i fatti dopo il ragionamento

Impresentabili a chi?

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L'elenco della commissione antimafia e il sospetto di trovarci di fronte a una sorta di lista di proscrizione, a un esercizio propagandistico che tra l'altro, in assenza di regole sulla candidabilità dei politici, rischia di essere perfettamente inutile Image4 | Blog diPalermo.it

Ecco dunque, dopo lunga e spasmodica attesa, i nomi degli “impresentabili”, questa sorta di black list compilata dalla commissione nazionale antimafia che ha tanto il sapore di una lista di proscrizione, di un’operazione propagandistica che fra l’altro corre il rischio di risultare del tutto inefficace. La commissione antimafia come i giudici del Grande Fratello? Il dubbio c’è. Soprattutto se si tiene in considerazione il fatto che mancano, nel nostro ordinamento, leggi che indichino quali siano i requisiti per cui non ci si possa presentare alle elezioni. La commissione avrebbe avuto tutto il tempo, a 53 anni dal suo insediamento, di proporre o dare indicazioni per una legislazione in materia di incandidabilità, ma non lo ha fatto. E lo stesso il Parlamento.

Redige allora liste che rischiano di non avere alcuna funzione, a meno che tra le mansioni dell’organo parlamentare non si voglia considerare quella di compilare inventari o album di cui la Bindi va orgogliosa, ma che verosimilmente non avranno alcun senso proprio perché redatti in assenza di norme.

Un Parlamento “presentabile” dovrebbe invece occuparsi di farle queste leggi, non di propagandare liste che, con l’obiettivo di indebolire alcuni tra i partiti, inaugurano anche una prassi iniqua: mettere un marchio o una sorta di damnatio memoriae su persone che, in presenza di regole certe, sarebbero serenamente rimaste escluse dai giochi elettorali, in un dignitoso anonimato.

6 commenti

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  • 30 maggio 2015 08:33

    Non potersi difendere dall’accusa di essere un impresentabile è di una scorrettezza abnorme. La commissione preposta non può accusare alla vigilia del silenzio elettorale un candidato senza che possa replicare o spiegare le accuse addebitategli, e non dare agli elettori la possibilità di verificare i fatti e di farsi una propia idea. Spero che la Bindi capisca che al di la di avere raggiunto il suo obiettivo, si renda conto pure di avere perpetrato una scorrettezza enorme ai candidati interessati, e un disservizio agli elettori.

  • 30 maggio 2015 09:12

    Regolamento di conti in corso d’opera.

  • 30 maggio 2015 11:39

    Brava!

  • 30 maggio 2015 16:40

    I miserabili, gli intoccabili, adesso ci sono gli impresentabili. Chissa’ se faranno un film o scriveranno un libro con questo titolo.
    Ad ogni modo, la ricetta sarebbe semplice solo se lo stesso parlamento lo avesse voluto. Del resto dopo 70 anni non e’ stato partorito uno straccio di legge in tal senso. Sara’ stato un caso?
    Quando alla fine i consiglieri dei consigli comunali sciolti per “eccesso” di presenze nelle commissioni ripresentano imperterriti le loro candidature in massa, di che parliamo?
    Nella prossima vita faro’ il deputato. Ma solo per un giorno, mica viglio rubare il posto a qualcuno. Tanto dopo mi asprtta un bel vitalizio di tre mila euro mensili per il resto dei miei giorni. Mica ho grandi pretese io!!!!!!!!

  • 30 maggio 2015 18:42

    Non sono tanto d’accordo cn l’articolo. E’ vero come dice l’autrice, che le regole dovevano e dovrebbero farsi prima e comunque farsi al più presto. Però è anche vero che il cittadino ha diritto ad essere informato chi sia il candidato che ha problemi cn la giustizia. Non le vedo come liste di proscrizione, ma come informazione che il giornalismo dovrebbe fare a vantaggio del cittadino “vedi cittadino, che questo candidato è indagato per…è condannato per…ecc…”. Poi sta al cittadino decidere. E tra l’altro siccome l’onestà di un politico è elemento fondamentale per il suo diritto a svolgere il mestiere di politico stesso, sarebbe giusto che la fedina penale di quest’ultimo venisse ricordata ogni qual volta si parlasse di lui.

  • 31 maggio 2015 12:12

    se “…un Parlamento “presentabile” dovrebbe invece occuparsi di farle queste leggi…” ne deriva che gli impresentabili parlamentari forse sono molti di più

    criticheremmo ancora oggi Leonardo Sciascia con quella concezione espressa su certa antimafiosità?

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