i fatti dopo il ragionamento

Quel museo che non vediamo

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Palermo in scena con "Ballarò di primavera", rassegna d'arte all'aperto, da piazza Bologni ai mercati storici. Per riscoprire una città che amiamo distrattamente. E per stupirci della sua bellezza Palermo | Ballarò | Blog diPalermo.it

Palermo è un museo all’aperto. A chi non è capitato di sentirlo? Probabilmente questa frase vale anche per svariati miliardi di altre città, e la chiave di volta per raccontarle è proprio la narrazione. Sembra l’uovo di Colombo, ma è così se ci pensate. “Ballarò di primavera” è una rassegna di narrazioni verso la creazione del museo della città. Un percorso – che si snoderà fino al 31 maggio a piazza Bologni, piazza Casa Professa, San Giovanni Decollato e lungo altri itinerari urbani – in cui la città proverà a raccontare se stessa. Attraverso narrazioni in senso stretto, teatro, incontri, ma anche attraverso l’artigianato e la gastronomia, le arti figurative e la danza.

Potrà capitarvi, ad esempio, di vedere gente che balli danze folk a piazza Bologni: un’abitudine, quella di riprendere i balli antichi, collettivi, che sta attecchendo anche qui da noi e che la dice lunga sull’importanza di una danza spontanea, nata per aggregare la gente senza troppe tecniche. In questa primavera rivivranno anche i riti delle confraternite religiose, con gli allestimenti delle chiese e le rappresentazioni sacre.

La città proverà a raccontarsi anche attraverso i migranti, le loro storie, le loro vite a Palermo e le comunità, spesso disseminate per i mercati storici. Come sempre è stato, del resto: ce lo ricordano, tra tante, le testimonianze di viaggiatori del Grand Tour, che nei secoli passati affrontavano il viaggio nell’isola come un avamposto inesplorato, stupendosi di trovare a Palermo tante città quasi quanti erano i suoi abitanti. Noi non dovremmo stupircene nemmeno adesso. Eppure a volte capita.


[ Immagine: di autore incerto disponibile su internet - Policy]

1 commenti

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  • 05 maggio 2015 13:06

    Questa foto mi ricorda la prima volta che vidi Palermo da un piano alto di un edificio nei pressi di via Maqueda. Non la riconobbi. Era bellissima. Perché Palermo se vista dall’alto ma non dal centro storico o da lontano, per esempio dal Pellegrino, non trasmette particolari sensazioni. Invece in quell’occasione, fu come assistere a uno spettacolo teatrale dalla barcaccia dopo averlo visto sempre dal loggione.

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