i fatti dopo il ragionamento

I dispiaceri della carne

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La dura vita dei vegani a Palermo. Fra pacche sulla spalla, solidarietà e commiserazione. Perché per noi la rivoluzione alimentare non può che fermarsi davanti a un limite invalicabile. Quello della ravazzata Vegano | Blog diPalermo.it

Quando tra palermitani uno dice all’altro “sono vegetariano”, la reazione è la stessa di uno che si sente dire “ho la diabete”. Sì, perché a Palermo lo stile veg è percepito come una malattia. Un castigo che ha colpito colui che fino a qualche mese fa “era buono e ora talè…”. Nonostante l’invasione di programmi tv, libri, riviste, chiacchiere e luoghi comuni ampiamente destrutturati e sviliti, la frase successiva della conversazione è: “e che mangi?”

Già, l’unico pensiero di tutta questa rivoluzione è capire (non so fino a che punto) come è possibile che un essere vivente possa rimanere tale privandosi della carne (che detto così fa pure più impressione). Nell’immaginario collettivo del palermitano carnivoro dop, il vegstyler lo si immagina seduto davanti una tavola mestamente apparecchiata con su una scodella di metallo piena di lenticchie squarate. Il vegstyler ha a un certo punto la percezione che di lì a poco riceverà una pacca sulle spalle o, se c’è confidenza, un abbraccio, quasi per conforto.

“Eqquindi, una ravazzata non te la posso offrire?”; “ma scusa, se ti invitano?”; “e a Natale?” Come se il vegstyler non vivesse più una sua vita, schiavo di tutte le sue regole ferree (a forza di mangiare lenticchie) e circondato dai suoi simili, tristi come lui, ormai sempre più numerosi. Per un palermitano, insomma, non mangiare carne è una gran minchiata. Certi sacrifici li lasciamo a ricorrenze che durano un giorno: le Ceneri, venerdì di passione, Santa Lucia.

E vaglielo a spiegare che non è una malattia. È una scelta, fatta anche con piacere, a volte per alcuni una forma di liberazione. Chi smette di mangiare carne, ci guadagna sotto tanti punti di vista: si digerisce meglio, l’organismo si depura dalle tossine (senza bisogno di sciroppini – cit.) e pare, addirittura, che ci si incazzi di meno. Pare. Sarà per questo, forse, che sfottere un vegstyler è un tabù: c’entra forse il fatto che nemmeno i diabetici si sfottono? Ancora non si è ben capito. Ci provano timidamente su Facebook con post anche esilaranti a cui il vegstyler risponde postando a sua volta i camion che arrivano ai macelli o i video col sonoro del pianto degli agnelli.

A volerci pensare un attimo non deve essere facile fare reset. La prima settimana deve essere un po’ come quando traslochi in una nuova casa e devi prendere confidenza, non sai da dove cominciare. Se vivi solo te ne fotti. Ma se convivi, non lo so. E allora ti devi organizzare, pranzi e cene separati, l’intera batteria da cucina fuori sui fuochi sempre accesi (i legumi si sa, cuociono un bel po’), debiti da Naturasì, librerie svuotate per far posto a mattoni scritti dal famoso guru ancora vivo a centosei anni.

Insomma, inizialmente una vitaccia, ed è per questo che avranno anche il diritto di sentirsi pizzicati. Quindi cerchiamo di avere pazienza, frequentiamoli senza timore e non con la schiena al muro, che c’è sempre da imparare da chi rischia a far qualcosa di diverso anche se pare insensato. Inizialmente.

8 commenti

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  • 08 giugno 2015 09:30

    Ognuno è libero di mangiar quel che vuole, l’uomo nella sua natura è onnivoro. A me sembra invece che il vegano, a differenza del vegetariano, soffra di una forma di esasperazione cronica. Li senti parlare e a modo loro, i malati siamo noi che della carne ne facciamo un pasto regolare. Basta guardare quello che pubblicano anche su i vari social.

  • 08 giugno 2015 13:48

    Concordo pienamente con il commento di SalvoCRN: il veganaro da social network è più esattamente una forma di disagio sociale, se non mentale, piuttosto che una scelta alimentare.

    Dal gelataio:
    *Scelta alimentare: compro il gelato gusto limone, oppure gusto cioccolata. Scelgo di prendere il cono, oppure la coppetta.
    *Disagio sociale: prendo il mio bel cono di tofu senza latte nè violenza. Al posto di metterci la panna, mi approccio al vicino onnivoro&assassino con sicumera e gli dico che è un lestofante, che quel gelato che sta leccando ha fatto piangere le mucche. Il mio gelato non si scioglie, perchè in realtà è fatto di sughero. Il lestofante mi aggredisce: c’era da aspettarselo da un onnivoro.

  • 08 giugno 2015 15:35

    I cibi più digeribili sono la carne e il pesce.
    Diverse verdure invece a prescindere da come vengono cucinate possono risultare indigeste.
    E’ strano considerando che si racconta che il genere umano era inizialmente vegetariano, erbivoro. Ci siamo adattati molto facilmente dunque.
    Comunque, i vegani sono esagerati nella loro dieta. Possono fare ovviamente quello che vogliono, mangiare e pensare cosa vogliono, ma senza pretese di dover convincere il prossimo a fare altrettanto.

  • 08 giugno 2015 16:23

    Ho conosciuto una famiglia di vegani a Madrid, lei quarantenne, pallore e borse sotto gli occhi avrà pesato una quarantina di chili, lui molto simile non aveva la forza di fare tre piani a piedi la figlia di 8 anni ne dimostrava 5. Erano convinti d’essere lo specchio della salute.
    Il bello è che dicevano di me, che non riuscivo a vedermi di come stavo male a causa dell’ingestione di carne….
    PS: hanno rischiato un paio di volte di vedersi tolta la bimba..

  • 08 giugno 2015 19:12

    Grande costa!

  • 08 giugno 2015 19:41

    Io non ho ancora capito se i Vegani credano di più al fatto che la carne in eccesso possa far male o non mangiano animali solo per bonismo…..

  • 09 giugno 2015 07:49

    Al di là deli gusti (che sono personali, ovviamente) e delle scelte etiche, mi sembra una di quelle mode che svaporerà per come ha attecchito, soprattutto in un città come Palermo in cui lo sport più praticato è l’annacata. Per ora è una cosa “toca”, fa figo come la barba stile hipster. Ormai vegetariano è demodè. Ora va il veg! Fra due mesi, quando ce ne saranno troppi veg in giro e non sarà più una cosa esclusiva, la metà tornerá a mangiare ravazzate e arancine a carne!

    PS: in Australia i vegani più radicali mangiano la selvaggina e spesso vanno a cacciarsela. A Palermo pure così funziona?

  • 14 giugno 2015 14:58

    Non e’ possibile praticare una alimentazione equilibrata, comprendendo tutti i cibi carne pesce verdura legumi tutto con moderazione? Forse il nostro organismo sarebbe piu’ allegro nel ricevere una certa varieta’ di cibo da dovere digerire.

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