i fatti dopo il ragionamento

La fine dell’albero

di

Albero Piegato Vento E1434607412492 | Blog diPalermo.it

Quando a scuola non si centrava l’argomento e si andava divagando, gli insegnanti ci dicevano: “Sei uscito fuori tema”. Ecco. Dire che a Palermo non si può più vivere perché un giorno i cittadini protestano per un motivo e il giorno successivo per un altro sembra una gigantesca uscita fuori tema. Perché le lamentele, venute fuori nel corso dell’incontro tra cittadini, amministrazione comunale e società appaltante, a villa Trabia avevano tutte un unico scopo: salvare gli alberi (o quanto meno attenuarne lo scempio).

In oltre tre ore di incontro non credo di avere assistito ad alcuna strumentalizzazione politica (ma sarà stata una mia svista), né a lamentele fini a se stesse. Piuttosto ad una volontà di rispondere a richieste precise: la messa on line dei documenti relativi al progetto dell’anello ferroviario, la garanzia di una partecipazione attiva, una risposta alla domanda su che fine abbiano fatto i tronchi degli alberi uccisi (pardon: abbattuti). Alberi che hanno vissuto in un contesto di smog e inquinamento e che quindi andrebbero trattati come rifiuti speciali, ha suggerito qualcuno. Qualcun altro ancora ha chiesto che fine faranno i nidi, alcuni del quali trovati a terra, rotti, dei volatili che avevano fatto di quegli alberi la propria dimora.

Sono intervenute persone incazzate ma garbate, preparate, con leggi e documenti, con proposte. Più o meno attuabili, d’accordo. Ma non ho visto capipopolo, né sentito lamentele sparse tanto per lagnarsi. Ho visto donne e uomini che ricordano ancora il profumo di primavera di vent’anni fa, che vorrebbero risentirlo (non delegando, possibilmente collaborando) e che preferiscono non voltarsi dall’altra parte. Per gli alberi? Per gli alberi.

All’incontro ha partecipato anche una signora svizzera, i capelli rossi e la carnagione bianchissima, che ha parlato perfino, pensate, di alberi come di esseri viventi. Sì, perché tutto questo conteggio di tronchi “che è necessario” abbattere e altri trasportati altrove ci rende tristi ragionieri che più o meno ottusamente prendono atto (che è sempre peggio che decidere) di quale albero possa morire, quale invece graziare e quale provare a trasferire.

2 commenti

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  • 18 giugno 2015 10:07

    Per tornare a respirare la primavera di 20 anni fa e’ necessario abbattere il traffico e dotare Palermo di quel minimo di strutture per il trasporto pubblico che una citta’ moderna deve avere. Certo che dispiace dover abbattere qualche albero, ma una cosa e’ farlo per la speculazione edilizia, altra cosa se lo si fa per migliorare la vivibilita’ della citta’ e ridurre l’inquinamento. Cosa che anche i cittadini che si preoccupano di quegli alberi sanno benissimo, tanto che si preoccupano dello smaltimento dei tronchi, temendo che possano essere velenosi.

  • 18 giugno 2015 14:48

    Avete fatto bene, più che altro per le palme e per avere chiarimenti sul progetto dei lavori.

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