i fatti dopo il ragionamento

Il mondo parallelo del binario 1

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Una notte alla stazione Termini di Roma assieme ai senzatetto. Alla scoperta di una vita semplice fatta di solidarietà inaspettata e genuina. E dove il tuo angelo custode è un ghanese che ricorda Palermo con nostalgia Stazione | Blog diPalermo.it

Un appuntamento in Toscana d’improvviso. E decidere, una volta terminato il colloquio, come tornare a casa. Aereo da Pisa o treno da Livorno. L’emozione del ricordo del traghetto Caronte scioglie il dubbio. Vince il treno. Livorno centrale destinazione Roma-Termini come prima tappa. Ma la settimana di Pasqua è in agguato. I posti sul treno per Palermo delle 22.26 sono esauriti. Il tentativo di impietosire il cuccettista non parte nemmeno. Troppa confusione. Pazienza.

Vado alla biglietteria automatica per l’acquisto del biglietto per il treno della mattina seguente. Alla biglietteria automatica scopro il mondo del servizio clienti abusivo. Efficientissimo. Un ragazzo tunisino mi dà la dritta. Alle 23.17 parte il treno per Reggio Calabria da Roma Tiburtina. In cambio di due euro mi accompagna fino alla metro. Vai subito al binario 17, mi dice. Io al binario ci arrivo, ma il treno parte cinque secondi prima che io riesca a salire. Perso.

Torno a Roma Termini, mi rassegno a passare la notte in stazione. Sono in compagnia di tanti disperati che passano la loro vita lì, ma all’una la stazione chiude e sono costretto a uscire in strada. Un poliziotto mi vede, ma ‘ndo vai, se stai fuori te magnano. Mi indica il binario 1. Vai lì, non ti disturba nessuno. Vado. E scopro il mondo

del binario 1. Il mondo dei senzatetto, dei disperati raccomandati, quelli che non rompono le scatole e a cui è concesso di restare a dormire in stazione. Sono una quindicina. Mi si avvicina un ragazzone. Viene dal Ghana. Mi chiede, guardingo, da dove arrivo. Palermo, rispondo. Il suo grugno si trasforma in un bellissimo sorriso. Palermo, Mondello, che bella Palermo, mi dice con una nostalgia che sembra autentica.

Mi accompagna alla panchina dove potrò passare la notte e se ne torna alle sue cianfrusaglie. La serata è gradevole, non fa freddo, mi addormento con sonno pieno. Alle 4 apre il bar del binario 1. Cerco il modo per sdebitarmi dell’ospitalità ricevuta. Offrire soldi mi sembra offensivo, offrire la colazione mi pare una buona idea. Gentilissimo rifiuta per sé e per gli altri. Buona fortuna, amico. In bocca al lupo fratello.

La stazione riapre, Roma subisce la solita invasione del mondo, il customer service parallelo apre prima di quello ufficiale. Un ragazzo romano con la faccia truce risponde con un dignitoso inglese al quesito di una ragazza americana. La polizia vigila e tollera. Il mio treno parte puntuale. Mi lascio alle spalle e dentro il cuore una delle notti più belle della mia vita, la notte nel mondo parallelo del binario 1.

3 commenti

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  • 08 aprile 2015 14:31

    Bell’articolo, signor Massaro. Da far leggere ogni sera prima di andare a letto e ogni mattina prima di alzarsi dal letto, a quegli italiani che non hanno capito niente della realtà e credono che il primo problema dell’Italia siano gli immigrati che succhiano pure risorse agli italiani. Quando invece si è visto che poi queste risorse nn vanno a loro ma alle cooperative ed ai politici che se ne servono.

  • 08 aprile 2015 20:22

    Il problema Robertino è che l’Italia si sta avvicinando a Calcutta, con Palermo quasi in testa, e rispetto al passato sono stati fatti non uno, ma cento passi indietro.
    E sì anche gli immigrati succhiano risorse, ma non possono averle per sempre. Per le cooperative invece le risorse si rigenerano con i flussi continui, ma neanche questo è il vero problema.

  • 08 aprile 2015 20:34

    C’è un detto che dice: se il caffè non piace è inutile metterci lo zucchero. Inutile addolcire la pillola.
    Non mi piace.

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