i fatti dopo il ragionamento

Confindustria per i poveri

di

Confindustria | Blog diPalermo.it

Si è svolto nel salone della scuola Verga un pranzo che Confindustria Palermo ha offerto a duecento persone bisognose dell’Albergheria. Circa cinquanta imprenditori di Confindustria Palermo hanno offerto il pranzo: lasagne, vitello brasato, patate al forno, cannoli, panettoni, cassate al forno, plumcake, spumante. C’è chi ha offerto il pasto, chi i dolci, chi le tovaglie, chi la vigilanza. Tutti poi hanno servito a tavola, e hanno mangiato insieme agli ospiti.

L’iniziativa, interamente e carico di Confindustria Palermo, è stata organizzata grazie alla collaborazione delle associazioni Libero Futuro e Addio Pizzo, della preside Antonella Mancia della scuola Verga, dell’assessore comunale alla Scuola Barbara Evola, del rettore della Chiesa di San Francesco Saverio, padre Cosimo Scordato.


[ Immagine: © Confindustria Palermo - Policy]

9 commenti

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  • 30 dicembre 2012 14:03

    …….sembra proprio uno spot per Confindustria e Albanese……..non prestatevi a questi giochetti….

  • 30 dicembre 2012 14:39

    certo… la foto di Albanese che mangia e la bambina guarda #nonètantabella 🙂

  • 30 dicembre 2012 15:58

    A me sembra un’iniziativa lodevole, altro che giochetti.

  • 30 dicembre 2012 16:26

    E’ più che lodevole. Complimenti a Confindustria. Perchè non basta solo parlare, signor Francesco…

  • 31 dicembre 2012 00:05

    Bellissima iniziativa, siete dei grandi.

  • 31 dicembre 2012 00:40

    Questo significa umanità ……dovremmo sforrzarci un po’ di più tutti……….

  • 31 dicembre 2012 01:04

    mi piace e la condivido facciamo fare il giro a questa bellissima iniziativa…………

  • 31 dicembre 2012 01:32

    che bello!!!!!

  • 01 gennaio 2013 15:12

    Padre Balducci diceva “………a proposito  della Carità, che quando si esercita deve essere fatta nel silenzio, senza che la destra sappia quello che ha fatto sinistra, altrimenti il nostro compenso sarà dato solo dall’ammirazione degli uomini che rimarranno  colpiti dei nostri gesti”.
    L’ostentazione delle proprie “virtù” è ciò che annulla le virtù stesse.

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