i fatti dopo il ragionamento

La “crastitudine” del vigile

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Le teorie del commissario della polizia municipale coinvolto nel blitz antimafia e l'eterno gioco delle apparenze a cui, purtroppo, da queste parti siamo abituati. Da sempre Polizia Municipale | Blog diPalermo.it

Ieri ho scoperto di essere doppiamente crasta, cioè “crasta crasta”. Intanto perché sono femmina e poi perché non sono una di quelle che “ti mettono in condizione”. Non so quanti ce ne siano di “crasti crasti” come me a Palermo, ma leggendo le intercettazioni in cui parla il commissario della polizia municipale di Palermo Gaetano Vivirito spero davvero che siano tanti. Un esercito.

Ha una teoria tutta sua il vigile che avrebbe evitato sanzioni pesanti ad Antonino Calvaruso (già indagato per mafia e finito ieri ai domiciliari per corruzione) che gestisce un parcheggio. Indossa la divisa, Vivirito, come i suoi figli peraltro, ma vede il mondo al contrario, inverte le parti. Anzi le confonde, nell’eterno gioco delle apparenze che si consuma da secoli a queste latitudini. E ieri ha finito per confondere anche me.

Un collega onesto, che fa il dovere per cui viene pagato dai contribuenti, sarebbe infatti per il commissario un “crasto crasto”: “Una mano ce la possiamo dare sempre – spiega Vivirito – però può capitare qualche volta che vengono due crasti crasti che non ti mettono in condizione”. Il massimo del “crasto crasto” come si desume da un’altra intercettazione non solo è onesto, ma è anche donna: “Perché uno quando parla con un maschio… Si parla, si documenta con l’uomo… Ci documentiamo e ci mettiamo a confronto e allora lui può capire me ed io posso capire lui… Ma quando ci siete voi altri femmine, siete pericolose”.

Dice anche altro, Vivirito, che confonde ancora una volta le acque: “Finché ci sono io, voi lavorate”, anche se non avete la licenza par di capire. E’ una di quelle frasi che ti aspetti da un estorsore, non da un vigile…

C’è poi un altro fatto: il commissario sarebbe stato chiamato in aiuto di Calvaruso da un intermediario, un dipendente civile del ministero della Difesa al quale il vigile – secondo la Procura – avrebbe chiesto precedentemente qualche favore per uno dei suoi figli. Se è intervenuto per Calvaruso in cambio di 350 euro, come ipotizzano gli inquirenti, sarebbe stato dunque per ricambiare la “cortesia”, da debitore a sua volta in quella catena infinita di raccomandazioni e “regali” che infestano l’Italia. Mi ha confuso per un po’ Vivirito con le sue teorie sulla “crastitudine”, ma poi ho capito che se gli onesti sono i crasti crasti, vuol dire semplicemente che i veri crasti sono altri.

2 commenti

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  • 27 maggio 2015 22:47

    E ve ne accorgete solo ora che il corpo dei vigili urbani ha qualche problema di…”professionalità”? C’è bisogno di notizie clamorose ed intercettazioni per accorgersene? Non basta la propria esperienza personale di vita per essersene accorto già da tempo? Già in altri post avevo accennato che prima ancora degli automobilisti palermitani indisciplinati il problema stava nei vigili urbani…diciamo così…indisciplinati, per mantenermi in toni civili…

  • 28 maggio 2015 18:54

    Il vero problema è il vertice della Polizia Municipale che non è in grado di controllare i propri operatori, ma, comunque, bravo ad apparire in tv. Bisognerebbe combiarlo subito.

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