nucleotidi. Ogni nucleotide è formato da una base azotata legata ad uno zucchero a cinque atomi di carbonio a sua volta legato ad un gruppo fosforico. Capito? Bene. L’immagine di questa molecola è una specie di spirale sinuosa come una danzatrice del ventre, che si attorciglia su se stessa con soavi movenze e “ancheggiamenti di bacino”, un belvedere, insomma.

    La molecola del DNA del palermitano è strutturata in maniera completamente diversa. Anche difficile da spiegare a parole. Per dare un’idea della consistenza di questa molecola provate a immaginare quelle bancarelle abusive che ci sono per strada, circondate da nugoli di persone a tutti gli orari, soprattutto nelle prime ore pomeridiane, “sutt’u picu ru suli”, che si individuano anche a chilometri di distanza, seguendo i segnali di fumo o, più semplicemente, quel classico odore di barbecue (della serie: Va’ dove ti porta il naso).

    Per farla breve, la molecola di DNA del palermitano altro non è che una “stecca di stigghiola”. Ed ecco anche spiegati i limiti geografici di appartenenza di codesta nobile stirpe.

    Fatta questa breve ma doverosa premessa, appare chiaro come i comportamenti del palermitano siano riscontrabili esclusivamente nel solo territorio in cui il palermitano stesso vive e opera. Detti comportamenti sono, pertanto, “figli” del DNA, quindi della “stigghiola” che c’è in ognuno di noi.

    Quindi: non scandalizziamoci se “uno di noi” si ferma, per esempio, in farmacia, compra i medicinali e, rientrato in macchina, approfittando della semioscurità, lascia scivolare il sacchetto di immondizia, che portava a spasso da ore, tra il marciapiede ed il ciglio della strada pur avendo il cassonetto sotto casa, ma siccome quando era uscito da casa erano le sedici e trenta e non si poteva gettare, lo aveva portato a spasso e l’aveva dimenticato ma quando se l’era ricordato sapeva che quando arrivava a casa era troppo tardi e non si poteva gettare più…

    Perché il palermitano, sembra che non rispetti le regole, invece le rispetta, eccome. Se l’orario di raccolta dei rifiuti è dalle ore 17,00 alle 20,00, il palermitano, qualora non riesca a gettare il rifiuto nel cassonetto entro quella fascia oraria, non lo getta più… nel cassonetto, lo getta per strada! Ma gli vuoi contestare che non rispetta gli orari?

    Carlo VII il 02/08/2012 alle 10:06
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  3. … e vogliamo parlare delle “montagne di munnizza” che si formano nelle zone “servite” dalla raccolta differenziata!!!! Scene infernali a cui assistiamo giornalmente senza che venga preso alcun provvedimanto. Vi faccio un esempio: angolo via U. Falcando con la via Cataldo Parisio, tonnellate di spazzatura lasciate marcire sotto il sole (ma in effetti la situazione è così da quasi 2 anni, da quando è partita la differenziata nella zona!!!!) nei punti in cui prima erano presenti i cassonetti (che sono stati rimossi) e che i nostri cari concittadini continuano ad eleggere come punto in cui creare una discarica. Poi, più o meno una volta ogni dieci giorni arrivano una ruspa e un camion e rimuovono tutto (dopo 10 giorni immaginate la situazione!!!!). Non passa neanche un’ora e ovviamente la montagna comincia a riformarsi. Il tutto nell’indifferenza generale. Davvero i palermitani hanno un DNA diverso dagli altri esseri umani!!!
    P.S. Ovviamente l’intervento della ruspa ha come conseguenza la completa DISTRUZIONE del marciapiede su cui si forma la montagna di spazzatura… ma questa, figuriamoci, è una cosa priva di interesse!!!!!
    E poi sempre nella via U. Falcando abbiamo anche la seconda discarica, proprio alle spalle della Scuola Media Leonardo da Vinci

    Antonio il 02/08/2012 alle 10:45
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  4. proprio per questo credo che il problema più che politico o di educazione, sia proprio…genetico, quindi praticamente irrisolvibile a meno di interventi tipo la pecora clonata…

    Carlo VII il 02/08/2012 alle 10:52
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  5. Comunque non è identica, così ti pare perchè sono simili.
    Se guardi bene quella di Cammarata sta sotto, quella di Orlando sopra.

    gianfranco il 02/08/2012 alle 11:06
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  6. cari commentatori del post: ora parlate di maleducazione, ora che Orlando è sindaco. parlavate così quando il sindaco era cammarata? fate un po’ ridere. come cammarata. e anche come orlando

    chimalafiura il 02/08/2012 alle 17:32
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  7. Di chi sia sia la colpa, il problema c’è e chi si è offerto di risolverla, la risolvi. Se no che differenza fa? Ah.. c’è lo scaribarile, quello della colpa non è mia… e intanto soffochiamo na munnizza.
    In un post su facebook il neo Sindaco aveva assicurato che malgrado l’incendio di Bellolampo, la raccolta “ORDINARIA”, almeno quella, veniva comunque assicurata.
    5 giorni (e magari) che i contenitori di via C. Terranova (tanto per citare una delle tantissime vie) non vengono ripuliti e l’immondizia ha ripreso il suo corso lungo i marciapiedi, con annesso fetore e pericolo per chi ci passa vicino.
    No caro Sindaco Orlando, di questo passo non sei per nulla diverso di chi ti ha preceduto e i Bla Bla riservali per le chiacchiere da bar dello sport.

    OdRosanero il 02/08/2012 alle 20:34
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  8. @chimalafiura
    Il suo commento denota o una giovane età o la totale disinformazione. Il Sindaco ha risposto in maniera più che appropriata. Aggiungo, caso mai non lo sapesse o l’avesse deliberatamente dimenticato, che sotto la gestione Cammarata l’Amia aveva istituito rappresentanze a Dubai (!!!) e avesse allegramente elargito megastipendi a dirigenti che neanche si presentavano in ufficio.
    E’ ovvio che, con queste connotazioni, la munnizza assume una altro aspetto. Io avevo eliminato il problema politico, lei lo ripropone, con il risultato, ovviamente, che le si ritorce contro. E con l’altro risultato, purtroppo, che le porcherie di cammarata, si ritorcono contro di noi

    GIUSEPPE il 03/08/2012 alle 09:35
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  9. Come glossa all’articolo di Alajmo si potrebbe obiettare che la munnizza più che di Cammarata (prima) o di Orlando (ora) è dei “panormiti” (una corposa maggioranza, s’intende) troppo centrata su di sè per poter minimamente considerare che l’orario del conferimento dei rifiuti (dalle 18 alle 22) ha un senso e non è una sovercheria a chi – idolatra di se stesso e alieno da ogni civica virtù – “preferisce” buttare (in contenitori perennemente aperti, peraltro) il proprio involto di pattume nelle ore mattutine cosicché esso ammorberà l’aria per tutto il giorno.

    Quanto sopra non “assolve”, ovviamente, l’amministrazione comunale dai propri limiti: ci sono strade che non vengono spazzate per intere settimane (ricordo che nella zona di Via Veneziano, dove io abito, i resti del Capodanno rimasero “a ricordo della festa” almeno sino alla metà di Gennaio), l’Amia non effettua più il ritiro a domicilio dei rifiuti ingombranti (se non per anziani e disabili, basta andare sul sito dell’azienda) e la raccolta differenziata “porta a porta” a giorni assegnati s’è rivelata un enorme bluff, un nascondere la polvere sotto il tappeto (cioè gli androni dei condomini il più delle volte, fuor di metafora) atteso che i turni di raccolta previsti sono non una certezza, ma, un atto di speranza (per chi la coltiva ancora).

    Pietro Bolenares il 03/08/2012 alle 11:48
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  10. @GIUSEPPE
    Grazie per la giovane età che Lei mi attribuisce. E’ la conferma delle Sue indubbie capacità di percezione politica: ho infatti superato di recente i sessanta. Ma nello spirito sono un ragazzo, dunque mi piacerebbe poterLe dare ragione. Anzi, Le do assolutamente ragione. Ma solo in questo.
    Il resto lo lascio alla capacità di osservazione di chi legge e di chi può andare in giro per strada, a vedere da sé che l’immondizia – come bene scrive Alajmo – puzzava sotto Cammarata e puzza con Orlando. Però, secondo lei, puzza solo di Cammarata. E vabbè.
    Quanto alla disinformazione, mi permetto di ricordare, a Lei che è informato, che l’Amia è sotto gestione commissariale giudiziale da ormai qualche anno, e lo era anche negli ultimi due anni della sindacatura Cammarata.
    Credevo di essere stato chiaro, ma non ci sarò riuscito: io Cammarata mi guardo bene dal difenderlo. Ma lui parlava esattamente come Orlando, dicendo che l’Amia non era cosa sua e che in particolare gli ultimi disastri erano colpa dei commissari nominati dal tribunale.
    Mi chiarisca allora qual è la differenza tra i due, con riferimento all’evidente incapacità del Comune di fronteggiare questa emergenza. Poi parleremo di Dubai e di tutto il resto. Ma il punto trattato dal post è un altro: questa amministrazione, messa di fronte a un guaio e a un imprevisto, dimostra di essere come tutte le altre.
    Purtroppo

    chimalafiura il 03/08/2012 alle 17:51
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  11. Quoto Giuseppe.

    OldRosanero il 04/08/2012 alle 10:07
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  12. Occorre cambiare le teste!
    Sapete tutti che è vietato gettare la munnizza fuori dagli orari stabiliti. Il motivo è semplice, si corre il rischio che alle 11 del mattino, il catone sia colmo e puzzolente. Facile, chiaro, banale.
    Ecco detto.
    Sapete a che ora i solerti dipendenti della ditta di pulizia che opera presso un noto assessorato cittadino, conferisce almeno 30 sacchi neri nei contenitori?
    Alle 7.30!!!!

    lufio il 06/08/2012 alle 12:01
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