i fatti dopo il ragionamento

Il faccione di Ferruccio

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Provetecnicheditrasmissione | Blog diPalermo.it

Io quella mattina me la ricordo come fosse ieri. Mi sveglio, preparo il caffè, accendo la tv e spunta il faccione di Ferruccio. “Chissà che cavolo si sarà inventato questa volta”, ho subito pensato. Una nuova trasmissione in tv, una campagna pubblicitaria shock – quando penso allo slogan che fece per la Regione, quello sul risparmio idrico, “Facciamo acqua da tutte le parti”, rido ancora – o magari una sottoscrizione per raccogliere fondi a favore della sua città. Magari ce lo siamo dimenticati, ma se il teatro Massimo ha riaperto dopo una vita, lo dobbiamo proprio a questo spilungone dandy di buona famiglia: in pochi mesi consegnò un paio di miliardi (di lire) all’allora sindaco Orlando (ah, c’è ancora?). Come d’incanto i lavori ripresero e Palermo scoprì di avere un teatro con i controcazzi.

E vabbè, mi prendevo questo caffè e la giornalista ricordava quanto fosse stato importante Ferruccio per la storia di questa città, quanto era geniale, quanto ci sarebbe mancato. Ma come? Ma se fino alla settimana prima ragionavamo del libello che avremmo scritto a quattro mani, quello per celebrare i trent’anni delle radio e delle tv private a Palermo? Si era sentito male in doccia, in un maledetto albergo romano, non c’era stato nulla da fare. La mia ex moglie, all’epoca non ancora ex, mi vide sbiancare e si preoccupò. Quando capì, anche lei rimase molto turbata.

Perché a Palermo Ferruccio lo conoscevano tutti. E la cosa incredibile è che lui conosceva tutti. Passeggiare con Ferro in via Belmonte era un’esperienza hollywoodiana: sorrisi, strette di mano, persino autografi qualche volta. Manco fosse una stella del cinema. Una stella, però, lo era. Della radio prima, della tv poi. Perché Ferruccio era sì il figlio del presidente del Palermo, e anche il pubblicitario di mille campagne fortunate. Ma era anche l’ospite che tutti volevano alle loro feste e l’amico geniale che ti salvava una serata con i suoi racconti. Ed era, soprattutto, il signor Ferruccio di “Io vedo Cts”, il programma televisivo più geniale della storia della tv palermitana (e non solo).

Per questo volevamo scrivere insieme il libro, partendo proprio da quell’esperimento di striscia quotidiana che mai – dico mai – era stato provato almeno in Italia. Una coppia improbabile, lui e Marcello Mordino, lungo e secco il primo, basso e chiatto l’altro, ricco e snob Ferro, cagnolo come pochi Marcello. Funzionò, cavolo se funzionò. Chiamavano al telefono all’urbigna, se rispondevi cantando avevi vinto, altrimenti entravi in un girone infernale di battute, prese per il culo, situazioni surreali. Una volta interruppero una lite familiare a colpi di piatti sbattuti sul tavolo, un’altra si trovarono nel bel mezzo di una veglia funebre con tanto di morto ancora sul letto.

Chi c’era se lo ricorda bene quel programma, gli altri, se vogliono, possono leggersi il libello che alla fine ho scritto da solo perché lo dovevo a Ferruccio. “Prove tecniche di trasmissione” si intitola, e in copertina ci sono loro, Ferro e Marci, perché chi a Palermo ha 50 anni (o quasi) è con loro che è cresciuto e non può che volergli bene come fratelli maggiori.

Sono passati dieci anni da quella mattina di maggio e ieri una foto mi ha fatto tornare indietro nel tempo, a quelle lacrime che davanti alla tv non riuscii a trattenere. C’è un giovane Ferruccio che stringe davanti a sé il piccolo Lorenzo, il figlio tanto amato al quale aveva dato il nome del nonno. “Sono passati 10 anni. Sarebbero tante le cose da dire ma forse l’unica cosa che ha senso dire oggi è che io quando penso a te non piango ma sorrido”, ha scritto Lorenzo. E non credo che al mondo nessuno avrebbe potuto scrivere una frase più bella. E più vera. Ciao Ferro, tante cose fresche. C’è lo stesso sindaco e facciamo ancora acqua da tutte le parti. Ne rideresti di gusto…

7 commenti

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  • 26 maggio 2015 23:35

    Bravo Lucio, grande Ferruccio. Anche se come allora facciamo acqua da tutte le parti e il sindaco è lo stesso, Ferro ricorda la Palermo di altri valori.

  • 27 maggio 2015 08:06

    Lo ricordiamo tutti con affetto e nostalgia. Grazie per questo ricordo tenero e leggero. Proprio come era lui.

  • 27 maggio 2015 08:59

    Ricordo mi ero da poco trasferito a Palermo ed il programma Io vedo CTS con Marcello Mordino era una tappa obbligata della mia giornata. Che bei ricordi. Articolo semplice ma bello che mi ha emozionato nel ricordo di bei tempi andati. Questo è giornalismo !!

  • 27 maggio 2015 09:30

    è vero. non si può non ricordare ferruccio barbera con un sorriso. bella persona

  • 27 maggio 2015 16:03

    E da 10 anni questa città è ancora più grigia e provinciale. Manca, Ferruccio manca a tutti noi.

  • 28 maggio 2015 14:58

    bellissimo articolo
    ho comprato il libro Prove tecniche di trasmissione appena l’ho visto in libreria e io che tra qualche mese compio 50 anni ho ripercorso una parte della mia vita che avevo diementicato
    i giri nelle radio private, i programmi televisivi delle tv private che stavano nascendo.
    Grazie

  • 29 maggio 2015 09:56

    Grazie a voi… di cuore

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