i fatti dopo il ragionamento

Le statue che parlano di noi

di

Villa Giulia transennata e a tratti inaccessibile e le sculture del Marabitti mutilate nel disinteresse generale. Perché ciò che è di tutti, per definizione, non è di nessuno. Almeno dalle nostre parti Villa Giulia1 | Statue Vandali Villa Giulia | Blog diPalermo.it

Mi trovavo a Messina qualche estate fa, per la processione di ferragosto. Un bagno di folla, gente per le strade, nei bar, spinta contro i muri, a seguire il fercolo. Un gruppo di ragazzi ha pensato bene di arrampicarsi su alcune delle poche fontane barocche rimaste in piedi dopo il terremoto devastante del 1908. Fontane splendide, che sembrano ancora urlare dalle loro bocche di pietra la bellezza di quella città prima del disastro, e ricostruita spesso alla bene e meglio. Da poco lontano, un giovane uomo ha visto la scena: tanto ha detto e tanto ha fatto che i ragazzi sono scesi dopo avergli ribattuto fiaccamente che non erano affari suoi. Lo erano, invece. Ogni bene culturale è affare nostro. È affare nostro che Villa Giulia sia transennata, a tratti inaccessibile, che le statue del Marabitti siano mutilate, forse per gioco, forse perché quello che è di tutti, per definizione, non è di nessuno.

Eppure ne ha tante da raccontare, questa villa nata nel Settecento e all’epoca tra i pochi esempi di giardino pubblico in Europa. Nacque proprio in uno dei luoghi in cui gli eretici bruciavano nei roghi, insieme a tutto il vasto e disperato popolo che a vario titolo era condannato dal tribunale dell’Inquisizione. Immaginate quanta brezza di mare e quanto profumo i fiori di villa Giulia devono avere portato con sé per cancellare quell’orrore e quel puzzo di carne carbonizzata, quanto fruscio devono avere prodotto gli alberi della villa per cancellare pianti e urla.

Villa Giulia è viva, come ogni bene culturale. Riesce difficile pensare che tutte le balordaggini compiute siano state fatte di notte, senza nessun testimone, mai. Penso piuttosto che a vedere – anche ragazzini intenti a scarabocchiare statue – siano stati in molti. E mi pare di vederli mentre, con la coda dell’occhio, avanzano. Come la fiumana di gente di Messina.

I bambini che per il mio lavoro incontro hanno molto più chiari degli adulti il concetto di bene culturale e di proprietà collettiva. Per ironia della sorte, un mese fa ero con alcuni di loro proprio a Villa Giulia. Facevano merenda, raccoglievano i rifiuti nei sacchetti e li buttavano. Credo che se avessero visto qualcuno danneggiare Villa Giulia avrebbero reagito.

Le immagini delle statue con nasi e teste tagliate, insieme a tutto il resto, parlano da sole della pochezza di chi si diverte alle spalle della memoria e della sua custodia. Però io penso che la musica stia cambiando, e lo penso con quest’orrore sotto gli occhi, perché ci sono i bambini, e quel giovane uomo di Messina. E mille altri ancora, che non guardano con la coda dell’occhio.


[ Immagine: No, signor Sindaco. Questo non è un fotomontaggio. - Policy]

1 commenti

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  • 29 aprile 2015 21:00

    E chi ha insegnato a questi bambini che per il suo lavoro incontra, il concetto di bene culturale e di proprietà collettiva?
    Smettiamola con questi bambini o giovani che dovrebbero salvare il mondo. Palesemente andiamo a peggiorare.
    Si cerchi di migliorare i servizi.

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