i fatti dopo il ragionamento

La missione del soldato Beppe

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Il campionato è appena finito con la bella vittoria a Roma, ma è già cominciata la nuova sfida di Beppe: la grande missione. Abbiamo iniziato e terminato la serie A con lo stesso allenatore che aveva vinto, dominando, la B. Non ha prodotto i record della passata stagione (era impossibile farlo) ma a marzo era già abbondantemente salvo, apprezzato e rispettato. Il suo Palermo è piaciuto.

Iachini sembra deciso a restar qui, declinando una serie di inviti di altri club. Si trova bene. Non ha paura di riprovarci, non prende in considerazione l’ipotesi di andar via da vincitore. Si rimetterà in gioco, correrà i rischi del mestiere, il che indica anche una piena fiducia in Zamparini, nel club e nei suoi programmi. Beppe ritiene di poter andare oltre, di poter salire ancora in classifica, crede di poter vincere di più.

La salvezza e la cessione di Dybala, oltretutto, rendono più solidi i conti in viale del Fante, così come solido è il rapporto proprietà-guida tecnica. Se da una parte le difficoltà per realizzare stadio e centro sportivo stanno minando la pazienza di Zamparini, dall’altra i risultati degli ultimi due campionati hanno riacceso il suo interesse, forse anche le ambizioni. Il presidente dice di voler cedere la società, ma le sue parole sembrano solo un brano da cantare (e ascoltare) nei momenti di amarezza. Le condizioni generali fanno pensare al proseguimento, senza scossoni o fratture, di un ciclo di lavoro, concetto tante volte sconosciuto o calpestato.

La missione di Iachini (stuzzicante e rischiosa) adesso è questa, far quello che è stato impossibile anche per Guidolin o Rossi: rimanere una terza stagione di fila e migliorare per il terzo anno consecutivo la classifica. Iachini sarà pure un operaio della panchina, ma sta portando avanti un progetto di consolidamento degno di un ottimo ingegnere. Merita altri complimenti e altro sostegno.


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9 commenti

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  • 01 giugno 2015 08:28

    L’ultimo gol nell’ultima partita di campionato, all’ultimo secondo dell’ultimo minuto di recupero l’ha segnato Andrea Belotti. E’ stato un gol “inutile”, ma forse proprio per questo ha qualcosa di poetico, qualcosa che mette in pace con un calcio degradato persino a livello mondiale. Se c’è una minima speranza (davvero minima!) in un calcio diverso, questa passa attraverso tutto l'”inutile” e bellissimo che il calcio a volte regala. L’ultimo gol all’ultimo secondo dell’ultimo minuto voglio pensarlo come il primo gol della stagione prossima. L’ho detto a mio figlio. E’ a loro che va detto.

  • 01 giugno 2015 09:09

    Il progetto del centro sportivo ha dell’inverosimile. Spero vivamente che si possa riesumare, perche’ sarebbe una grossa pietra miliare nello sviluppo a lungo termine di questa squadra. Signori, volenti o nolenti, amanti o meno di Zamparini e delle sue esternazioni (spesso a caldo e dettate dal suo stato d’animo), questa persona ha fatto tanto ma ha anche un’eta’…Una squadra in serie A, con un centro sportivo ben avviato in grado da valorizzare talenti locali e non, oltre ad un possibile nuovo stadio (sebbene li’ i problemi siano diversi), potrebbero assicurare il Palermo ad una proprieta’ futura di tutto rispetto. A mio parere, e’ questo il futuro che dobbiamo programmare, ancor prima di Iachini.

  • 01 giugno 2015 09:18

    LUCA S. Non fa una piega

  • 01 giugno 2015 12:03

    Contentissimo per il campionato del Palermo. C è il rammarico per non aver potuto lottare con Torino e Genoa per un posto uefa.

  • 01 giugno 2015 14:20

    intanto celebriamo un miraculu a Palermo don Alessandro, non di certu u trammi o la munnizza livata da ogni agnuni, à ‘sti cosi ci pensa ù sinnacu ncà lu sapi fari
    miraculu, ù Palermu ncà certa intellighentia rosanero, ma ri chiddra sculurita, si salvò nonostanti i Vitiello, Terzi, Andelkovic, Barreto, Rigoni dato per bollito all’inizio di campionato (questa intellighentia è invitata a andare a rileggersi tutti i commenti di questo campionato) e ci mittemu puri Chochev e tutti l’autri, o forsi ni salvammu picchì iucarunu suli Vazquez e Dybala e macari Sorrentino, talè, u purtieri ncà friscavanu quanni pigghiammo u direttu ppì scinniri in B grazie agli acquisti faraonici ru Monaco
    nsumma, ni sarbammu e comu finiu finiu
    baciamo le mani don Alessandro!

  • 01 giugno 2015 16:37

    La missione del soldato Beppe sarà “possibile”? Vedremo. Mi affido per il prossimo anno alla decisione di Iachini di rimanere a Palermo (perchè qualche mese fa se ne era già andato), cosa che mi fa sperare per le garanzie chieste alla società.
    Per il resto, occorre lavorare alacremente per la fidelizzazione della tifoseria, dandole quell’orientamento prodotto da un programma, dal conseguimento di un obiettivo, dal possibile raggiungimento di un sogno. E questo non significa prendere Pelè e Maradona, bensì lavorare con un gruppo che possa crescere, fermo restando l’esigenza di perdere qualche pedina preziosa ogni anno e non essere smantellato.
    Capitolo centro sportivo: come già detto, ho l’impressione che entrambe le parti non ci raccontano la verità. E i commenti e i giudizi si possono fare solo quando quest’ultima si conosce con certezza, tutto il resto non sono altro che illazioni o considerazioni di ognuno di noi che lasciano il temo che trova.
    Volevo solo fare un accenno a quanto oggi è stato detto a Tgs stadio. Brandaleone, a precisa domanda di Di Marco sul vantaggio di avere una struttura di proprietà per avere credito nei confronti delle banche, ha ribadito che a queste ultime interessa principalmente il reddito che produce la struttura. E da Catania Marrone ha replicato citando le difficoltà che sta incontrando il Catania nel pagamento del mutuo al Credito sportivo relativo a Torre del Grifo.
    Non è altro che quello che in precedenza ha sostenuto il sottoscritto. Stadio o centro sportivo non possono nascere prescindendo da un progetto sportivo ed economico che finalizzi ogni euro speso con uno entrato. Dire di avere queste strutture se non si sa come metterle a reddito non solo può essere inutile ma anche dannoso. E per informazioni basta rivolgersi ai nostri cugini orientali i quali, in possesso della da molti definita struttura più bella d’Europa stavano non solo stavano per finire in legapro, ma questa estate avranno seri problemi per allestire la squadra.
    Stiamo attenti, quindi, molto attenti.

  • 01 giugno 2015 17:55

    Priva si fa lo stadio e poi il centro sportivo , sempre nella stessa area. il centro sportivo non deve per forza portare reddito. Lo stadio si e lo fa.

  • 01 giugno 2015 18:10

    Il centro sportivo allo Zucco, mi sembra troppo distante dalla città

  • 01 giugno 2015 20:41

    Crisas, ogni investimento deve portare reddito. Bisogna anche vedere e capire le sue funzionalità. Ossia se è una struttura aperta a terzi almeno in parte o se è funzionale solo alla società. In quest’ultimo caso logica vuole che il Palermo si costruisce in casa i suoi calciatori (almeno una parte) e guadagna dalla vendita degli altri. Se così non fosse il Tenente Onorato sarebbe ampiamente sufficiente. Se il Centro sportivo apre anche a terzi potrebbe servire per ospitare a pagamento ritiri invernali di squadre nordiche ad esempio, o anche affittare spazi a chiunque ne faccia richiesta.
    Il tutto corroborato da studi di fattibilità molto precisi e dettagliati.
    In alternativa a ciò, chiamasi speculazioni.
    Stesso discorso per lo stadio. Investimento che deve portare reddito. Il che necessita di un progetto sportivo e di uno economico.
    Ripeto, a Catania hanno grosse difficoltà a pagare le rate del mutuo. Questo deve fare riflettere.
    Concludo dicendo: si al centro sportivo, sui allo stadio ma alle suddette condizioni.
    Il rischio sarebbe quello di creare pericolose zavorre.

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