i fatti dopo il ragionamento

Avete visto un prato passare?

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La chiusura del Parco Uditore, il sequestro di Villa Giulia, gli alberi abbattuti in via Notarbartolo per fare posto al tram. Domani io vado a protestare contro il verde pubblico negato, voi che fate? Rg Pixxe 01 Gate 8615 | Blog diPalermo.it

Quindi, ricapitoliamo: villa Giulia è sfregiata, sottoposta a sequestro preventivo, inaccessibile, sbarrata. La prima villa pubblica della città divisa dalla città da sbarre di ferro, da un cartello e dall’ignavia. Però, siccome noi al verde pubblico teniamo, e anche tanto, possiamo sempre andare a fare un giro al parco Uditore, “la conca d’oro sottratta al cemento”. In effetti è proprio un angolo di verde tra i palazzoni di via Uditore. Entri lì – da solo, con un tuo amico, con il cane – e ti dimentichi del rumore delle macchine, senti di nuovo gli uccellini, torni a casa con gli occhi pieni di verde.

E poi ci si organizza, al parco Uditore: la festa di primavera dello scorso aprile, che si è conclusa proprio lì, in mezzo a una scia di colori che ha riempito tutta la città, è stata un successo. E anche quest’estate, per chi resterà in città, sono in programma diverse cose. Chi ha detto che non si può vivere la natura anche in città, consapevolmente, dopo gli scempi del sacco di Palermo e dell’urbanizzazione selvaggia?

A dirlo è un cartello: il parco Uditore resta chiuso a tempo indeterminato. I volontari, amareggiati, hanno deciso così perché non ci sono soldi per disinfestare e derattizzare. Un problema di incolumità di tutti, con l’arrivo dell’estate. Quindi, almeno fino a nuovo ordine, scordatevi anche questo verde. Ma non scoraggiatevi, non tutto è perduto. Una bella passeggiata per le vie alberate della città risolleverà spirito e umore: armatevi di santa pazienza e arrivate in via Notarbartolo. No, evitate: anche lì un bel po’ di verde è stato cancellato. Per fare posto al tram, sapete. E stanno sparendo, stavolta per i lavori dell’anello ferroviario, anche gli alberi di via Sicilia e viale Lazio.

Qualcuno ha detto che i tonfi degli alberi mentre cadono  sembrano grossi sospiri di dolore, in un linguaggio universale. Domani alle 9.30, il quartiere ha invitato tutti a partecipare alla manifestazione, all’angolo tra viale Lazio e via Libertà per protestare contro questo ennesimo scempio di verde pubblico. Non è, evidentemente, solo un problema di quartiere. Voi che fate?

6 commenti

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  • 15 maggio 2015 09:02

    Siamo senza speranza…ma qualche altro che non si fregi di saper fare il Sindaco non c’é?

  • 15 maggio 2015 10:07

    Premesso che condivido ogni parola, ma la competenza del Parco Uditore spetta alla regione……ma la sostanza non cambia!
    Vorrei anche aggiungere che i volontari si sobbarcano tutti gli oneri inerenti la manutenzione, apertura, chiusura, pulizia ecc del parco e nessuno che gli ha fornito un servizio igienico……

  • 15 maggio 2015 12:33

    Ma il parco Uditore di cui parliamo è lo stesso parco Uditore gemellato col St. James’s Park di Londra?
    I famosi gemelli diversi

  • 15 maggio 2015 15:06

    Ma quale città civile non considera, al di là della presenza di movimenti ‘verdi’, la necessità a fianco di qualsivoglia opera, di un coefficiente di destinazione a verde urbano? Dovrebbe esistere in ogni progetto.
    Ma dove viviamo?

  • 15 maggio 2015 16:31

    Io non ho mai visto di buon occhio il sistema di volontariato del parco Uditore, non mi ha mai convinto.
    Se il giardino è pubblico la gestione deve competere al comune o alla regione. Salvo che non si abbia una concessione per una gestione privata, non di volontariato, che non vanti nel corso del tempo particolari pretese (non cooperative di lavoratori che poi vantano diritti di tutele e impiego pubblico).
    La citazione del sacco di Palermo che si fa risalire tra gli anni 50 e 60 mi sembra obsoleta, perché il sacco sembra essere continuato, ma nessuno ne ha continuato a parlare.
    Era in ogni caso scontato che la città dovesse estendersi e quindi della conca d’oro non poteva rimanere un granché, occorreva solo usare dei migliori criteri e pensare anche ad aree verdi, ovviamente.
    Il problema del tram non si esaurisce per qualche albero abbattuto, perché fosse solo per questo saremmo a cavallo e avendo spazio gli alberi si possono ripiantare.
    Un’ opera pubblica importante non si ferma né per gli alberi, né per i terreni né per proprietà private da tutelare.

  • 15 maggio 2015 17:45

    In tutto il centro storico non cresce un filo d’erba. Villa Giulia situata in via Lincoln è già ai confini del centro storico.
    Si possono trovare dei giardini all’interno di palazzi nobiliari, che raccontano un vissuto privato degli spazi anche verdi, mentre all’esterno a parte poche piazze e tante chiese sono tutti vicoli e vicolini che non sono neanche attraversati dalla luce del sole.
    A rilento e malamente sono in corso da decenni lavori di ristrutturazione che lasciano il centro storico invariato, nell’assenza di aree pubbliche di vario possibile utilizzo e aree verdi, e qualcuno sogna di ripopolare tutti i vicoli in una nostalgica visione del passato.
    Pura follia ma è difficile a costoro farglielo capire.
    I palermitani sono stati capaci di piagnucolare oltre il dovuto, per qualsiasi demolizione effettuata, accidentalmente o intenzionalmente dimostrando di essere attaccati al mattone in maniera inverosimile (non mi riferisco ad edifici di valore, ma anche alle catapecchie).
    Chi ama il centro storico così com’è e oltre il dovuto non può essere innamorato del verde e se non è innamorato del verde non può curarsene in qualsiasi parte della città si trova, tranne che nel proprio giardino.

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