i fatti dopo il ragionamento

La Bruttezza che li salva

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La finta sorpresa per le pensiline del tram vandalizzate allo Sperone e l'inutile tentativo di salvare chi vuole essere abbandonato e dimenticato. Quando la civiltà è un pericolo da cui fuggire Immag19321 E1434609670948 | Blog diPalermo.it

Sapete dov’è la via Pecori Giraldi? Siete mai stati allo Sperone? No. Molti di voi non lo sanno, lo so per certo. Per questo, e solo per questo, sono disposto a perdonare la vostra sorpresa per le pensiline del tram vandalizzate, quelle stesse pensiline che un manipolo di ammirevoli cittadini ha provveduto a ripulire credendo di dare una lezione di civiltà laddove la civiltà è vista come un pericolo da respingere con la nobile arte della subcultura, specialità che certi palermitani frequentano con sfrontata, e per certi versi ammirevole, disinvoltura.

Il tram? Ma chi vi credete di essere? Ma davvero pensate di portare qui da noi, allo Sperone, il progresso sotto forma di vagoni e rotaie? Davvero coltivate la speranza di avvicinarci a quella città da voi definita civilizzata – la città dei negozi, delle boutique, degli aperitivi, dei ristoranti? Ridono. Ridono della stupida pervicacia con cui ci si ostina a provare a togliere dall’isolamento geografico e culturale fette di città che invece, modestamente e coi poveri mezzi a disposizione, chiedono di essere dimenticate e anzi ulteriormente marginalizzate.

Perché la bruttezza genera bruttezza. La subcultura come modello di vita. Volete portarci la civiltà? Noi la respingiamo. Rispedendola al mittente. Il bello come intruso sgradito, di più: pericoloso. Il rischio della cultura. Forse l’unica soluzione è abbandonare al proprio destino chi vuole essere abbandonato al proprio destino. Loro contenti. E noi in fondo, giù la maschera amici miei, pure.

11 commenti

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  • 18 giugno 2015 13:15

    Ora mi spiego il perché di quella vandalizzazione e distruzione in tempi brevi di quel meraviglioso ponte di legno che porta al mare, una vista che ben poche città in Italia possono permettersi, isolamento anche acustico a pochi metri del caos di via M.Marine.
    Una bellezza, un pezzo di civilizzazione. Allora scusate se mi sono sorpreso del modo, e nello stesso modo delle pensiline, in cui in questi due ultimi mesi ho visto una rapida vandalizzazione e distruzione di tale bene. Non avevo fatto i conti con la via Pecori Geraldi e lo Sperone.

  • 18 giugno 2015 13:34

    sembra che lo Sperone sia un ghetto abitato da persone che non viene ghettizzata, ma che si auto ghettizza lasciateci qui nel nostro sporco, perché nel nostro sporco ci stiamo bene. Io non la penso cosi. Questi atti vandalici sono fatti da pochi delinquenti che tengono sotto sequestro le brave persone, che non possono guardare al di là della loro finestra. Queste brave persone vanno salvate e non abbandonate, loro non sono contenti e nemmeno noi dobbiamo esserlo

  • 18 giugno 2015 14:15

    Ma guarda questa foto! i cestini con i sacchetti e senza copertura, importante.
    Non c’è neanche spazzatura in giro e le “decorazioni” nella pensilina mi ricordano vagamente lo stile dei vecchi cassonetti decorati, si dovrebbero migliorare solo un po’ i colori.
    Beh! Per il resto parecchi anni addietro io sono stata allo Sperone, facevo ricerche allora.
    La situazione di alcuni isolati era disastrosa, a volte passando da corso dei Mille ho dato un’occhiata e sembra essere quasi tutto come allora. Ma appunto non interessa tutto il quartiere, anche loro in quei isolati erano i vecchi sfollati del centro storico.

  • 18 giugno 2015 17:47

    Sono pienamente d’accordo con Giovanni, non possiamo abbandonare il quartiere Sperone per colpa di pochi, una società civile deve garantire anche se ci fosse un solo abitante bravo. Del resto gli scempi e i vandalismi descritti allo Sperone si trovano in qualsiasi quartiere di Palermo. Forse lo sdoganamento dei ceffoni ai figli e qualche volta anche ai padri, ridurrebbe il fenomeno. Lo stato quando si decidera’ a fornire prima alla polizia e poi ai magistrati leggi tali da scoraggiare questi balordi delinquenti?

  • 18 giugno 2015 19:19

    Io aggiungo un pensiero … la bruttezza si attraversa per andare alla bellezza che è appena fuori.
    Ho spesso notato che ogni opera di Palermo, sia essa monumento o impianto sportivo, viene eseguite appena fuori dal quartiere di periferia: questo è un chiaro segnale che non si vuole aiutare il prossimo ma è una forma sottile per ghettizzare ulteriormente.
    Vorrei proporre un esempio concreto che riguardo il quartiere dove sono nato e cresciuto, il San Filippo Neri: si è pubblicizzato tantissimo il centro commerciale Conca d’Oro, che doveva in qualche modo rivalutare il territorio, ma in pochissimi sono a conoscenza della reale collocazione della struttura, cioè appena fuori da rione, e inoltre doveva nascere proprio in questo terreno un centro civico per i servizi al quartiere.
    Trovo molto interessante l’articolo del giornalista, finalmente uno che non cade nel solito cliché del luogo a rischio per disadattati.
    Mi premeva scrivere questo commento visto la deriva di questa città, sempre più divisa tra la borghesia chiusa nella sua convinzione di essere bella e buona e … il resto della città al quale sembra dovrebbe essere chiesto di valorizzarsi e non, come spesso pensiamo, allinearsi ai modi di chi ha la presunzione di essere nel giusto sempre e comunque.

  • 18 giugno 2015 19:25

    In questa città la bruttezza giriamo intorno alla bruttezza per raggiungere la bellezza.
    Ho spesso notato che ogni opera di Palermo, sia essa monumento o impianto sportivo, viene eseguite appena fuori dal quartiere di periferia: questo è un chiaro segnale che non si vuole aiutare il prossimo ma è una forma sottile per ghettizzare ulteriormente.
    Vorrei proporre un esempio concreto che riguardo il quartiere dove sono nato e cresciuto, il San Filippo Neri: si è pubblicizzato tantissimo il centro commerciale Conca d’Oro, che doveva in qualche modo rivalutare il territorio, ma in pochissimi sono a conoscenza della reale collocazione della struttura, cioè appena fuori da rione, e inoltre doveva nascere proprio in questo terreno un centro civico per i servizi al quartiere.
    Trovo molto interessante l’articolo del giornalista, finalmente uno che non cade nel solito cliché del luogo a rischio per disadattati.
    Mi premeva scrivere questo commento visto la deriva di questa città, sempre più divisa tra la borghesia chiusa nella sua convinzione di essere bella e buona e … il resto della città al quale sembra dovrebbe essere chiesto di valorizzarsi e non, come spesso pensiamo, allinearsi ai modi di chi ha la presunzione di essere nel giusto sempre e comunque.

  • 18 giugno 2015 20:43

    Ma io resto curiosa di sapere dove avete recuperato questa bella foto.
    Dalle immagini di Mobilita Palermo c’era solo una pensilina malamente scarabocchiata solo in nero e nello sfondo un cassonetto giallo forse di finta differenziata con al bordo un sacchetto di spazzatura che sembrava in bilico.
    Poi c’è anche la notizia che dei ragazzi hanno provveduto a pulire gli scarabocchi. Quindi tranquillizzatevi il vandalismo è stato arginato.
    Ma solo una domanda: non vi sentite un po’ esagerati?

  • 18 giugno 2015 20:54

    Mafalda è quello che ho pensato pure io e ho aggiunto, anche, che gli atti vandalici purtroppo avvengono anche in altre città.

  • 19 giugno 2015 08:39

    Non vivo allo Sperone e non sono dello Sperone ma un po mi incazzo (scusate il francesismo) quando puntate il dito contro lo Sperone e lo battezzate ghetto di inciviltà. Purtroppo non è il solo male, Palermo è il male di Palermo, l’inciviltà che dilaga a tutte le latitudini e a tutti i livelli, attaccando anche i ceti “nobili e ricchi”, esempi della signora col Porsche che parcheggia sulle striscie pedonali per me è figlia della stessa inciviltà solo un po più pulita (nel senso che non usa vernici per imbrattare…)

    Palermo è vittima di se stessa e della sua bruttezza data come valore aggiunto da chi la abita. Una città che si indigna e piange se il furbo di turno uccide una povera ragazza sulle strisce pedonali viaggiando nella corsia preferenziale che poi dopo 5 minuti se ne dimentica e fa altrettanto tanto lui non metterebbe mai nessuno sotto.

    Questa è Palermo, una città che diventa brutta ogni giorno sempre più e che per essere salvata deve essere rivostruita dalle proprie ceneri. Palermo è un ghetto, e chi non è ancora incivile lo diventerà per adeguarsi, nascondersi e non farsi notare oppure morirà come paladino dimenticato.

    Ma tanto che importa, tanto abbiamo Mondello, a Santuzza, la serie A e u pani ca meusa

  • 19 giugno 2015 17:30

    Riguardo alla nostra città possiamo forse ragionare – a mio avviso – di maggiore o minore bruttezza (ci può essere dubbio che Via della Libertà, sebbene oscenamente sfregiata dal “sacco di Palermo”, sia meno brutta di Via Pecori Giraldi?), ma non di maggiore o minore civiltà; il cafone “impicciolato” (magari di… “buona famiglia” della “buona borghesia”) che posteggia (è successo apeena Domenica scorsa) la sua Ferrari sul marciapiede di Via Dante di fronte Villa Malfitano è meno “barbaro” dei “canazzi di bancata” che hanno vandalizzato le fermate del tram?

    Già, il tram; che al massimo non avvicinerà il “ghetto” Sperone ad una “dimensione migliore” della città di cui è dimenticata, estrema (non soltanto in senso “geografico”) periferia, ma – come scrive il dottor Massaro – “… alla città dei negozi, delle boutique, degli aperitivi, dei ristoranti…”; cioè, in estrema sintesi, al quel “quasi niente” che Palermo sa/può offrire; quella anacronistica “Palermo da bere” che – non di di rado – è differente dallo squallore e dalla violenza dello Sperone soltanto in termini fenomenici e non etici, né, ancor meno – se ne facciano una ragione i “lombrosiani de noantri” – ontologici.

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