i fatti dopo il ragionamento

La rivoluzione che non t’aspetti

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Dalla caponata con il dado al proliferare di locali che vendono patatine olandesi. Una moda che mi preoccupa. Perché minaccia l'unica vera tradizione che credevo inattaccabile: il cibo Patatine | Blog diPalermo.it

Vi ricordate quando, alcuni mesi fa, da Palermo si sollevò un grido di indignazione per lo spot della caponata con il dado? Un vero e proprio oltraggio alla nostra tradizione culinaria, pensammo in molti. Perché Palermo è anche la sua cucina, e guai a chi ce la tocca: caponata, arancine, stigghiole, pane e panelle… e forse anche patatine fritte.

Che c’entrano le patatine fritte? Provate a fare un giro in centro. Piazza Castelnuovo, via Magliocco, via Maqueda. Da alcune settimane sono spuntati come funghi nuovissimi negozietti di “chips”, le patatine fritte olandesi, per intenderci. Quelle grosse e gustose, servite in cuoppi plastificati, affogate nella maionese o in altre salse ipercaloriche, da mangiare con le stecchette di legno.

A colpirmi non è stata la novità in sé, ma la simultaneità con la quale sono stati aperti tanti punti vendita di diverse “catene”. E la disinvoltura con la quale gruppi di palermitani, per lo più giovani, si mettono ogni giorno in fila per il loro cuoppo quotidiano. Io ogni volta che ci passo davanti, mi chiedo: ma tutti questi shop che spuntano nello stesso momento si sono messi d’accordo? Una casualità? È una nuova moda? Non lo so, quello che so è che mi fa un certo effetto rendermi conto della velocità con la quale la mia città è pronta a violare anche un pezzo della nostra tradizione che pensavo fosse inattaccabile: il cibo. Le nostre vecchie, care friggitorie, improvvisate e ‘ngrasciate, davvero sono pronte a lasciare il posto a catene in franchising, con le signorine col cappellino e le pareti lucide e colorate? Le panelle hanno davvero fatto il loro tempo? Qualcuno penserà “beh, e allora a Berlino che dovrebbero dire, visto che ad ogni angolo vendono kebab?”. Si, ma Berlino è piena di turchi. A Palermo gli olandesi dove sono?

3 commenti

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  • 19 giugno 2015 11:03

    Beh..e come se volessimo portare il nostro “street food” all’estero. Immagina solo solo la tavola calda. Solo che, a parte qualche avventuriero solitario quà e la per il mondo, la nostra cucina all’estero non esplode, Mc Donald’s e compagnia bella invece ci sono riusciti.
    Sarà perché è proprio vero allora che il palermitano, l’imprenditore “CHE INVESTE PRIMA DI GUADAGNARE” non lo sa fare?
    W u pani ca meusa, stigghiola, panelle, ecc.ecc.

  • 19 giugno 2015 22:27

    In Via Maqueda non ha aperto un negozio di patate olandesi, ma un negozio con marchio siciliano, che frigge patate fresche locali, cazzille, panelle, cicirello, paranza, moscardini, verdure in pastella etc etc, La sola differenza col panellaro di strada è l’olio, viene cambiato più spesso.

  • 22 giugno 2015 17:08

    non e` la bonta del cibo da strada che ci manca ma la tipologia dei locali. Pane e panelle e milza sono venduti in tuguri con igiene anni 50. Sfincioni, arancine, panelle e milza in locali accoglienti potrebbero spopolare

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