i fatti dopo il ragionamento

Ve la do io, forse, l’America

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Il mio drammatico sabato sera al festival dello street food in piazza San Domenico in compagnia di alcuni parenti americani. Facendo una figuraccia dietro l'altra. E scoprendo, alla fine, quel che forse sapevo già. Ma non volevo ammettere Image7 | Panormus Street Food Festival | Blog diPalermo.it

Sabato scorso ho deciso di andare al Panormus street food festival. L’occasione era ghiotta per far trascorrere ad alcuni parenti americani in città per qualche giorno una serata all’insegna dei sapori popolari della nostra città. Non l’avessi mai fatto. È stato uno dei peggiori sabato sera che abbia mai trascorso in vita mia.

Ero entusiasta al pensiero di fargli scoprire la bontà del pane con la milza, panelle e crocchè, frittola e così via. Così poco prima delle otto di sera mi metto in macchina per raggiungere il luogo dell’iniziativa. Decido di posteggiare lontano per non correre il rischio di rimanere imbottigliato nel traffico. Da tipico palermitano, durante il tragitto, comincio a sciorinare ai miei parenti i soliti luoghi comuni sui primati culinari di Palermo. “Altro che McDonald’s”, dico con un ghigno beffardo.

Nei pressi del Teatro Massimo il traffico è in tilt. Dopo aver superato via Cavour imbocchiamo via Roma verso piazza San Domenico. Più ci avvicinavamo a destinazione e più la strada, che era stata chiusa al traffico da pochi minuti, assume le sembianze tipiche di un paesaggio padano avvolto nella nebbia. Il fumo della stigghiola si propaga e ci conduce come mandrie di animali affamati verso i gazebo.

Arrivati a destinazione ci accorgiamo che la fatica era stata vana. Piazza San Domenico è una bolgia infernale. Inutile provare a farsi largo per mangiare qualcosa. I miei parenti americani, abituati a ben altri standard, mi guardano sbigottiti. Nei loro occhi vedo stupore e sgomento. Non lo dicono ma so cosa pensano. Ma dove ci hai portato? Questo non è un festival, è un casino. Come si fa a organizzare un evento di questo tipo in un posto così piccolo?

Sono le nove e mezza e la fame comincia a farsi insistente. Opto per il piano B. Ci incamminiamo verso l’Antica Focacceria San Francesco. Arrivati all’altezza di corso Vittorio Emanuele assistiamo a scene da panico. L’incrocio è paralizzato. Gli automobilisti esasperati inveiscono contro i vigili che a loro volta assistono impotenti al trionfo del traffico. Finalmente arriviamo all’Antica Focacceria, ma ovviamente non sono stato il solo ad avere avuto la stessa idea.

Decido quindi di puntare verso piazza Marina. Vediamo un ristorante con alcuni tavoli liberi e senza pensarci due volte decidiamo di sederci. Penso che il peggio è passato. Invece no, perché ci troviamo in balìa di titolari incapaci e camerieri disorganizzati e strafottenti che, in un locale semivuoto, dopo venti minuti, non ci portano nemmeno i menù. I miei parenti cominciano a manifestare qualche segno di insofferenza. Faccio una cosa che non avevo mai fatto prima: mi alzo e insieme a loro esco dal locale sotto lo sguardo sbigottito del titolare, che per tutto il tempo era però rimasto seduto dietro la cassa senza muovere un dito.

Alla fine raggiungiamo un altro locale dove, tra una portata e l’altra, finiamo di cenare all’una di notte, stremati dalla fatica e dalle lunghe chiacchierate necessarie per colmare i tempi d’attesa. Chiacchiere che vertevano essenzialmente su com’è diversa, in America, la cultura nel campo dei servizi di ristorazione, dove non ti salta nemmeno in mente di organizzare una manifestazione come quella del festival dello street food senza prevedere un piano traffico adeguato, un’area per i parcheggi, una zona attrezzata per i partecipanti. E io che pensavo, tronfio, adesso ve lo faccio vedere io come si mangia a Palermo. Che tristezza.

12 commenti

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  • 21 aprile 2015 09:12

    Anch’io ho fatto la stessa trafila e sono arrivato alle stesse conclusioni: pizza a villagrazia di carini, lontano,lontano, lontanissimo dal caos, dalla disorganizzazione, da vigili incapaci di gestire il traffico.

  • 21 aprile 2015 09:12

    Matteo, anche io avevo casualmente amici Austriaci, anche io ho avuto la tentazione di far loro gustare un pò di street food, ma per fortuna, loro e mia, mi sono subito ricordato dove vivo e lavoro e, essendo quasi certo di trovare quello che tu hai trovato, siamo rimasti a casa.
    L’indomani, con tutta calma e quando i panormosauri riposavano, abbiamo gustato piatti tipici della tradizione palermitana.
    PS: Un premio agli organizzatori….

  • 21 aprile 2015 09:26

    Basta… Non parliamone più.
    L’idea non era male. Ma è stato semplicemente un fallimento.
    L’ennesimo per questa città e per chi la amministra.
    Diciamo che hanno approfittato al volo di una occasione per dimostrare la propria incompetenza.
    E arrivederci tutti alla prossima cazzata.

  • 21 aprile 2015 09:30

    Ah… a proposito… e non prendetevela con i vigili!
    Stavolta non è colpa loro.
    Come al solito in questo paese delle banane, come tutte le forze dell’ordine, sono i primi a rimetterci e a pagare le conseguenze delle scelte irresponsabili dei cosiddetti “vertici”.

  • 21 aprile 2015 10:24

    Quello che non avete capito e disprezzate sempre la nostra Palermo è che qui abbiamo il miglior Sindaco che ci potevamo meritare il sindaco Prof. Leoluca Orlando è uno che “il sindaco lo sà fare” e si vede!!!!! Un sindaco che ha avuto quasi un plebiscito, ma se andate in giro adesso non si trova uno che l’ha votato.

  • 21 aprile 2015 13:27

    Sposo in pieno l’articolo del concittadino. Stessa sensazione sabato sera intorno alle 20:00. Essendo palermitano già immaginavo cosa sarebbe successo. Location bella ma inadeguata alla portata dell’evento, si camminava sull’immondizia questo sia per la totale inciviltà e mancanza di educazione sia per disorganizzazione totale. Ho trovato di tutto, dalle pizzette alle stigghiola, ma non doveva essere il festival dello street food? O delle tavole calde della città, è evidente come il commerciante illuminato palermitano non voleva mancare all’appuntamento solo per racimolare un po’ di grana. Infatti (essendo riuscito ad avere i coupon gratuiti) ho proprio notato la maleducazione di alcuni commercianti appena capivano che non avevi pagato… Davvero tutto sconcertante, mi vergono per tutti quelli che hanno organizzato, per la mia città, e per alcuni palermitani che non avranno mai il senso buono del commercio gastronomico. La gente così facendo scappa e non torna più… Per la serie i palermitani preferiscono far cassa oggi il più possibile senza capire che così facendo i primi a perdere sul lungo periodo sono proprio loro. Questa è mancanza di cultura di tutti i tipi.

  • 21 aprile 2015 13:31

    Scusate, la mia esperienza è stata domenica sera alle 20:00 ma credo non cambi molto. Aggiungo che i vigili poco possono fare se a monte non c’è una pianificazione totale dell’evento.

  • 21 aprile 2015 17:21

    “Come si fa a organizzare un evento di questo tipo in un posto così piccolo?
    …non ti salta nemmeno in mente di organizzare una manifestazione come quella del festival dello street food senza prevedere un piano traffico adeguato, un’area per i parcheggi, una zona attrezzata per i partecipanti…”
    I posti piccoli a molti palermitani sembrano grandi, non si rendono conto e non c’è nulla fa fare.
    Non c’è il piano traffico adeguato e non so neanche se è fattibile, né l’area parcheggi o zone attrezzate al centro, non li potevano improvvisare.
    Nei pressi del teatro Massimo il traffico è quasi sempre in tilt.
    Non ci vado da parecchi mesi, ma passando in via Roma, in un sabato normale, intorno alle una di notte, c’era un manicomio nonostante la via aperta al traffico, come anche C.so Vittorio.
    Il centro storico così come si trova non è attualmente adeguato per fare niente.

  • 21 aprile 2015 17:47

    Questi signori, prima di organizare un food festival ( che poi come leggo e` stato ” U BUIRDELLO” Perche` non si aggiornano, cme si organizzano i veri eventi? solo approssimazione, facendo fare una figuraccia alla nostra bella Palermo,p.s. e` come fare il ponte sullo stretto, e` poi fare le strade che crollano i ponti, come palermitano residente in America, mi vergogno, il turismo ne risente tantissimo.

  • 21 aprile 2015 19:48

    la scarsezza dei ballarini stigghiolaripanicameusari palermitani è inferiore solo a quella degli amministratori letali!

  • 21 aprile 2015 22:32

    mi spiace ma sei stato sfortunato …ma cmq il casino fa parte dell’essere siciliano ……..il nostro street food sopratutto notturno …e spesso incasinato nella maniera da te descritta ..ma ti assicuro che anche io ho tanti parenti americani che periodicamente vengono a palermo e che sono veramente contenti e soddisfatti del nostro cibo ammettendo una netta superiorità della cucina siciliana amata e conosciuta in tutto il mondo …….

  • 22 aprile 2015 08:34

    Leggere questo articolo mi meragviglia un casino. Mi spiego ho letto commenti su fb, naturalmente di parte, ho visto servizi nei tg regionali e cittadini, tutto esaltato con grande enfasi. Mah! mi ero illuso! Finalmente il palermitano e i suoi governanti si sono eruditi. Bene ora leggo quest’articolo e…………. vabbé chiudiamola qui.
    P.s.: io comunque nonostante la pubblicità sono rimasto a casa.

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