i fatti dopo il ragionamento

La mia Palermo inaspettata

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La città che da gabbia si trasforma in incubatrice di sogni, il miraggio che diventa realtà, il mio mestiere di scrittore e una nuova avventura in cui c'è la vita, e la storia, di noi tutti Cacciatore | Blog diPalermo.it

Succede che questa città ti stupisca. Non sempre in negativo: a questo ci siamo abituati. Può succedere invece di percorrere, per questi vicoli, un tragitto esistenziale sghembo, sballottante, ubriacante nella sua imprevedibilità. E allora Palermo, da gattabuia di frustrazioni, si trasforma in incubatrice di sogni inaspettati.

Io in questa città ci sono cresciuto come un pesce nervoso, agganciato a una sorta di lenza. All’inizio invisibile, refrattaria alla presa, ma che ha pian piano acquistato nitidezza, fra strattoni, arresti e impennate. L’ho sempre chiamata passione, vocazione per l’invenzione e l’affabulazione (illusione, secondo i miei genitori), insomma, come vi pare; finché non ho deciso di rinunciare a darle un nome e lasciare che mi trascinasse. Verso dove, verso cosa, non lo sapevo.

All’inizio, ero certo che avrei fatto cinema. Sarei stato regista. Ma costava. E allora mi sono messo a scrivere. Pubblicare era difficile se non impossibile, per un figlio di famiglia piccolo-borghese. La faccio breve: mi è successo. E continua a succedermi. Ma il cinema? Non l’ho mai dimenticato. Chi ha letto i miei romanzi si sarà accorto che per ritmo, cambi di scena e dissolvenze, somigliano un poco a film plasmati attraverso la parola. E mi fa piacere. Come indole, mi ritengo un ibrido. Di furia, di dolcezza. Di rabbia, di pace ai limiti della catatonia. Quest’ultima mi serve per scrivere. E l’ibrido si riversa naturalmente in quel che pesto sulla tastiera.

Nel 2014 (sembra passato un eone, ma sono soltanto una manciata di mesi) è nato il mio quarto romanzo: “La differenza” (edito da Meridiano Zero). E ho subodorato che in quell’occasione, nella mia narrativa, s’era infiltrato un germe che non avevo mai degnato d’attenzione. È stato chi mi fa compagnia – moglie, amici, lettori – ad avvertirmi e darmene conferma. “Guarda che questa storia non può restare un libro e basta”.

Ho rilanciato, coi sudori freddi: “E in che cosa dovrei trasformarla? In un film?”. La risposta: un “no” unanime. La spiegazione, in coro: “Guarda che è uno spettacolo teatrale, Giacomo. Già pronto. Bell’e fatto. Non ti resta che sfoltirlo. Sfrondare le sotto-storie. Trovargli unità di tempo, di luogo, di azione”. Mia moglie Raffaella era tra i tifosi della riduzione teatrale. E io la conosco. Quando si mette una cosa in testa, la lenza si tende, il pesce è ormai all’amo, e non avrà pace finché non tocca riva. Nello specifico, il pesce ero sempre io. Non mi è restato che stappare la damigiana della “forma teatrale” e travasarci dentro, con il suo aiuto, il succo de “La differenza”.

Secondo atto dello stupore: è stato meno difficile di quel che immaginassi. Il copione funzionava. Come lo so? Lo so perché due splendidi attori, Ivano Falco e Massimo De Trovato (non in quest’ordine di apparizione), se ne sono innamorati. E lo metteranno in scena. Lo so perché il direttore del Teatro Biondo, Roberto Alajmo, che non è solo “un direttore” – ma come tutti sanno, prima di ogni altra qualifica, è uno scrittore (e lo si legga come valore aggiunto) – mi ha dato il via per portarlo alla sala Strehler prima che io potessi dire “pronto”. Lo so perché Alessandro Savona, sopraffino scenografo e architetto (nonché scrittore pure lui: e ci si intende al volo) ha subito congegnato il migliore allestimento scenografico che potessi immaginare per la mia storia.

Lo so perché Giovanni Russo, tecnico delle luci e dei suoni, giovane ma con anni di mestiere duro sulle spalle, si è detto subito pronto a dare il meglio, e da lui mi aspetto belle sorprese. Lo so perché dal nulla è nata una squadra inarrestabile. Qui, a Palermo, dove credevo che coltivare un progetto collettivo fosse un miraggio. E tutto questo lo sapranno anche gli spettatori che il 16 e il 17 giugno, alle 21, verranno a vederci fare “La differenza”. Io vi aspetto. Vi stupiremo. Lo so per certo.

4 commenti

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  • 12 giugno 2015 09:50

    Sarà bellissimo, come lo è il libro. Vivrete una grande emozione… Come vorrei poter esserci! Io spero tanto che La differenza arrivi anche a Bologna. Vi aspetto.

  • 12 giugno 2015 10:51

    Alessandra, ti raggiungerà ovunque tu sia. Con il nostro affetto.

  • 17 giugno 2015 15:54

    Spettacolo ricco di emozioni. Drammaticità, passione e suspense diventano tangibili grazie alle magistrali interpretazioni di Ivano Falco e Massimo De Trovato che, attraverso il monologo del primo e l’ostinato silenzio dell’altro, trasmettono tutti gli stati d’animo dei protagonisti, spingendo lo spettatore a empatizzare alternativamente con entrambi. Finale a sorpresa assolutamente da cardiopalma.
    Ottima la regia di Giacomo Cacciatore e suggestiva la coreografia di Alessandro Savona.
    Da vedere e rivedere, mi auguro, in altri teatri.

  • 18 giugno 2015 10:45

    Grazie, Adriana.

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