i fatti dopo il ragionamento

La felicità del guru

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L'insostenibile esibizionismo al tempo di Facebook. Tra diete impossibili, allenamenti spaccaossa e vite da Truman Show in un'orgia di wow e di mipiace. Per dimostrare al mondo che siamo un po' superuomini. E anche un po' stronzi Socialnetworks | Blog diPalermo.it

Lo sport al tempo di Facebook sta moltiplicando un morbo: la gurologia. Perché ogni giorno, ma proprio ogni giorno, si sviluppano guru che mangiano pesce e farro. Si allenano 350 ore ogni settimana: pedalano, corrono, nuotano, vanno in montagna, hanno un rapporto sentimentale stabile e sono felici. Ma questa felicità non possono viversela dentro, nell’ambito pudico della propria anima. No, la devono esternare. E dove? Sui social. I guru 2.0 che nella loro vita non hanno mai fatto una mazza ma la stessa mazza la rivolgono al vasto pubblico di cui si circondano, bastonandolo con prestazioni sportive che sviliscono lo svilibile.

Il gurulogo è tra di noi. Si nasconde, e neanche tanto, tra gli amici. È quello che non ha un nome ma viene chiamato maestro, leader, capo. Lui ci crede e allora potenzia questa guraggine con imprese mirabili che testimonia con mille e 299 foto che pubblica. Tutte. Gli adepti a dire che meraviglia, bravissimo, sei stupendo, dai, sei un superuomo. E allora il guru prende la specializzazione e il master in guraggine e gura non solo nello sport ma anche nella vita normale e inizia a fotografare i suoi piatti preferiti: la pastina, il semolino, l’insalata. Alimenti indispensabili per le performance sportive che un pubblico attento sottolinea con 3890 mi piace e commenti esaltazione. Tu vedi queste imprese e dici: ma guarda sto guru come si alimenta bene, che bravo, io ci vulissi parlare con questo guru.

Poi succede una cosa che sconvolge gli equilibri: il guru mangia un gelato. Un piccolo cono nocciola e cioccolato e allora la sua fustigazione dev’essere totale, Non solo si fa fotografare mentre lecca anche la cialda ma scrive “era buonissimo” e adesso via! Con cento chilometri sono sicuro che lo smaltirò. Venite con me? (seguono 300 punti interrogativi). Tutti a dire non ti preoccupare, bisogna cedere ogni tanto, sei divino, anche io tre anni fa ho mangiato un gelato. Tutti a dare forza al guru goloso.

Spinti dal sacro fuoco dell’emulazione crescono anche i piccoli guru. Sono coloro che soprattutto a 50 anni hanno deciso che devono dare una stoccata alla loro vita e si comprano la bicicletta che costa quanto un bivani. Orde di ciclisti pluricromatiche si aggirano in ogni dove con telecamera, macchina fotografica, strumenti satellitari per testimoniare ogni secondo delle tratte percorse e riversare nel web migliaia di fotografie che ritraggono la loro felicità nel raggiungere vette altissime. Ogni pedalata un film, ogni sudata un cortometraggio, un festival della tossina espulsa che non risparmia il dettaglio della panza durante il cambio maglia o dell’espressione lobotomizzata al raggiungimento dell’ultimo tornante. Egli poi non parlerà d’altro. La bicicletta del guru in embrione diventerà l’unico argomento. In alcuni casi, neanche tanto estremi, la due ruote verrà definita “la mia fidanzata”, “il mio amore”. Qui una piccola analisi io me la farei.

Il laureato in gurologia 2.0 ha una parola certa. Non scrive mai “ciao” ma scrive “ti abbraccio”, “ti voglio bene”, “ti stimo”, “sei favoloso”, “sei fantastico”. Ogni suo adepto ha una lode pubblica che viene sottolineata da 28.272 mi piace in un’orgia mipiacista dove le notifiche diventano l’elemento naturale che scandisce i minuti di una giornata che il guru trascorrerà ad allenarsi e a fotografarsi mente tu getti sangue in qualche luogo di lavoro.

Il guru infatti non si capisce come faccia a lavorare poche ore al giorno e poi abbia a disposizione una mole di tempo incredibile per nuotare, correre, pedalare, cazzeggiare, portare i figli a scuola, farsi trecento selfie con la bocca aperta in segno inconfondibile di gioia infinita qualsiasi cosa egli faccia. Il guru è felice per statuto. Essendo una scienza esatta la gurologia non lascia spazio all’approssimazione e infatti il guru ce la fa a polpettine. Con precisione.

3 commenti

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  • 22 aprile 2015 16:08

    …E quindi? Mi manca il messaggio….

  • 22 aprile 2015 18:51

    Ognuno sui social hai i contatti che si merita. Io gente come quella descritta nel post non ne conosco, neanche virtualmente.

  • 22 aprile 2015 21:09

    tutti siamo guri e per essere ci vuole un guro particolare

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