i fatti dopo il ragionamento

L’Ideologia del traffico

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La città impossibile fra cantieri, isole pedonali improbabili e autobus che non passano. Pensate sia la lagna del solito automobilista disfattista? Per niente. Io sono una cittadina modello. E vado a piedi Pedone2 | Blog diPalermo.it

Io sono il cittadino modello. Quello che l’assessore al Traffico del Comune di Palermo Giusto Catania sogna anche la notte: mi sposto a piedi, non inquino, anche se respiro un sacco di porcherie. Uso i mezzi pubblici e faccio pure il biglietto. Non ho né macchina, né motorino, né bicicletta, solo le mie gambe. Non occupo triple file e non pago posteggiatori abusivi. Per me si dovrebbe pedonalizzare il mondo. Sono perfetta per una città attenta all’ambiente e alla vivibilità, per una metropoli europea che ama la bellezza e che mette prima di tutto il benessere dei suoi cittadini. Quindi non per Palermo.

Io sono infatti anche la prova vivente che in questa città il problema non sono gli “intellettuali forse di sinistra” (esistono?) che fanno tanto i progressisti e poi “prendono l’auto pure per andare a comprare il pane”, come sostiene Catania. Non che i palermitani siano propriamente dei cittadini modello come me, ma se si blocca tutto per quattro cantieri – e mi blocco pure io a piedi e coi mezzi – vuol dire che è la gestione complessiva del traffico a non funzionare.

Forse l’assessore non sa – ma ha mai viaggiato con l’Amat? – che per spostarmi dal palazzo di giustizia alla stazione spesso c’impiego lo stesso tempo che mi consentirebbe di raggiungere Parigi con un volo low cost, ossia due ore. Che prendo a volte fino a quattro autobus diversi, anche se esiste una linea diretta – il 122 – che però ha orari a dir poco variabili. E che, tra un mezzo e l’altro, mi faccio pure qualche chilometro a piedi per raggiungere le fermate.

L’istituzione dell’isola pedonale di via Maqueda – un’ottima idea per me – ha sconvolto però non poco i miei itinerari: transito vietato anche ai mezzi pubblici (non accade in nessun altro posto al mondo) senza potenziare le corse, rivedere gli itinerari e aggiungere qualche fermata. Esattamente come quando si ebbe l’idea geniale di chiudere la Favorita: nel parco c’erano dieci persone (non si è mai capito a fare cosa) mentre il resto della città – in macchina, in autobus, in bici, a piedi – era bloccato intorno.

Per fare un’isola pedonale non basta chiudere una strada, bisogna organizzare tutto il resto: pensare al mezzo pubblico (che non può essere trattato come un vile mezzo privato) e ai percorsi alternativi. E se ci sono dei cantieri che rivoluzionano temporaneamente la viabilità, se necessario – come si farebbe in qualsiasi posto civile – si sospende anche un’isola pedonale.

Qui no, si va avanti per partito preso, ideologicamente, senza ascoltare i cittadini, facendo finta che l’inferno non esista, chiudendosi nell’Iperuranio di chi sa già tutto e deve moralizzare un gregge di pecore. Ecco, io non sono una pecora, ma un cittadino modello. Quindi venga con me assessore Catania, la invito per qualche ora a vedere come stanno le cose lungo i percorsi che faccio ogni giorno. Biglietto pagato. Ci spostiamo coi mezzi, guardiamo con disprezzo tutti gli automobilisti, passeggiamo in un’isola pedonale a sua scelta e facciamo la rivoluzione insieme. Le assicuro che rinnegherà più di tre volte i suoi stessi provvedimenti tra il Massimo e la stazione.

6 commenti

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  • 03 aprile 2015 11:21

    Ma di che ti lamenti? Scoprirai i benefici delle tue quotidiane odissee fra cinquant’anni quando sarai vecchietta e ti ritroverai gambe di ferro, polmoni d’acciaio, un cuore giovane e l’energia di una picciottella. Per te lo fanno, ingratissima donna.

  • 03 aprile 2015 12:40

    Lo stesso identico mio ragionamento.
    Dalla Statua all’ospedale militare, 2 ore e rotti…
    Come fare Palermo madrid…..

  • 03 aprile 2015 18:26

    Anch’io cittadino modello sprovvisto per scelta di qualunque tipo di mezzo di locomozione. Anche l’autobus, ormai…se passa; intanto comincio a camminare. E’ l’unica.

  • 03 aprile 2015 20:50

    Un paio di precisazioni: a Firenze, dove vivo, hanno costruito una linea per tram ed altre due le stanno costruendo adesso. I disagi sono notevoli dove ci sono i lavori in corso, ma dove c’è già il tram è un godimento. L’hanno fatto prendere pure al presidente Mattarella!
    Le zone pedonali sono rimaste tali, c’è solo un assessore al traffico con dei tecnici che studiano via, via percorsi alternativi. Avvisano i cittadini preventivamente e se sbagliano fanno altri itinerari. C’è da dire che i mezzi pubblici funzionano, molti usano le bici e le auto in sosta in seconda o terza fila sono limitate. Ma questo è un altro discorso.

  • 03 aprile 2015 21:20

    Io ho usato gli autobus parecchi anni addietro e allora non c’erano cantieri e neanche zone pedonali.
    Li ho usati sia nel periodo scolastico che in un primo periodo lavorativo successivo.
    Non erano adeguati agli orari di punta come credo non lo siano neanche adesso. E indipendentemente dal fatto che l’Amat fosse o meno in deficit o in pareggio e a prescindere dal sindaco che allora era anche Orlando.
    L’esperienza che ne ho avuta è tale che a seguire non più usato mezzi pubblici, a parte pullman per l’aeroporto o qualche sporadica destinazione fuori Palermo.
    Però nutro qualche curiosità per il tram e credo che mi farò almeno un giro, per verificarne la funzionalità.
    Andare a piedi può andare bene se il posto di lavoro non è troppo distante e io vanto ormai più di dieci anni di camminatina a piedi e sono stata semplicemente fortunata.
    In cambio mi sono dovuta trasferire in zona centrale e non è un merito. Quello che ho risparmiato in carburante l’ho aggiunto inizialmente all’affitto.
    Ci ho risparmiato nei tempi e nello stress del traffico, ma mi sono dovuta sorbire lo smog e i rumori della zona centrale. Che comunque conoscevo bene perché in passato vi abitava mia nonna.
    Inutile aggiungere che anche per fare qualche compera o andare in qualche ufficio vado a piedi. E’ inutile prendere l’auto.
    Ma per fare compere voluminose o portandosi la famigliola dappresso non si può andare a piedi e neanche con mezzi pubblici.
    Per cui pur abitando in zona centrale anch’io vado nei centri commerciali in periferia perché lo trovo decisamente più comodo.
    E’ invece abbordabile andare la domenica mattina al carrefour/oviesse di via Libertà in auto, è facile trovare posteggio nei pressi e c’è anche la corsia centrale della via chiusa al traffico e un minimo si respira.
    Di solito lascio anch’io per pochi minuti l’auto in doppia fila, quando sono di rientro, fermandomi dal panificio o dal tabaccaio, prima di posteggiare, non di rado faticosamente. O quando vado ad acquistare detersivi ma sempre se prendo l’auto per fare qualche giro largo, con varie destinazioni.
    In via Maqueda non vado da una vita, mai da quando è pedonalizzata, mi sono fermata qualche volta sotto i portici di via Ruggiero Settimo, senza andare avanti e ho trovato la zona di via Cavour impraticabile anche a piedi e un giorno me ne sono scappata per disperata.

  • 06 aprile 2015 20:15

    Uhm, non sento… ruggire. Devo preoccuparmi?

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