Passi falsi

Acquasanta, un caso
di scoliosi amministrativa

La retromarcia del Comune sulla pedonalizzazione fa sorgere un dubbio: ma i quartieri appartengono ai commercianti o ai cittadini?
acquasanta

Il Comune di Palermo aveva deciso l’istituzione di un’isola pedonale nel rione Acquasanta. Il provvedimento era indubbiamente coraggioso in una città in cui si usa l’auto anche per andare a prendere un caffè al bar sotto casa. Ma l’entusiasmo è durato poco.
Nel giro di qualche ora l’assessore alla Mobilità Tullio Giuffrè ha annunciato la revoca dell’ordinanza di pedonalizzazione con queste parole: “L’amministrazione comunale ha preso atto delle dichiarazioni dei commercianti della zona, secondo cui gli attuali livelli di vendita al dettaglio sono ottimali e la qualità della vita dei residenti è ottimale. Non possiamo che prendere atto del fatto che i commercianti e i residenti hanno ritenuto inutili gli interventi volti a valorizzare il potenziale turistico della borgata, chiedendo in modo unisono e a gran voce che sia lasciato il transito libero ai veicoli a motore”.
Da queste righe si desume che il Comune ha emesso un atto al buio, dal momento che dopo è bastato parlare con quattro negozianti per capire che l’Acquasanta è poco meno che l’Eden: la qualità della vita è buona anzi “ottimale”, roba che se lo sa Monti ci costruisce su una patrimoniale rionale.
Inoltre, sempre leggendo il comunicato, ci si accorge che se i residenti di una borgata ritengono inutile – non si sa come e perché, se con un referendum o con una raccolta di pizzini – un intervento dell’amministrazione pubblica basta che ne chiedano “in modo unisono e a gran voce” l’annullamento e come per incanto l’assessore fa retromarcia e toglie il disturbo quasi piegandosi in un inchino.
Quel che non sta scritto in nessun comunicato stampa, purtroppo, è che una città totalmente aperta alle auto è una città da terzo mondo. Solo nei centri urbani più depressi, sporchi, inquinati e incivili si circola liberamente 24 ore su 24. I palermitani dovranno farsene una ragione: nelle borgate marinare, nei centri storici, nelle aree di interesse turistico si circola a piedi. E’ così in tutto il mondo civilizzato e non da oggi.
C’è solo da scegliere se si vuole vivere a Palermo o a Mogadiscio.
La retromarcia del Comune sull’Acquasanta crea un pericoloso precedente non soltanto per l’analogo provvedimento che riguarda Mondello (dove infatti i commercianti hanno già messo in atto le stesse modalità di protesta selvaggia), ma anche per una ragione di pura coscienza civica: i quartieri non sono dei commercianti e dei residenti, ma sono di tutti i cittadini.
I particolarismi in questi casi sono sempre odiosi, perché sembrano forme di attenzione mentre in realtà sono, nel migliore dei casi, sintomo di scoliosi amministrativa.
A noi però servono schiene dritte per far marciare questa città.

3 commenti

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  1. Noto con disappunto che il palermitano crede che ancora nel 2012 debba poter arrivare a casa propria con l’automobile come se questo fosse uno dei diritti fondamentali dell’uomo! SVEGLIATEVI! Ci sono posti dove pedonalizzazzione significa che le automobili NON PASSANO, nessuna, quale pass per residenti e cavolate del genere!! I residenti, se vogliono, vanno a piedi. Perfino a Palermo c’e’ un nobile esempio, via P.pe di Belmonte…strano che vi siano le quotazioni immobiliari piu’ alte di Palermo…COME MAI?? Vista la difficolta’ ad arrivare a casa dovrebbero regalarle ste case…
    Non parliamo poi di paesi civili come la Svizzera e la Germania, solo per citarne alcuni, dove interi quadrilateri sono completamente chiusi A TUTTI e la gente stranamente (saranno super eroi) riesce ad arrivare a casa e, pensate un po’, perfino a viverci! Incredibile! Ma SVEGLIATEVI! Siete mai andati oltre Cefalu’?? Vi farebbe bene, siete retrogradi! Ogni Palermitano dovrebbe avere dei viaggi obbligatori da svolgere durante l’hanno per andare a fare formazione civile all’estero e vedere come funziona il mondo civile, non questo letamaio di citta’!!

    Manfredi Scalchi il 04/08/2012 alle 09:53
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  2. Il quartiere Acquasanta non appartiene ai residenti nel quartiere Acquasanta, come a nessuno di noi appartiene la strada che passa davanti la porta di casa. E’ corretto interpellare gli abitanti di un quartiere qualora si decida di apportare migliorie (o quelle che che si reputino tali), ma è ridicolo pensare che sulla viabilità e sulla sistemazione urbanistica di un quartiere abbiano potere decisorio le persone che in quel momento storico ci abitino.
    La cosa ancora più ridicola è che non credo proprio che la volontà si sia espressa con una sorta di referendum; più probabile che lamentele siano arrivate all’orecchio del don totò di turno, che avrà delegato un portavoce istruito per esprimere il corale disappunto.

    gianfranco il 04/08/2012 alle 16:57
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  3. Ha ha ha…manco in Nigeria!!! ha ha ha

    lufio il 07/08/2012 alle 12:16
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